Sostenere la tesi del complotto statunitense o ebraico per spiegare gli attentati dell’11 settembre 2001 potrebbe diventare pericoloso e non certo per il rischio di rappresaglie da parte di Washington e dei suoi alleati. Se n’è accorto il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad al quale la rete terroristica fondata da Osama Bin Laden ha chiesto di finirla con le sue “ridicole teorie sull’11 settembre“. Un ammonimento che Al Qaeda ha messo nero su bianco, nella sua rivista Inspire, che diffonde sul web in lingua inglese la sua propaganda.
Il governo iraniano ha sostenuto per bocca del suo presidente Ahmadinejad di non credere che Al Qaeda sia dietro all’11 settembre, ma che piuttosto “ci sia il governo americano”, si legge nell’articolo”. Ci chiediamo perché l’Iran sostiene una posizione così ridicola, che è contro ogni logica ed evidenza”. A più riprese il presidente iraniano ha sostenuto che l’attacco agli Usa è stato, di fatto, una messa in scena, anche nel giorno del decimo anniversario quando ha affermato che “quell’incidente fu un gioco complicato per influenzare la comunità umana e un pretesto per occupare l’Iraq e l’Afghanistan che ha causato la morte o il ferimento di oltre un milione di persone”.
La settimana scorsa a New York, dal podio dell’Assemblea generale dell’Onu, Ahmadinejad ha accusato “potenze arroganti” di usare “la loro rete imperialista per minacciare chiunque metta in discussione l’Olocausto e gli eventi dell’11 settembre con sanzioni e azioni militari”. Al Qaeda spiega la posizione dell’Iran con la gelosia nei confronti di “un concorrente per vincere i cuori e le menti dei musulmani emarginati in tutto il mondo” scrive il giornale jihadista secondo il quale l’organizzazione terroristica “ha avuto successo dove l’Iran non è riuscito. Per questo era necessario per gli iraniani screditare l’11 settembre con le teorie della cospirazione”.
Gli screzi tra estremisti islamici di diversa estrazione possono far sorridere ma la vicenda costituisce anche un implicito ammonimento ai sostenitori di tesi complottiste riguardo agli attentati dell’11 settembre 2001 presenti anche negli Stati Uniti e in Europa. I jihadisti sono molto meno tolleranti (e hanno meno senso dell’umorismo) di George Bush, della CIA e delle lobby giudaico-capitaliste nei confronti di chi vuole attribuire ad altri i loro “meriti”.
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Gianandrea Gaiani, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e Libero ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital. Ha scritto Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane
- Lunedì 3 Ottobre 2011


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Commenti
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Il 3 Ottobre 2011 alle 20:17 anna.one ha scritto:
Unrelated news ma visto che siamo sul soggetto Iran..
http://bigpeace.com/abostom/20.....ore-165472
Kudos to ministro Frattini!
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