- Tags: Afghanistan, guerre di pace, India, karzai, Nato, Pakistan, talebani
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Da Nuova Dehli, dove si trovava in visita ufficiale, il presidente afgano Hamid Karzai ha ribadito che Kabul ha interrotto il dialogo con i talebani: “Non conosciamo più il loro indirizzo”, ha affermato, aggiungendo che c’è invece la volontà di dialogare con “i fratelli del Pakistan” Il processo di pace d’ora in poi “sarà imperniato sui rapporti tra i Paesi anziché concentrarsi su singoli individui che neppure sappiamo dove trovare”, ha spiegato il presidente.
Karzai aveva già annunciato l’interruzione del dialogo con gli insorti in un discorso televisivo all’indomani dell’uccisione dell’ex presidente Burhanuddin Rabbani incaricato dei negoziati. Secondo le indagini di Kabul, l’attentatore suicida era un talebano pakistano, particolare smentito da Islamabad. “Il governo del Pakistan non sostiene i nostri sforzi per portare la pace e la sicurezza in Afghanistan”, aveva detto Karzai il 4 ottobre anche se nella sua visita di due giorni in India, ha voluto mandare messaggi rassicuranti al Pakistan, definito il “nostro gemello” mentre l’India ”è un grande amico”. Perciò, “gli accordi che firmiamo con i nostri amici non avranno ripercussioni sui fratelli”, ha precisato in un discorso tenuto nella capitale indiana.
Aldilà degli accordi economici (2 miliardi di dollari sono stati erogati da Nuova Delhi per appaltare a ditte indiane la costruzione di strade e altre infrastrutture) l’intesa che potrebbe preoccupare maggiormente il Pakistan è quella militare, il protocollo di “partenariato strategico” firmato da Karzai e dal premier indiano Manmohan Singh e in base al quale l’India si occuperà dell’addestramento della polizia e dei soldati afghani in vista del ritiro delle truppe statunitensi e alleate nel 2014 e confermato al vertice della Nato a Bruxelles.
Un impegno non solo politico ma che richiederà l’invio in India di centinaia (forse migliaia) di istruttori e consiglieri militari la cui presenza rafforzerà la penetrazione di Nuova Delhi in Afghanistan con il progressivo ritiro delle truppe occidentali. Nonostante le rassicurazioni di Karzai, la presenza di soldati indiani nelle basi afghane lungo i confini non farà certo piacere a Islamabad.
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Gianandrea Gaiani, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e Libero ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital. Ha scritto Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane
- Venerdì 7 Ottobre 2011


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Commenti
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Il 7 Ottobre 2011 alle 17:57 anna.one ha scritto:
@..Perciò, “gli accordi che firmiamo con i nostri amici non avranno ripercussioni sui fratelli”
C’e qualcuno che la beve? I pakis sono furiosi, dopotutto l’India è il loro nemico ed ora sanno chi gli USA appoggiano.
Cosi’ i pakis e i chicoms saranno emarginati in Afghanistan altro che provincia pakistana.
È una conclusione ideale, gli indiani sono anni che senza essere nelle news stanno costruendo infrastrutture, scuole, ospedali, in Afghanistan e non importano armi e terroristi come fa il Pakistan (e Iran).
Il 7 Ottobre 2011 alle 17:59 anna.one ha scritto:
oops non esportano non importano… armi e terroristi come fa il Pakistan (e Iran).
Il 8 Ottobre 2011 alle 0:55 e.fumagalli ha scritto:
In India hanno bei problemi sul genere FARC ma meglio parlarne poco. Pare controllino un terzo del territorio e sono pure invisi alla Cina, che non è più comunista. Scusa Anna il commercio di armi è esclusiva USA? Non vi bastano quelle che avete in casa, siete quelli che spendete di più in armi che tutto il mondo messo assieme. E’ per quello che andate a rotoli.
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