
Paul Biya con la moglie Chantal durante un incontro con l'ex presidente brasiliano Lula (Credits: AP Photo/Eraldo Peres)
Paul Biya, 78 anni, al potere da 29, dovrebbe uscire vincitore dalle contestate elezioni presidenziali in Camerun. È successo un po’ di tutto in questa tornata elettorale: altissimo astensionismo, denunce di frodi, l’assassinio di un oppositore. Uno dei partiti d’opposizione, il Fronte Democratico Sociale ha denunciato la morte, domenica sera, di Virginie Takoguem, a Bandjoun, nell’ovest del Paese. Uomini armati avrebbero assassinato l’esponente politico. I leader dell’FDS di cui fa parte il principale oppositore al presidente uscente, John Fru Ndi, hanno dichiarato senza mezzi termini che l’assassinio è riconducibile a esponenti del partito di Biya. E denunciano l’immobilismo e la collusione delle forze dell’ordine. Virginie Takoguem protestava contro le frodi commesse dal partito al potere nella zona.
Sette milioni di camerunensi sono stati chiamati alle urne, ma fin dalla chiusura di domenica sera sarebbero emerse gravissime irregolarità. Esponenti di partiti politici minori hanno denunciato voti multipli, schede elettorali sparite nel nulla. E si registra nel sud ovest dello Stato un attacco a un convoglio di Polizia diretto a un seggio che ha fatto due morti.
Entro 15 giorni, la Commissione Elettorale dovrebbe fornire i risultati del voto. Che quasi certamente confermeranno l’inossidabile Biya alla guida del Paese. E che non tutti accetteranno, c’è da scommetterci.
Il Camerun è paradigmatico di tante simili situazioni africane: un leader forte, al potere da decenni, che ha garantito una relativa stabilità. Basta paragonarlo ai vicini Ciad e Repubblica Democratica del Congo, per esempio. Ha introdotto il multipartitismo e la libertà di stampa. Si è dato fare in politica estera. Ma a che prezzo? A lui il potere, non si discute. Riforme? Non se ne parla. Per ora. Insomma un potere forte e accentrato per garantire la stabilità. Lo accetteranno i camerunensi, ancora una volta?
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Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Radio Svizzera Italiana. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Martedì 11 Ottobre 2011


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