
Herman Cain (Credits: LaPresse/Ewan Vucci)
Herman Cain è un uomo eclettico e navigato, con un curriculum ricco di attività professionali di successo e di scommesse personali, quasi esistenziali, spesso vinte; partito da zero, con tenacia e talento ha scalato i gradini della scala sociale. Personaggio non nuovo alla ribalta politica, anche se non ha rivestito una carica di governo, in mezzo ai suoi rivali ex o attuali governatori, senatori e deputati, può rivelarsi un candidato a sorpresa, uno di quelli che dài perdente in partenza, ma che poi riesce a dare filo da torcere al FrontRunner.
La sua campagna elettorale viaggia su tre numeri 9-9-9. E’ il suo piano per il rilancio dell’economia statunitense. Una sola aliquota fiscale: 9%per ogni contribuente, per ogni corporation e per ogni bene di consumo. Per lui è la ricetta magica. Per gli altri candidati repubblicani, invece, si tratta di una ipotesi irrealistica. I democratici l’hanno definita dannosa: metterebbe in ginocchio la classe media.
Lui l’ha difesa come un leone, nel dibattito nel New Hampshire. Con forza, astuzia e trucchi del mestiere (mediatico). Che conosce bene perché è - tra l’altro - autore e conduttore di un seguito programma radiofonico. Performance che gli è valsa la prima posizione nei sondaggi tra gli elettori repubblicani, davanti al super favorito Mitt Romney.
Ma lui, appunto, non è nuovo alle sorprese. Nel settembre del 2011, Herman Cain ha battuto Rick Perry, il governatore del Texas (che era il grande favorito), in una consultazione preliminare tra gli elettori repubblicani della Florida. Un segnale per le primarie? Se le vincesse, se conquistasse la nomination, per la prima volta ci sarebbe un duello solo afro-americano per la Casa Bianca.
Nato il 13 dicembre del 1945 a Memphis da una famiglia molto povera, cresciuto ad Atlanta nell’epoca delle battaglia per i diritti civili dei neri americani, Herman Cain è il tipico self made man americano. Durante gli studi (diploma in matematica, master universitario in informatica), lavora per un periodo come impiegato presso la marina militare. Poi trova un posto alla Coca Cola e lo lascia per diventare dirigente a livello regionale della Burger King.
La “sua zona” diventa una di quelle dove la società va meglio. E’ grazie a questo successo che nel 1988 Cain viene chiamato alla sfida più grande dal punto di vista professionale: rimettere in carreggiata Godfather’s Pizza, una catena di pizzerie che stava per fallire. Herman Cain riesce a salvarla e anzi, sotto la sua gestione, la società torna a viaggiare a gonfie vele.
E’in quel periodo che diviene un personaggio a livello nazionale. Nel 1993, durante un dibattito televisivo, attacca in studio l’allora presidente Bill Clinton per la sua proposta di riforma sanitaria. Le sue parole riassumono il pensiero di milioni di persone negli Usa. E’ in quella occasione che Herman Cain ha il suo battesimo (del fuoco) in politica.
Le stagioni successive saranno dedicate ad altri successi imprenditoriali e a una vera e propria opera di costruzione della sua immagine pubblica.
Il primo impegno politico è come consigliere economico del duo Dole-Kemp nella campagna elettorale per la Casa Bianca del 1996. Nel 2000 si butta in prima persona nella Grande Competizione, ma la nomination per la presidenza va a George W. Bush. Quattro anni più tardi, tenterà di diventare senatore del Congresso Federale correndo per il seggio in Georgia, ma viene battuto dal rivale democratico.
La battaglia più impegnativa, Herman Cain la vincerà però nel 2006 quando sconfiggerà un cancro al colon. Sposato da 43 anni con Gloria Cain (da cui ha avuto due figli), Herman è anche ministro di una chiesa battista di Atlanta.
Prima del lancio del suo piano 9-9-9, durante la campagna per le primarie, Cain era salito alla ribalta dei media per gli attacchi ai manifestanti di Wall Street. “Se non avete un lavoro non biasimate Wall Street o le Grandi Banche, biasimate voi stessi” - è stato il messaggio che ha consegnato in un’intervista ai giovani americani.
Un self made man come lui non poteva pensare il contrario.
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Nome: Herman Cain
Età: 65 anni
Luogo e data di nascita: 13 dicembre 1945, Memphis, Tennessee, Stati Uniti
Famiglia: sposato con Gloria, ha due figli (Melanie e Vincent) e tre nipoti
Attuale occupazione: editorialista, commentatore
FRASI CELEBRI
Sull’economia: “La nostra economia sopravvive solo grazie al respiratore artificiale. Abbiamo bisogno di una soluzione che sia una scossa” (Settembre 2011).
Sui diritti civili: “Non darò ad alcun musulmano incarichi di governo o nella giustizia” (Gennaio 2011).
Sull’educazione: “Tenete fuori il governo federale dall’educazione dei nostri figli” (Settembre 2011).
Sulla politica estera: “La politica estera dovrebbe essere fatta con bombe, proiettili e aiuti economici” (Settembre 2011).
Sulla riforma sanitaria: “Se nel 2006 fosse stata in vigore la riforma di Barack Obama io sarei morto di cancro” (Settembre 2011).
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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Venerdì 14 Ottobre 2011


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