Dove è finito il movimento verde d’opposizione sorto durante le contestate elezioni presidenziali del 2009? Se ne parla poco, di questi tempi, soprattutto dopo che i due leader – Mussavi e Karrubi – sono finiti agli arresti domiciliari. Nel frattempo nella Repubblica islamica è stata aperta un’inchiesta sulle torture del carcere di Kahrizak, chiuso per volere del leader supremo Ali Khamenei. E si è pure discusso delle modalità (non del tutto trasparenti) con cui il presidente Mahmoud Ahmadinejad si è guadagnato un bel po’ di voti.
A farci ricordare il movimento verde d’opposizione nella Repubblica islamica dell’Iran è la pubblicazione, per i tipi di Rizzoli, della graphic novel Zahra’s Paradise, scritta e disegnata da due iraniani della diaspora che, per evitare ripercussioni, si celano dietro ai nomi d’arte di Amir e Khalil.
La protagonista di Zahra’s Paradise è la madre di un ragazzo scomparso durante la repressione. Gli autori sottolineano l’apatia dei giovani lasciando intravedere una speranza legata alla rete. E usano una satira feroce contro il leader supremo e “il suo harem maschile, dove le vecchie regine (gli ex presidenti Rafsanjani e Khatami) sono gelose dell’ultima sposa, Mahmoud Ahmadinejad”. Un’opera più vicina alle graphic novel egiziane che all’autobiografia a fumetti Persepolis di Marjane Satrapi.
Intanto, l’Iran guarda oltre. E si prepara alle elezioni parlamentari, previste per il prossimo marzo. Le diverse fazioni si sono già mobilitate, e come di consueto, il Consiglio dei Guardiani si appresta a porre il veto sui candidati che non risponderanno ai criteri (severissimi) imposti dai vertici della Repubblica islamica.
Difficilmente ai riformatori (tipo Muhammad Khatami) e ai conservatori pragmatici (tipo Hashemi Rafsanjani) sarà concesso di candidarsi. E quindi la competizione avrà come protagonisti principali i conservatori e gli ultraconservatori. Ovvero, da una parte il presidente Ahmadinejad e il suo consuocero Esfandiar Rahim Mashaei, e dall’altra i loro rivali, ayatollah inclusi.
In ogni caso la strada è lunga, i giochi saranno definiti a ridosso del voto.
—
Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, è autrice dei saggi “Storia dell’Iran” e “Storia dello Yemen”, pubblicati entrambi da Bruno Mondadori. Scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Lunedì 17 Ottobre 2011


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Commenti
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Il 18 Ottobre 2011 alle 6:34 anna.one ha scritto:
Chissà se l’Iran se li riprende…
http://www.nbcbayarea.com/news.....19128.html
:)
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