
(Credits: Epa/Abir Sultan)
Il soldato Shalit torna a casa. Il militare israeliano sequestrato da Hamas nel 2006 è già in Egitto e riabbraccerà presto la sua famiglia dopo cinque anni di prigionia. Liberati dal governo israeliano 477 prigionieri palestinesi. Altri 550 verranno messi in libertà entro due mesi. Il presidente Shimon Peres firma il condono, aggiungendo una frase finale: “Non perdono e non dimentico“.
È la fine di un incubo. Dopo cinque anni Gilad Shalit oggi torna in libertà. “Faccio appello al mio governo, la mia salute peggiora di giorno in giorno, soffro emotivamente e questo mi sta causando una forte depressione”. Così nella prima lettera dalla prigionia diffusa un mese dopo il sequestro, il 25 giugno del 2006, e pubblicata in esclusiva da Yedioth Ahronoth.
Gilad Shalit scriveva: “Aspetto che questo intollerabile incubo abbia fine e di essere rilasciato da questa prigione isolata, soprattutto perché il mio ventesimo compleanno è passato, senza che io abbia potuto celebrarlo con la mia famiglia”. Lunedì sera gli ultimi impedimenti alla sua liberazione sono caduti quando l’Alta Corte di Giustizia di Gerusalemme ha rigettato le petizioni dei famigliari delle vittime di attentati terroristici contro l’accordo. Dei 1.027 palestinesi liberati, ne bruciano molti nella memoria e nell’immaginario israeliano, a cominciare dal “mostro” di Ramallah, Abdel Aziz Salha.
I passaggi del rilascio sono tutti già definiti. Questa mattina Gilad Shalit è stato portato al valico di Rafah, tra Gaza e l’Egitto. I 477 palestinesi liberati dal governo israeliano sono stati invece portati al valico di Kerem Shalom, tra Israele ed Egitto. Una distanza di 10 minuti separa Kerem Shalom da Rafah. Shalit sarà consegnato da Hamas agli egiziani, in presenza di rappresentanti israeliani. Solo quando la liberazione di Shalit sarà stata confermata, lo Stato ebraico procederà al rilascio di 27 donne palestinesi e il soldato verrà trasferito al valico di Kerem Shalom. Qui Gilad chiamerà i suoi genitori e verrà visitato da un medico. Infine, volerà in elicottero fino alla base di Tel Nof, dove già lo attendono il padre Noam, sua madre Aviva, il fratello Yoel e il nonno Zviv, scortati alle prime luci dell’alba nella base dell’esercito israeliano. Dopo aver rivisto i suoi cari, Gilad sarà nuovamente visitato e poi incontrerà il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

(Credits: AP Photo/Eyad Baba)
Intanto, i prigionieri palestinesi destinati a Gaza o all’esilio verso Stati esteri passeranno la frontiera con l’Egitto, il cui governo assicurerà che prendano dei voli verso i Paesi che li ospiteranno, tra i quali ci sono Turchia, Qatar e Siria. I loro nuovi passaporti sono stati già preparati dall’Autorità palestinese e consegnati nelle mani dell’ambasciatore israeliano nei Territori. Se tutto va secondo la rigorosa tabella di marcia sulla quale si sono accordati Israele ed Hamas, Gilad Shalit sarà poi scortato con la sua famiglia nel nord di Israele, a Mitzpe Hila, dove tutto il Paese lo attende per le strade. Finalmente a casa.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. È direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Martedì 18 Ottobre 2011


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Commenti
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Il 18 Ottobre 2011 alle 9:01 fsl ha scritto:
.. e condoglianze anticipate ai parenti delle vittime israeliane che moriranno per mano dei “martiri” appena liberati.
Spero che la mamma del soldatino abbia il tempo per andare a sorridere anche ai loro funerali.
Il 18 Ottobre 2011 alle 9:48 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] un mese dopo il sequestro, il 25 giugno del 2006, e pubblicata in esclusiva da Yedioth Ahronoth. Tweet news and [...]
Il 18 Ottobre 2011 alle 12:33 zione ha scritto:
Fa piacere che questo dramma si sta concludendo bene e speriamo che da questa iniziativa possa finalmente sorgere una giusta Pace, per questi Popoli che soffrono da troppo tempo.
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