- Tags: Abu Mazen, Israele, Palestina, Stati Uniti, Unesco
- Un commento
La Palestina è stata ammessa come membro a pieno diritto dell’Unesco: e l’evento ha un’importanza particolare per i palestinesi che dunque mettono a segno un primo successo nel loro processo di adesione alle Nazioni Unite. Ma la decisione Onu rischia di creare una spaccatura con gli Usa che avevano minacciato di tagliare i fondi all’Unesco in caso di voto positivo.
Regge, intanto, la tregua mediata dall’Egitto a Gaza, dopo cinque giorni di violenze ta Israele e i miliziani palestinesi (violenze che, in appena 36 ore, hanno fatto 12 vittime tra i palestinesi e una tra i civili israeliani). Dalla mezzanotte di domenica, il confine la striscia di Gaza e Israele è relativamente tranquillo dopo l’ultimo raid israeliano andato a segno e che ha fatto due vittime tra i miliziani palestinesi.
La tregua sembra reggere, ma oggi lo scontro è tutto diplomatico e si consuma a Parigi, sullo sfondo dell’Assemblea generale dell’Unesco. Sulla richiesta di adesione dell’Anp all’Unesco hanno votato contro Stati Uniti, Germania e Canada. L’Italia e il Regno Unito si sono astenuti, mentre la Francia, la Cina, l’India hanno votato a favore, insieme alla quasi totalità dei Paesi arabi, africani e latino-americani.
Complessivamente, i voti a favore sono stati 107, mentre 14 Paesi hanno votato contro l’ammissione e 52 si sono astenuti. L’Unesco è la prima agenzia Onu ad aver messo in agenda la questione dello status palestinese, dopo la richiesta avanzata da Abu Mazen, il 23 settembre, all’Onu. Due leggi approvate negli anni ‘90 dagli Usa, da sempre alleato fedele di Israele, vietano espressamente il finanziamento di qualsiasi organizzazioni Onu che accetti la Palestina come membro a pieno titolo. Il che significa che adesso l’Unesco rischia di perdere i 70 milioni di dollari del suo bilancio annuale (il 22 per cento).
“Non c’è alcuna speranza che il Congresso, controllato dai repubblicani, emendi la legislazione”, aveva detto in mattinata, prima ancora del voto, una fonte Unesco. Del resto, la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, aveva chiarito molto bene la posizione Usa la scorsa settimana: “Esistono linee rosse molto chiare nella legislazione e, se sono sorpassate nell’Unesco, tale legislazione viene attivata”.
E stamane, il sottosegretario Usa per l’Educazione, Martha Kanter, proprio a Parigi aveva parlato di un voto “controproducente e prematuro”. Gli Usa sono rientrati nell’Unesco solo nel 2003, dopo anni di boicottaggio nei confronti di quella che il Dipartimento di Stato definiva “la crescente disparità tra la politica estera Usa e gli obiettivi dell’Unesco”; ma nonostante il ventennio di boicottaggio, il presidente Barack Obama ha sempre considerato l’Unesco un’organizzazione di interesse strategico e un utile strumento multilaterale per propagare i valori occidentali.
- Lunedì 31 Ottobre 2011


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Commenti
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Il 1 Novembre 2011 alle 21:59 anna.one ha scritto:
@ “Non c’è alcuna speranza che il Congresso, controllato dai repubblicani, emendi la legislazione”
Siamo alle solite!
A parte il fatto che solo la House, non il Senato dove tutto va a morire e..la presidenza, è controllato dai Repubblicani, le due leggi degli Stati Uniti che richiedono l’amministrazione Obama di tagliare i finanziamenti per l’UNESCO:
Public Law 101-246, e Public Law 103-236 Titolo IV, approvata nel 1994 (103rd Congress Dem), che proibisce il “contributo volontario o valutati a qualsiasi organizzazione affiliata delle Nazioni Unite che garantisce piena adesione come uno stato a qualsiasi organizzazione o gruppo che non ha gli attributi di uno stato riconosciuto a livello internazionale”, furono approvate e passate dai demorats.
Non solo, il Dipartimento di Stato (Hillary) ha annunciato lunedi che gli Stati Uniti hanno smesso di finanziare dell’UNESCO a causa del voto, e ha detto che l’amministrazione Obama non farà un programmato 60 milioni dollari di pagamento per l’agenzia dovuti nel mese di novembre, secondo il Washington Post”
Non si vorrà, per caso, dare la colpa ai Repubblicani o..Bush, spero?!!!!
I Rebubblicani vogliono solo tagliare tutti i fondi all’UN che solo nel 2010 furono $7.7 miliardi presi dalle tasche degli americani, e spedirle in ..Iran, Venezuela o France! Tutto qua! :)
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