
(Credits: LaPresse)

Hu Jintao ha fatto della lotta alla povertà e della creazione di una società più “armoniosa” uno dei nodi centrali del suo mandato. E dal momento che alla fine del 2012 dovrà cedere il passo al (probabile) futuro presidente Xi Jinping e che, contemporaneamente, la crisi economica internazionale ha ostacolato il raggiungimento di una serie di obiettivi che la dirigenza cinese si era prefissata, Hu Jintao è stato costretto ad inventarsi nuove iniziative per dimostrare alla popolazione di non aver dimenticato le promesse fatte.
Pechino ha così deciso di aumentare la soglia della povertà, portando a un dollaro al giorno il limite al di sotto del quale un cinese può essere considerato indigente Continua

Il Cairo, piazza Tahrir: sul muro la scritta "Consiglio dell'esercito giù" (EPA/KHALED ELFIQI)
È slittato a domani l’annuncio dei risultati della prima tranche delle elezioni legislative in Egitto, svoltesi lunedì e martedì in 9 governatorati. Lo ha riferito la tv di Stato.
Secondo un funzionario interno alla Commissione elettorale, il ritardo è dovuto al fatto che sono ancora in corso i conteggi in alcune zone del Paese, tra cui il Cairo. Inoltre non sono pervenuti i risultati del voto degli egiziani residenti in Kuwait. Continua

(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
Il gesto di un gruppo di radicali islamici rischia di avere conseguenze gravissime per la Repubblica islamica dell’Iran, già isolata a causa del suo programma nucleare e delle sanzioni internazionali. Non è bastato che il ministro degli Esteri di Teheran esprimesse rammarico e condannasse l’assalto all’ambasciata britannica e che la polizia della capitale arrestasse i giovani protagonisti di quell’azione. Azione messa in atto da una fazione di fanatici che vedono nella sede diplomatica inglese (fortificata, rispetto ad altre sedi) il simbolo dell’oppressione e dell’ingerenza occidentale verso Teheran. Basti pensare al colpo di Stato architettato a Londra nel 1953 per estromettere il premier nazionalista Mossadeq, colpevole di aver osato nazionalizzare il petrolio, a quel tempo largamente sfruttato proprio dagli inglesi.
Continua
- farian
- Mercoledì 30 Novembre 2011

(Credits: AP Photo)

Un uomo di 36 anni ha seminato il panico nel cuore della città vecchia a Istanbul. Dopo aver sottratto un fucile a una guardia di sicurezza all’ingresso del palazzo di Topkapi, ha fatto fuoco sulla folla. Tre persone sono rimaste ferite. L’attentatore è stato ucciso prima che potesse continuare a mietere vittime.
Continua

Hillary Clinton in partenza per il Myanmar (Credits: AP Photo, Saul Loeb, Pool)

La visita del segretario di stato americano Hillary Clinton in Myanmar è certamente un fatto storico sia per gli Stati Uniti che per la nuova giunta birmana, che giorno dopo giorno dimostra di essere sempre più determinata a far compiere al paese una svolta epocale.
Dopo cinquant’anni di isolamento, i militari al potere hanno deciso di cambiare il Myanmar. Continua

(Credits: Epa/Kerim Okten)

La Gran Bretagna si ferma per 24 ore. Maxi sciopero generale in tutto il Paese per protestare contro il piano di austerity di George Osborne e la riforma del sistema pensionistico. Gli impiegati del settore pubblico si ribellano al congelamento degli stipendi nei prossimi due anni. Chiusi aeroporti, stazioni, scuole, tribunali, ospedali e biblioteche. In 2 milioni incrociano le braccia.
Continua

Un razzo Katyusha (Credits: AP Photo/Ben Curtis)
Nonostante la presenza delle truppe delle Nazioni Unite, che stanno lì proprio per scoraggiare atti violenti, il confine tra Libano e Israele continua a essere teatro di azioni di guerra: questa mattina dal Libano sono stati lanciati quattro razzi contro il nord di Israele: non ci sono stati morti, ma due edifici nella Galilea occidentale sono stati distrutti e un benzinaio ha preso fuoco, provocando un incendio che ha richiesto ore per essere estinto. Israele ha risposto con dei colpi di artiglieria contro il luogo da dove i razzi sono stati lanciati, nei pressi del villaggio di Aita Shaab, a circa due chilometri dal confine. Continua

(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
La presa dell’ambasciata britannica da parte di un gruppo di studenti iraniani filo-regime è il gesto disperato di una fazione della Repubblica islamica che si sente spalle al muro. Nei confronti della comunità internazionale, che nei giorni scorsi ha deciso ulteriori sanzioni contro Teheran. Ma anche nei confronti dell’ala moderata all’interno della repubblica di ayatollah e pasdaran (sempre più potenti).
Continua
- farian
- Martedì 29 Novembre 2011
Gli ultimi commenti