L’aria di Cannes ha fatto cambiare idea a Georgos Papandreou. Il premier greco, dopo aver suscitato un polverone di polemiche e aver provocato la caduta libera delle Borse annunciando un referendum sul piano degli aiuti europei, ha fatto un passo indietro, abbandonando l’ipotesi di una chiamata alle urne entro il mese di dicembre.
Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno evidentemente esercitato una pressione proficua su Georgos Papandreou che tra ieri e oggi ha radicalmente cambiato idea sul referendum in merito al piano di salvataggio dell’Ue. E’ stata la consultazione più breve della storia della Repubblica greca; annunciato lunedì e programmato entro un mese, il referendum che non ci sarà ha comunque provocato uno sconquasso sui mercati internazionali e ha spaccato al suo interno anche il Pasok, il partito socialista guidato dal premier Papandreou. Un manipolo di deputati sono infatti saliti sulle barricate per impedire il referendum, definendolo un atto sconsiderato e una sorta di “suicidio” politico. Tra la fronda anche il potente Evangelos Venizelos, il ministro delle Finanze di Atene che negli ultimi mesi ha tessuto la complessa rete diplomatica per riuscire a convincere Bruxelles che la Grecia può pagare i suoi debiti e che l’Europa può dunque stare tranquilla e staccare l’assegno da 8 miliardi di euro che rappresenta l’ultima tranche del fondo per salvare il Paese ellenico da un drammatico default “non pilotato”.
Nelle prime ore del pomeriggio, subito dopo la colazione di lavoro del G20 dove il piatto forte - manco a dirlo - è stato la situazione in Grecia e in Italia, ha cominciato a circolare la voce che Georgos Papandreou fosse pronto a rassegnare le sue dimissioni. Ma il portavoce del governo di Atene, Ilias Mosialos, ha immediatamente smentito i rumors sulle prossime dimissioni del premier, dichiarando che Papandreou terrà un discorso agli esponenti del Pasok entro stasera e che sembra propenso a mettere sul tavolo la creazione di una coalizione di breve periodo, che possa incassare gli aiuti europei e traghettare il Paese fuori dalla crisi fino alle prossime elezioni politiche. Insomma, un governo ad interim guidato da un tecnico, che potrebbe essere l’ex vice presidente della Banca Centrale Europea, Loukas Papademous. Per adesso nessun riscontro da Papademous, mentre arriva la conferma che in ogni caso domani, venerdì 4 novembre, il Parlamento voterà comunque la fiducia al governo, dopo un dibattito sulla crisi e i fondi della Ue.

(Credits: AP Photo/Thanassis Stavrakis)
Intanto, dietro le quinte fervono i contatti fuori dalla scena ufficiale. Secondo fonti da Atene, riportate dal quotidiano Ekathimerini, entro oggi si terranno dei colloqui tra funzionari del governo e rappresentanti delle opposizioni, con l’intento di riuscire a dare forma a un governo transitorio che possa ricevere un consenso transpartitico. Antonis Samaras, il leader del maggiore partito all’opposizione (Nuova Democrazia), ha detto a chiare lettere di essere disponibile a cooperare con il governo per organizzare questa fase di caos, che dovrà necessariamente preludere a nuove elezioni. Sotto il cielo di Atene queste sono decisamente giornate campali.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Giovedì 3 Novembre 2011


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Commenti
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Il 3 Novembre 2011 alle 20:01 indigesto ha scritto:
Quando si parla di governi tecnici si ammette l’incapacità della politica a governare. E questa non è una novità! come non lo è il fatto che se una democrazia è fondata sui diritti delle banche è bene che ci sia un banchiere a capo del governo, affinchè vengano tutelati questi diritti, fino in fondo! A noi non sono mancati (e non mancheranno) bancari e banchieri a capo di governi ed istituzioni. E’ ora che anche gli altri si adeguino!
Il 4 Novembre 2011 alle 11:07 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] L’aria di Cannes ha fatto cambiare idea a Georgos Papandreou. Il premier greco, dopo aver suscitato un polverone di polemiche e aver provocato la caduta libera delle Borse annunciando un referendum sul piano degli aiuti europei, ha fatto un passo indietro, abbandonando l’ipotesi di una chiamata alle urne entro il mese di dicembre. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno evidentemente esercitato una pressione proficua su Georgos Papandreou che tra ieri e oggi ha radicalmente cambiato idea sul referendum in merito al piano di salvataggio dell’Ue. E’ stata la consultazione più breve della storia della Repubblica greca; annunciato lunedì e programmato entro un mese, il referendum che non ci sarà ha comunque provocato uno sconquasso sui mercati internazionali e ha spaccato al suo interno anche il Pasok, il partito socialista guidato dal premier Papandreou. [...]
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