Potrebbe trattarsi di un altro fuoco di paglia al quale il lungo braccio di ferro tra l’Iran e l’Occidente ci ha abituato. Alle bellicose minacce del regime di Mahmoud Ahmadinejad rispondono dettagli trapelati alla stampa sull’imminente blitz messo a punto da Londra, Washington e Gerusalemme contro le infrastrutture strategiche e nucleari iraniane.
L’ultima riguarda le forze armate britanniche che si preparano a sostenere un attacco degli Stati Uniti contro il territorio della Repubblica islamica, soprattutto le infrastrutture sotterranee e (si dice) a prova di missile situate nell’area montagnosa attorno alla città santa di Qom. La finestra per un intervento, ha confidato una fonte militare britannica al Guardian, “è di dodici mesi” ma “Obama dovrà prendere una decisione nei prossimi mesi perché non vuole ordinare una cosa del genere appena prima delle elezioni negli Stati Uniti”.
I vertici militari di Sua Maestà, continua il quotidiano britannico, hanno cominciato a preparare i piani per un dispiegamento di navi e sottomarini caricati con missili da crociera Tomahawk, che dovranno far la loro parte in un attacco per la maggior parte condotto dall’aria e dal mare. Un’invasione di terra non è programmata, ma “un piccolo numero di unità delle forze speciali”, ha confidato un’altra fonte militare, potrebbe essere necessario sul terreno. La data che potrebbe rendere più concrete queste iniziative e la guerra più vicina è quella dell’8 novembre, quando arriverà il rapporto sull’arricchimento dell’uranio iraniano stilato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica che potrebbe confermare ufficialmente gli obiettivi militari del programma atomico di Teheran.
Londra e Washington intanto mettono le mani avanti. Rilevano la “sorprendente resistenza” dell’Iran di fronte alla sanzioni applicate dalla comunità internazionale e accusano non senza ragione il regime dell’eliminazione di alcuni esponenti dell’opposizione all’estero. Operazioni segrete che si bilanciano con le misteriose uccisioni di scienziati ed esponenti militari iraniani legati a programmi strategici. Secondo molti analisti Teheran avrebbe pienamente recuperato il danno inferto alle proprie infrastrutture dal cyber-attacco innescato lo scorso anno da Israele e Stati Uniti utilizzando il virus Stuxnet per mettere fuori uso almeno metà delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio.
Di blitz imminente parla da giorni anche la stampa israeliana. Secondo Haaretz fra i principali ministri dello Stato ebraico tre sono favorevoli (il premier Benyamin Netanyhau, il ministro della difesa Ehud Barack e il ministro degli esteri Avigdor Lieberman) mentre quattro sono contrari. Spaccata anche l’opinione pubblica. Secondo un sondaggio che chiedeva di valutare l’opportunità di una partecipazione israeliana a un’eventuale operazione militare guidata da Stati Uniti e Regno Unito il 41 per cento degli interpellati ha dato parere favorevole, il 39 ha espresso opinione contraria e il 20 per cento si è detto indeciso.
Il regime iraniano ha già risposto di essere pronto alla guerra contro Israele e i suoi alleati. Più silenzioso il mondo arabo e in particolare le monarchie sunnite del Golfo in prima linea a fronteggiare la minacce e le pressioni di Teheran. Difficile ipotizzare che un attacco all’Iran possa prendere il via senza l’assenso di questi Paesi che tra l’altro ospitano le basi aeree ce navali anglo-americane nella regione.
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Gianandrea Gaiani, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e Libero ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital. Ha scritto Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane
- Venerdì 4 Novembre 2011



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Commenti
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Il 4 Novembre 2011 alle 17:31 fsl ha scritto:
Senza offesa, credo che tutte queste chiacchiere siano solo…chiacchiere.
Un’attacco di sorpresa non si annuncia, non si discute in pubblico e soprattutto, non può diventare oggetto di sondaggi.
A tutti i soggetti di questo conflitto sembra importante mostrare la propria forza. E per questo parlano, parlano, parlano…
Il 7 Novembre 2011 alle 14:26 - Vivi Capena ha scritto:
[...] è verosimile un bombardamento di Teheran da parte di Israele e degli Stati Uniti? Per ragionare su questo tema, la stampa iraniana si affida [...]
Il 7 Novembre 2011 alle 15:08 Iran: quali i rischi di un attacco israeliano? – L’ANALISI | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] è verosimile un bombardamento di Teheran da parte di Israele e degli Stati Uniti? Per ragionare su questo tema, la stampa iraniana si affida [...]
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