
Servizi di sicurezza a Maiduguri (Credits: AP Photo/Sunday Alamba)
Almeno 150 morti, decine di feriti, ma il bilancio è provvisorio e approssimativo. Bersaglio: caserme di polizia e chiese cristiane. Boko Haram ha colpito ancora, nel nord est della Nigeria. Le città di Damataru (capitale dello Stato di Yobe) e del vicino villaggio di Potiskum sono state prese di mira da una serie di attacchi coordinati. Non solo attentatori kamikaze, ma anche guerriglieri in strada, che con armi automatiche che si sono scontrati con le forze di sicurezza nigeriane.
A Maiduguri, invece, 130 chilometri a est, subito dopo la preghiera del venerdì, due kamikaze hanno assaltato una caserma, mentre tre autobomba sono state fatte esplodere in diverse parti della città. Almeno sette i feriti.
Gli attacchi sono stati rivendicati da Boko Haram, l’organizzazione di matrice islamica che da anni compie attentati soprattutto nel nord-est del Paese, e che ha annunciato ulteriori azioni.
Fonti civili riportate dal quotidiano nigeriano Tribune, raccontano di scene di panico e sparatorie impazzite nella città di Damaturu. La moglie di un abitante della città avrebbe riferito di 300 miliziani che hanno gettato nel terrore il centro abitato. Mentre la polizia locale parla di almeno 70 poliziotti uccisi.
Il Presidente Goodluck Jonathan ha immediatamente condannato gli attacchi di matrice religiosa e cancellato la sua agenda (doveva presenziare al matrimonio del fratello) in segno di rispetto verso le vittime. Negli ultimi mesi le operazioni di Boko Haram si sono intensificate e stanno mettendo alla corda il governo di Abuja. La stessa capitale è stata violentemente colpita il 26 agosto scorso dagli estremisti.
Ora più che mai una larga parte della società e della politica nigeriana chiede al presidente Jonathan una risposta pronta ed efficace. Ma vi sono molti rischi in agguato. Da un lato, qualsiasi operazione militare verso le basi di Boko Haram e i suoi membri (nessuno sa quanto militanti vi siano, si parla di poche centinaia), dovrebbe essere condotta chirurgicamente: senza danni collaterali, per evitare effetti boomerang.
L’altra strada, più lunga e alla lunga probabilmente più efficace, è di dare linfa alle regioni del nord, garantire cospicui investimenti ai governatori delle regioni “a rischio”, per sanare la povertà e la altissima disoccupazione giovanile. Insomma sconfiggere la povertà del nord est per sconfiggere i facili reclutamenti.
Secondo fonti dell’agenzia Associated Press, Boko Haram si sarebbe diviso in tre fazioni, due più moderate, una pronta anche al dialogo con il governo, la terza più estremista con contatti con Al Qaeda nel Maghreb e Al Shabaab in Somalia. Sempre secondo una statistica redatta da Ap, il gruppo estremista islamico, avrebbe ucciso solo quest’anno 329 persone.
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Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Radio Svizzera Italiana. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Lunedì 7 Novembre 2011


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