Otto Pérez Molina è il nuovo presidente del Guatemala. L’ex generale ha vinto il ballottaggio presidenziale di ieri, conquistando il 55,2% dei voti e sconfiggendo così l’imprenditore Manuel Baldizón, fermo al 44,8% delle preferenze. La vittoria di Pérez Molina segna una vittoria della destra dal momento che l’UNE, il partito di sinistra del presidente uscente Álvaro Colom, aveva deciso di convogliare i suoi voti su Baldizón.
Molina, già candidato nel 2007 quando fu sconfitto proprio da Colom, è un personaggio di cui tutto o quasi si sa. Ex generale, membro di spicco dei servizi segreti dell’esercito, fu lui a condurre i negoziati che portarono all’accordo di pace del 1996 che chiuse il sanguinoso capitolo della trentennale guerra civile guatemalteca che lasciò sul terreno almeno 200 mila morti e 40 mila desaparecidos.
Denunciato all’Onu da tre attivisti Usa per presunte “torture” durante la dittatura (1960-1986), Molina ha sempre negato ma, soprattutto, per vincere ha moderato molto i toni in questa elezione rispetto a quella del 2007, quando si guadagnò il soprannome di el mano dura.
Di certo non è un compito facile quello che Pérez Molina ha di fronte a sé. Oggi il Guatemala è il Paese più povero e violento dell’America Latina. Una povertà evidente per chiunque cammini per le vie della periferia della capitale, dove è bene addentrarsi solo se accompagnati da guide locali.
Una povertà attestata dai numeri delle statistiche dei principali organismi internazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite: su 14 milioni di abitanti, sette milioni vivono infatti nella miseria più nera. Una povertà che si unisce indissolubilmente alla violenza dei narcotrafficanti messicani del cartello de Los Zetas che, da qualche anno a questa parte, hanno occupato quasi militarmente il nord del Paese, costringendo Colom a dichiarare uno stato d’emergenza semi-permanente e a far ricorso all’esercito.
Un’ultima curiosità. La vice di Perez Molina, Roxana Baldetti, è di origine italiana, è arrivata seconda al concorso di Miss Guatemala nel 1980 e, soprattutto, avrà molto potere - 25 deleghe - nel prossimo governo di Pérez Molina.
—
Paolo Manzo, giornalista free-lance, vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie. Parla 6 lingue, laurea alla Bocconi, master all’ICE e scrive, tra gli altri, per CartaCapital, Le Monde Magazine, The News, La Stampa e Il Secolo XIX. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri
- Lunedì 7 Novembre 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.