
Busti di Mao al museo di Chengdu (Credits: AP Photo)
“La Cina ha bisogno della democrazia, e se il paese non imparerà dagli errori del passato, potrebbe scoppiare presto una seconda Rivoluzione Culturale“. A parlare in questo modo non sono i dissidenti in esilio all’estero, ma gli eredi dei rivoluzionari maoisti e delle più importanti personalità del Partito, che hanno da poco iniziato una campagna di sensibilizzazione all’interno dello stesso per evitare che, nel corso del 18esimo Congresso Nazionale del 2012, quello in cui verranno nominati il nuovo Presidente e il nuovo Premier della Cina, sia la vecchia guardia ad assicurarsi il pieno controllo del Politburo.
Naturalmente nessun quotidiano ufficiale ha avuto il coraggio di scrivere di questo movimento e tantomeno di intervistarne qualche esponente. Ma la popolazione è riuscita comunque ad entrare in contatto con i figli dei rivoluzionari grazie a internet. Il sito neo-maoista Utopia, ad esempio, ha scritto più di un commento su qulla frangia reazionaria dei “Principi Rossi” che oggi ha voglia di contare di più all’interno del partito. E considerando che uno di loro è Xi Jinping, l’uomo che si contende con Li Keqiang la presidenza della Repubblica Popolare, molti si aspettano che tanto coraggio e determinazione finiranno con l’essere premiati.
Il padre di Xi Jinping è infatti Xi Zhongxun (1913-2002), vice-premier nel governo di Zhou Enlai, imprigionato da Mao durante la Rivoluzione Culturale e successivamente riabilitato da Deng Xiaoping, che gli permise di entrare a far parte del potente Politburo.
Anche se in patria è molto difficile sentir parlare di Rivoluzione Culturale, i “Principi Rossi” non si fanno scrupoli quando si tratta di condannare “uno dei più grossi errori mai commessi dal Partito“. Per loro la censura e la persecuzione di chi si azzarda ad esprimere una critica vanno bandite. “Se il governo continuerà ad appoggiarsi a questi strumenti per eliminare il dissenso, prima o poi ci ritroveremo in una situazione analoga a quella di fine anni ‘60, e l’intero paese ne uscirà sconfitto”.
Il movimento dei Principi Rossi ha mosti sostenitori anonimi nella Repubblica popolare. Eppure, anche chi sogna che i figli dei Rivoluzionari riescano a far valere i loro ideali, quando viene chiamato a esprimere realisticamente il proprio punto di vista ammette di provare una “profonda simpatia per questi principi senza potere, che hanno a cuore il futuro della nazione pur nella consapevolezza che non riusciranno mai a scalfire il potere della vecchia guardia conservatrice”.
—
Claudia Astarita insegna “The Politics of China” a John Cabot University (Roma) e si occupa di India per il CeMiSS. Scrive approfondimenti sull’Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.
- Giovedì 10 Novembre 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.