
(Credits: Epa/Jeff Kowalsky)
E Rick Perry scivolò sulla classica buccia di banana: una terribile gaffe durante una diretta tv seguitissima dal pubblico americano. Il candidato Repubblicano che sogna la Casa Bianca durante un duello televisivo in Michigan ha dichiarato di essere pronto a tagliare ben tre ministeri, ma nell’elencarli si è perso il terzo. Un’amnesia che potrebbe segnare la fine della sua corsa alla presidenza.
Invece che il dibattito della riscossa, con il quale il governatore del Texas sperava di superare Herman Cain, ridotto al lumicino dalla scandalo sessuale che gli è piovuto addosso, è stata l’incresciosa resa di un guerriero privo della spada della memoria. Nella seconda fase del dibattito a Rochester, Rick Perry, come sempre sicuro di sè, ha promesso di tagliare tre dicasteri una volta alla Casa Bianca, quello del Commercio, della Scuola e…poi il nulla.
Per 53 secondi il candidato Repubblicano ha cercato tra i suoi appunti il misterioso terzo ministero svanito. Inutili i suggerimenti del suo staff che lo seguiva dallo studio e quando l’intervistatore l’ha incalzato con un maligno: “Allora, qual è questo terzo ministero?”, lui ha lanciato la spugna: “Mi dispiace…non ce la faccio”, ha detto Perry, con il volto improvvisamente scavato come dopo una fatica insostenibile.
La gaffe di Perry ha fatto lievitare anche le quote dei bookmakers che lo proiettavano sulla lavagna immediatamente alle spalle del favorito Mitt Romney (a 1,40). La gaffe è già diventata un cult sul web e anche i bookie non perdonano: sulla lavagna di Stan James, come si legge su Agipronews, Perry - la cui nomination repubblicana si gioca a 8,00 - è tallonato dall’outsider Newt Gingrich, offerto a 9,00. Si allontana invece l’ipotesi di una vittoria di Herman Cain, ora bancato a 15,00.
Ma Rick Perry non è il primo né sarà l’ultimo dei politici che scivolano sulla gaffe. Le dirette televisive sono piene di aneddoti che sono passati alla storia e che in molti casi hanno mostrato agli elettori di tutto il mondo la fragilità di capi di governo e primi ministri, o di candidati indicati come cavalli di razza e che poi si sono rivelati dei ronzini. La medaglia di “gaffeur” se l’aggiudica la virago Sarah Palin, che evidentemente a scuola ha evitato accuratamente di frequentare le lezioni di geografia. Durante la corsa alle presidenziali del 2008, come vice di John McCain, la Palin ha dichiarato candidamente di poter vedere la Russia dalla sua Alaska. Mentre recentemente ha rincarato la dose in chiave “geopolitica”, affermando che gli Usa sono “alleati della Corea del Nord“.
Strafalcioni geografici anche per il “soldato” John McCain, che - sempre durante la campagna del 2008 - parlando della polveriera mediorientale ha perentoriamente affermato: “Abbiamo molto lavoro da fare lì, e sono preoccupato perché sarà una battaglia durissima, soprattutto vista la situazione sul confine iracheno-pakistano“. Già, peccato che l’Iraq non confini con il Pakistan. E anche Barack Obama, alla fine della campagna che lo portò alla Casa Bianca, scivolò su un dato che anche i bambini negli Usa imparano a memoria. Il presidente, stravolto dal suo tour in tutti gli Stati Uniti, esclamò in diretta tv: “Negli ultimi 15 mesi abbiamo viaggiato in ogni angolo d’America. Fino a oggi in quanti Stati sono stato, 57? Credo me ne resti solo uno dove andare“. Insomma, Obama ha allargato gli Usa, che notoriamente contano 50 Stati più un distretto federale, quello di Washington.
E che dire di George W. Bush? L’ex presidente americano ha avuto seri problemi con l’Africa, convinto che fosse una nazione e non già un continente. Più volte, durante interventi pubblici, ha parlato dell’Africa come di un singolo Stato, nonostante i rimbrotti del suo staff per la comunicazione. Recentemente è un’altra Repubblicana ad averla detta grossa. Michelle Bachmann, l’eroina dei Tea Party, ha confuso John Wayne, il celebre cowboy icona mitologica nell’immaginario macho americano, con il serial killer John Wayne Gacy. Durante la presentazione della sua candidatura in Iowa, con sguardo lirico e retorica ultraconservatrice, la 55enne Bachmann ha promesso che avrebbe difeso: “Lo spirito di John Wayne di Waterloo”. Ma John Wayne (il cowboy) non è mica nato a Waterloo, che invece ha dato i natali al serial killer con il suo stesso nome, noto anche come il clown killer, condannato alla pena capitale e ucciso nel 1994 dopo aver rapito, torturato e assassinato trenta persone.
Ma anche l’Europa non sta meglio. Celebre la doppietta di David Cameron, neo eletto premier britannico, che durante uno dei suoi primi discorsi nel 2010 disse in diretta che la Gran Bretagna nel 194o era stata un alleato minore degli Stati Uniti. Immediate le reazioni dei veterani, ma anche dei professori di Storia, che ricordarono al giovane David come nel 1940 Londra era da sola contro i nazisti di Hitler e che gli Usa non erano alleati proprio di nessuno. Poco prima della gaffe “storica”, Cameron aveva invece affermato che l’Iran era in possesso di un’arma nucleare. Ma forse questa, alla luce degli ultimi sviluppi, più che una gaffe potrebbe essere messa nell’elenco delle previsioni azzeccate.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Giovedì 10 Novembre 2011


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