
Newt Gingrich (Credits: LaPresse/Mary Ann Chastain)
Quando il settimanale Time lo nominò Uomo dell’Anno nel 1995, Newt Gingrich era all’apice della sua carriera politica. Aveva una ruolo di leader nella rivoluzione conservatrice che aveva permesso al Partito Repubblicano di conquistare per la prima volta in 40 anni di dominio democratico la maggioranza al Congresso.
Era l’uomo del Contratto per l’America, il manifesto-programma che aveva sintetizzato i desideri e le tendenze di una larga fetta dell’opinione pubblica (e dell’elettorato) che ora voleva vederli tradotti in realtà attraverso le decisioni di un parlamento che si contrapponesse alla Casa Bianca di Bill Clinton, e ne equilibrasse - per il gioco di forza tra poteri - l’azione di governo.
Uno scontro aspro, che parte dell’allora leadership repubblicana intese come un duello all’ultimo sangue con il presidente, tanto che proprio Gingrich fu uno dei fautori del voto di impeachment contro Bill Clinton per aver mentito durante le deposizioni sull’affare Lewinsky. In realtà, lo Speaker della Camera non si rese conto che pochi avrebbero voluto arrivare a una situazione così destabilizzante per le istituzioni americane.
Quello può essere annoverato come un sbaglio di Newt Gingrich? Probabilmente si. Si era spinto oltre. Da allora, per lui iniziò una progressiva, ma inesorabile, perdita di carisma (e di consenso) che lo portò a uscire di scena.
Pur confinato ai margini, Newt Gingrich è rimasto comunque il simbolo di un momento storico di risveglio politico e culturale dei conservatori americani. Dopo 15 anni di articoli, libri, conferenze, interviste, l’ex Speaker deve aver pensato che nel 2011 ci fossero analogie con quell’inizio di anni ‘90 e ha deciso di candidarsi alla presidenza sperando di intercettare gli umori di un’elettorato che ha premiato il GOP nelle ultime elezioni di midterm e riproponendosi come possibile leader di un’altra rivoluzione conservatrice americana, quella che può mandare a casa Barack Obama.
Ma, Newt Gingrich, pur essendo uno storico affermato, non ha compreso che i tratti di questi tempi (politici) sono ben diversi da quelli in cui lui conquistava le copertine di Time. Lo confermano i sondaggi per la nomination nei quali viaggia verso il basso, senza alcuna apperente possibilità di risalire.
Gingrich nasce Newton Leroy McPherson il 17 giugno 1943 a Harrisburg in Pennsylvania. La madre Kathleen e il padre Newton Searles si erano sposati qualche mese prima e si separeranno qualche giorno dopo la sua nascita. Tre anni dopo, Kate si risposa con l’ufficiale dell’esercito Robert Gingrich, che adotta il piccolo e lo cresce insieme alle sorellastre. La passione per la storia scoppia nel 1961, quando da studente fa un viaggio di studio in Francia e visita i luoghi delle battaglie della prima guerra mondiale.
Tornato in patria, dopo la laurea, Newt Gingrich insegna storia prima nei licei e poi nelle università della Georgia. La sua seconda passione, la politica, viene quasi come conseguenza dello studio dei grandi personaggi di cui parla ai suoi studenti. Nel 1974 e nel 1976 tenta di farsi eleggere al Congresso, ma non ci riesce. L’elezione arriva tre anni dopo. Per il decennio seguente, Newt Gingrich si distinguerà per il suo attivismo parlamentare, indirizzato soprattutto a costruire una rete di relazioni all’interno del suo partito.
Un lavoro il cui frutto coglierà nel 1994 quando riuscirà a unire le varie anime del Partito Repubblicano nel Contratto per l’America. Sarà uno dei fattori della vittoria. Nelle elezioni di quell’anno, il GOP conquista 54 seggi e il controllo della Camera dei Rappresentanti. Erano quaranta anni esatti che non si vedeva a Washington un cataclisma politico di quelle proporzioni.
Newt diventa una stella. Il Nemico Numero Uno di Bill Clinton. Con lui inizia il braccio di ferro sul budget (che porterà poi alla serrata del governo federale), sul progetto di riforma sanitaria (che il GOP affonderà); uno scontro che sfocerà nella battaglia sul Caso Lewinsky. In realtà, le due forzature più impegnative (budget e impeachment) si riveleranno controproducenti per Gingrich. I repubblicani iniziano a perdere consenso, Clinton, invece, a guadagnarlo con le sue posizioni centriste. I vertici del partito iniziano a mettere in discussione lo Speaker. Lascerà dopo i deludenti risultati delle elezioni del 1998.
A scalfire la sua autorevolezza contribuirà poi, nel 2000, la scoperta che proprio nei giorni in cui aveva messo sotto processo (parlamentare) Bill Clinton, Newt Gingrich iniziava una relazione extraconiugale con Callista, la sua assistente parlamentare, una donna più giovane di lui di una ventina d’anni. I due si sposeranno subito dopo il divorzio dalla seconda moglie. La prima era stata Jackie, sposata nel 1961 e lasciata proprio per Marianne.
Newt Gingrich darà poi una spiegazione originale delle sue avventure sentimentali dicendo che erano state il frutto (anche) della sua passione per la politica e per le sorti del suo Paese. Ma anche questa sembra acqua passata.
Se l’elettorato repubblicano scommette poco su di lui è perché Gingrich non appare l’uomo in grado di unire tutte le anime del conservatorismo americano. Gli anni ‘90 sono ben lontani. E ora, l’accademico che ha scritto una capitolo significativo della storia della Destra negli Stati Uniti, si sta accorgendo che non sarà facile scriverne un altro.
Nome : Newton Gingrich, nato Newton Leroy McPherson
Età: 67 anni
Luogo e data di Nascita: 17 giugno 1943, Harrisburg, Pennsylvania, Stati Uniti
Famiglia: sposato con Callista Gingrich
Attuale occupazione: Opinionista, conferenziere, scrittore
FRASI CELEBRI
Sull’aborto: “Fermate immediatamente l’erogazione di fondi pubblici a chi pratica l’aborto” (Giugno 2011)
Sull’economia: “La Federal Reserve non deve agire con le modalità misteriose che adotta da tempo. E’uno scandalo” (Agosto 2011).
Sui diritti civili: “Ci vuole un test di Lealtà ai valori americani per tutti, non solo per i musulmani” (Agosto2011).
Sull’educazione: “Dobbiamo rimpiazzare il multiculturalismo con il patriottismo ” (Dicembre 2006).
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Venerdì 11 Novembre 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 1 Dicembre 2011 alle 21:34 [Elezioni Usa 2012] Newt Gingrich batte Barack Obama negli ultimi sondaggi | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] Newtmania. E non è un fuoco di paglia. Almeno per ora. Il consenso nei confronti di Newt Gingrich sale nei sondaggi e per la prima volta lo porta in cima alla classifica delle preferenze. Non solo in quella del candidato repubblicano, ma – e questo è ben più importante – anche nella gara per la Casa Bianca. [...]
Il 1 Dicembre 2011 alle 21:49 - Vivi Capena ha scritto:
[...] Newtmania. E non è un fuoco di paglia. Almeno per ora. Il consenso nei confronti di Newt Gingrich sale nei sondaggi e per la prima volta lo porta in cima alla classifica delle preferenze. Non solo in quella del candidato repubblicano, ma – e questo è ben più importante – anche nella gara per la Casa Bianca. [...]
Il 18 Gennaio 2012 alle 17:12 Usa, Presidenziali 2012: Romney for president? « Il Referendum ha scritto:
[...] http://blog.panorama.it/mondo/.....onservat... Rate this: CondividiFacebookTwitterDiggLinkedInRedditStumbleUponEmailStampaLike this:LikeBe the first to like this post. « L’importanza di quei ventidue “esseri inutili” che corrono dietro a un pallone Si apre la Coppa d’Africa 2012 » [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.