
Ron Paul (Credits: LaPresse /Cliff Owen)
Questa sarà la sua ultima corsa. L’ultima volta che si candida. Per la Casa Bianca (cosa che già fatto due altre volte). E per il suo seggio di rappresentante del Texas. Ron Paul dopo il 2012 dirà addio alla politica di Washington e tornerà a casa per diventare (rimanere) il testimone vivente, se non addirittura l’ispiratore, di un pensiero politico che dopo decenni di alterne fortune tra le fila dei repubblicani ha poi trovato la sua essenza con la nascita del Tea Party.
Libertario in economia, isolazionista in politica estera, nemico del Big Goverment, difensore delle libertà individuali, questo medico della Pennsylvania, trasferitosi nel profondo sud all’inizio della sua carriera, ha scoperto la sua grande passione per i fatti del mondo leggendo il Dottor Zivago, l’ha poi sviluppata spostando la sua attenzione sul fattore economico, seguendo con grande interesse gli studi della scuola austriaca e divorando i testi di Friedrich von Hayek, e l’ha, infine, trasformata in azione quando il 15 agosto del 1971, Richard Nixon decise di sganciare il dollaro dall’oro, abolendo il sistema aureo.
Quel giorno, dirà poi Ron Paul, tutto quello che aveva predetto il suo maestro, il Premio Nobel per l’Economia, si era avverato. Da allora - aggiungerà - la spesa pubblica non avrebbe avuto più limiti e il denaro sarebbe stata lo strumento della corruzione della politica. Per questo, decise di darsi a quest’ultima. Per salvarla.
E’ sulla base di questo pensiero, e in piena crisi monetaria - dovuta anche alle spese per la guerra del Vietnam - che Ron Paul si candida per un seggio di rappresentante del Texas al Congresso. E’ il 1974 e viene battuto. Due anni dopo, invece, vince, come accadrà poi fino al 1982. Fu il primo esponente repubblicano di quel distretto dopo decenni di democratici. Il medico che non amava Washington, sbarcava nella capitale.
Ne aveva fatta di strada. Nato il 20 agosto del 1935 a Pittsburgh, Ronald Ernest “Ron” Paul, è il terzo figlio (di cinque) di una delle tante famiglie che subì le drammatiche ripercussioni delle Grande Depressione. Sportivo (era molto bravo in atletica leggera), grazie a una borsa di studio va all’università e si laurea in medicina. Il suo primo impiego è presso l’Henry Ford Hospital, a Detroit, dove si trasferisce con la moglie Carol.
Presto però deve lasciarlo, chiamato alle armi come ufficiale del corpo medico. Servirà nell’Air Force, dove prenderà il brevetto di pilota e girerà molte basi militari americane situate in Corea del Sud, Iran, Etiopia e Turchia. Nel 1965 torna a casa, a praticare la sua professione di medico. Si trasferisce prima in South Carolina e poi in Texas, a Lake Jackson, dove prende il posto del locale dottore che va in pensione. Sarà un doctor tuttofare: ostetrico, ginecologo, chirurgo.
L’attività contribuisce a costruirgli una fama nella regione. Che sfrutterà poi quando deciderà di iniziare la sua avventura politica. Deputato repubblicano, sposa fino in fondo le teorie liberali: è favorevole a togliere ogni tipo di regolazione al mercato, vuole l’abolizione di quasi tutta la tassazione sul reddito, chiede la scomparsa della Federal Reserve, la banca centrale, che considera anti-costituzionale, si batte per cancellazione di ogni sovvenzione e assistenzialismo.
Ma Doctor No (come è chiamato per i suoi innumerevoli voti contrari su provvedimenti presentati alla Camera), o Taxpayers’ Best Friend (come è stato premiato più volte nella speciale classifica del Congresso) non si ferma a questo. In politica estera, per esempio, è favorevole al ritiro di tutti i soldati americani che si trovano all’estero. E’ per l’isolazionismo e la neutralità, unica possibile condizione per lo sviluppo armonico dei commerci americani nel mondo. E’ uno strenuo difensore delle libertà individuale, così sensibile al tema da aver votato contro le leggi speciali volute da George W. Bush dopo l’11 settembre.
La sua carriera parlamentare ebbe uno stop a metà degli anni ‘80, quando venne sconfitto nelle primarie per un seggio al Senato. Il suo discorso di commiato dalla Camera dei Rappresentanti, qualche mese più tardi, letto adesso può essere considerato non certo un testamento, ma un manifesto dell’America che verrà.
Dopo aver attaccato “gli interessi specifici che hanno sostituito gli importanti ideali dei Padri Fondatori”, Ron Paul terminò quell’accorata orazione dicendo che “E’ molto difficile per una persona che ama la vera libertà e detesta completamente il potere dello Stato venire a Washington e non diventare cinico”.
Tornerà nella capitale qualche anno più tardi, nel 1997, sull’onda della rivoluzione (culturale e politica) conservatrice e nonostante fosse inviso a personaggi importanti del partito come l’allora potentissimo Newt Gringich. Da allora è stato l’alfiere dell’ala ultra liberista del GOP, consolidando un rapporto condito di grandi slanci e forti disillusioni, di entrate e uscite dal partito. Si presentò per due campagna presidenziali. Questa è la terza.
Coerente fino all’estremo con le sue idee (non ha voluto utilizzare fondi federali e sussidi), Ron Paul è un personaggio che piace anche ai giovani. Molti dei quali hanno contribuito come attivisti alle sue campagne elettorali.
E proprio a un giovane, a suo figlio Rand, ha già lasciato il testimone. Anch’egli medico, Paul Junior è entrato al Senato e prosegue le battaglie del padre. Se Ron è stato l’ispiratore della nascita del Tea Party, Rand ne è stato uno di costruttori.
Ron, come detto, tornerà in Texas dopo questa ultima avventura. Ma le sue idee liberiste rimarranno nell’amata-odiata Washington grazie al figlio. In fondo, anche questo significa essere un Padre (Fondatore).
Nome : Ronald Ernest Paul
Età: 76 anni
Luogo e data di Nascita: 20 agosto 1935 , Pittsburgh, Pennyslvania, Stati Uniti
Famiglia: sposato con Carol, ha cinque figli
Attuale occupazione: Deputato del Congresso
FRASI CELEBRI
Sull’aborto: “L’aborto è omicidio” (Aprile 2008)
Sull’economia: “Spendiamo 1 Trilione e mezzo di dollari in guerre. Iniziamo a tagliare quei costi” (Settembre 2011).
Sui diritti civili: “Permettiamo alle copie di sposarsi in chiesa senza l’obbligo di presentare documenti burocratici” (Giugno 2011).
Sull’educazione: “L’Evoluzionismo non fa aumentare l’ateismo o diminuisce la figura divina” (Aprile 2001).
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Venerdì 11 Novembre 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 11 Novembre 2011 alle 23:38 andreabenetton ha scritto:
Per seguire su facebook la campagna elettorale di Ron Paul esiste questa pagina molto bella, Italy for Ron Paul 2012.
https://www.facebook.com/pages/Italy-for-Ron-Paul-2012/244533265572557
Sabato 26 Novembre 2011 siete tutti invitati davanti alla sede del Consolato Americano (Via Principe Amedeo 2/10, Milano) alla manifestazione di supporto a RON PAUL, Congressman Repubblicano, libertario, candidato alle primarie per la presidenza degli Stati Uniti. Sarà una manifestazione gioiosa e informale a sostegno del candidato simbolo del Libertarismo americano e internazionale.
https://www.facebook.com/event.php?eid=178853568859189
Il 15 Dicembre 2011 alle 13:59 - Vivi Capena ha scritto:
[...] che potrebbe diventare – a grande sorpresa – Mr. Iowa. Gli ultimi sondaggi dicono che Ron Paul è in ascesa, in grado di contrastare la vittoria di Newt Gingrich nel primo Stato dove si voterà per le [...]
Il 27 Dicembre 2011 alle 17:57 [Elezioni Usa 2012] Ron Paul, gli indecisi dell’Iowa e la roulette repubblicana – L’ANALISI | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] Ron Paul è in testa nei sondaggi, Mitt Romney lo tallona, Newt Gingrich sembra aver perso lo smalto dei primi di dicembre, tra gli 80.000 e i 150.000 cittadini dello Iowa designeranno tra sette giorni il loro candidato, colui che potrebbe guidare 300 milioni di americani, ma per ora le certezze sono poche tra le fila del GOP, se non una: gli indecisi (i poco convinti) potrebbero rappresentare il vero ago della bilancia, non solo in quello stato, ma poi, via via, in tutte le altre primarie, contribuendo a creare qualche grossa sorpresa (e non poca confusione) in campo repubblicano. Di cui, alla fine, potrebbe avvantaggiarsi Barack Obama (risalito negli ultimi sondaggi). [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.