di Fausto Biloslavo
I clandestini in fuga dall’Africa, che attraversano la penisola egiziana del Sinai nella speranza di raggiungere Israele, vengono spesso schiavizzati, picchiati o torturati, violentati e ricattati dai trafficanti d’uomini delle tribù beduine. Non solo: gli attivisti dei diritti umani, che cercano di aiutare questi disgraziati provenienti da paesi a rischio come il Sudan e l’Eritrea, hanno denunciato un orrore ancora più spaventoso. Ad alcuni clandestini vengono espiantati gli organi e talvolta sono lasciati morire dopo l’operazione.
Lo dimostrano le foto dei cadaveri scattate da Hamdy al Azazy della New generation foundation, un’organizzazione non governativa egiziana. Le immagini dei terribili abusi subiti dai clandestini nel Sinai, inviate all’Onu e all’Unione europea, sono state consegnate a Panorama.it da EveryOne Group, un’associazione con base a Roma, che si batte per la difesa dei diritti umani.
- (Credits: Hamdy Al-Azazy)
- (Credits: Hamdy Al-Azazy)
- (Credits: Hamdy Al-Azazy)
- (Credits: Hamdy Al-Azazy)
- (Credits: Hamdy Al-Azazy)
Lo scorso anno sono entrati illegalmente in Israele dal Sinai 33.273 migranti (19.442 provenienti dall’Eritrea, 8256 dal Sudan e 5575 da altri paesi africani). Secondo un servizio della Cnn esponenti della tribù beduina dei Sawarka sarebbero coinvolti nel traffico di organi. Se i disgraziati in fuga non hanno abbastanza soldi per pagare il passaggio o semplicemente sono compatibili con chi è in attesa di trapianto e deve farlo in fretta finiscono sotto i ferri.
Ai più fortunati viene prelevato un rene e sopravvivono, ma in alcuni casi sarebbero stati espiantati le cornee o il fegato. “Gli organi non sono utilizzabili se (gli immigrati) sono già deceduti”, ha spiegato Al Azazy. Prima fanno loro l’anestesia e dopo averli espiantati li lasciano morire seppellendoli in fosse comuni“. L’attivista per i diritti umani ha scattato le immagini che proverebbero questo orribile crimine nell’obitorio di Al Arish, nel nord del Sinai. Per gli interventi sarebbero utilizzate delle cliniche mobili provenienti da Il Cairo. Fakhry Saleh, noto patologo della capitale, ha confermato alla Cnn che nelle foto si “notano due tipi di cicatrici. Una dell’autopsia e un’altra di un intervento chirurgico”.
Una fonte dei beduini conferma che “il prezzo per gli organi parte da 20 mila dollari. I medici coinvolti li conservano in particolari contenitori frigorifero per portarli a Il Cairo”. Oltre a questo terribile sospetto le ong hanno raccolto storie di indescrivibili abusi nei confronti dei clandestini.
Alcuni sopravvissuti raccontano di essere stati incatenati in mezzo al deserto e brutalmente picchiati. In altri casi gli immigrati vengono schiavizzati dalle bande di beduini che li costringono ai lavori forzati. Per l’ulteriore passaggio attraverso il Sinai pretendono cifre che arrivano fino ai 12 mila dollari. I beduini tengono in ostaggio i clandestini fino a quando le loro famiglie non pagano. E alle donne va anche peggio. Una ragazza Eritrea, dopo aver raggiunto Tel Aviv, ha raccontato che nel Sinai “ogni sera mi prendevano da parte e facevano quello che volevano con il mio corpo”.
- Venerdì 11 Novembre 2011


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