- Tags: Bashar Al Assad, Damasco, Lega-Araba, onu, regime, rivolta, rivolte islam, siria, sospensione, world news
- Un commento

(Credits: AP Phoyo/Muzaffar Salman)
La Siria è stata sospesa dalla Lega araba. In un fne settimana di fuoco, in cui sono state uccise altre 26 persone per mano del regime di Bashar al Assad, l’unione dei Paesi arabi ha preso una decisione cruciale, che entrerà in vigore da mercoledì. Ma Damasco non ci sta e chiede un summit d’emergenza entro le prossime ore. Intanto, nella capitale esplode la protesta pro-regime contro la decisione della Lega araba.
La televisione di Stato siriana ha annunciato che la richiesta di un summit di emergenza della Lega araba è motivata dalla necessità di discutere le “ripercussioni negative sulla situazione araba” delle rivolte che stanno squassando il Paese da mesi. Ma, in realtà l’intento di Assad è un altro: quello di spingere la Lega araba a riconsiderare la sospensione della Siria (considerata una decisione “illegale e che viola i dettami dello statuto“) e di fermare la richiesta all’Onu di sanzioni che trattengano il regime dal commettere altri crimini. E se, da una parte, il segretario della Lega araba, Nabil Elaraby, ha dichiarato che alcuni rappresentanti della Lega sono disponibili a incontrare esponenti dell’opposizione siriana al più tardi entro domani, nonostante sia troppo presto per riconoscere le forze di opposizione a Damasco come un’ “autorità legittima”, dall’altra nancora non si sa come risponderà la Lega alla richiesta di Assad di organizzare un vertice di emergenza, anche se i segnali per il regime non sono affatto positivi.
Secondo quanto scrive Al Jazeera, cassa di risonanza della Leg arabaa, il regime ha continuato a mietere i suoi morti anche in quest’ultimo fine settimana. Altre 26 vittime che si aggiungono alle stime approssimative delle Nazioni Unite, che parlano di circa 3.500 morti fino ad ora. E dalle colonne di Arab News, il quotidiano saudita in lingua araba, un editoriale al vetriolo taglia le gambe ad Assad: “E’ tempo per Assad di andarsene“, scrive il giornale, che sottolinea come la decisione della Lega araba di sospendere la Siria è sacrosanta, così come la richiesta all’Onu di sanzioni per Damasco. La posizione della Lega araba è fondamentale nell’intera partita siriana. Assad, sempre più isolato, ora è rimasto davvero “solo”. Ed è necessario ricordare come proprio il via libera dei 22 membri della Lega araba ha consentito l’intervento della Nato in Libia e l’inizio delle operazioni militari in sostegno dei ribelli anti-Gheddafi.
“Il governo siriano”, si legge su Arab News, “ha chiaramente perso il suo diritto morale a guidare il Paese, se mai ne ha avuto uno, e adesso deve rispondere alla giustizia internazionale per i suoi crimini contro l’umanità“. Le parole del giornale dei Paesi arabi sono durissime e sembrano segnare l’inizio della fine per Assad: “Nonostante i ripetuti appelli dei Paesi arabi e musulmani - scrive Arab News - le forze di sicurezza siriane sono state usate contro il popolo che avrebbero invece dovuto proteggere. Tutto ciò non durerà per sempre“. Secondo la Lega araba, Assad e “altri come lui” hanno fallito nell’imparare la lezione dalle recenti rivolte in Tunisia, Egitto e Libia e adesso la Siria si trova costretta ad affrontare un radicale cambiamento grazie “agli epici sacrifici e alla perseveranza del suo popolo coraggioso”. Insomma, sembra proprio che i 22 della Lega araba abbiano già scritto l’epitaffio di Bashar al Assad.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso
- Lunedì 14 Novembre 2011


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Commenti
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Il 14 Novembre 2011 alle 19:31 anna.one ha scritto:
Credo sarebbe più corretto chiamarla non più “Arab Spring” “Primavera Araba”, ma “Muslim Brotherhood Spring” o La Primavera dei Fratelloni Musulmani”
:)
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