Rodrigo Londoño Echeverri, alias Timochenko, alias Pedro, alias Timoleón Jiménez. Nonostante i mille pseudonimi che possono confondere i profani, era atteso il successore dell’ex numero uno delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc) Alfonso Cano, ucciso lo scorso 4 novembre. Ora, la conferma: il nuovo capo dell’organizzazione sarà questo medico 52 enne che, prima di entrare nella guerriglia nel 1982, era stato a lungo in Russia a studiare bolscevismo. Non a caso il soprannome con cui è perlopiù conosciuto si ispira a uno dei leader dell’era bolscevica, il generale Konstantinovich Timoshenko. “Vogliamo informarvi che il compagno Timoleón Jiménez lo scorso 5 novembre è stato designato all’unanimità come nuovo comandante delle Farc-Esercito del popolo” si legge nel comunicato pubblicato ieri sul sito della ABP, l’Agenzia Bolivariana di Stampa.
Con la nomina di Timochenko, continua il comunicato della guerriglia colombiana, “si garantisce così la continuità del Piano Strategico verso la presa del potere da parte del popolo”. Ma chi è Timochenko e cosa cambierà in Colombia adesso?
Considerato da tutti un duro, Timochenko è oggi il membro più anziano del “secretariato” essendo nel direttorio delle Farc fin dagli anni Ottanta. Molto vicino a Marulanda e a Cano, sulla sua testa pende una taglia di 5 milioni di dollari firmata dal Dipartimento di Stato Usa per terrorismo, e un’altra, di circa la metà dell’ammontare, offerta dal governo colombiano.
Se ideologicamente sembra essere addirittura più radicale di Cano, all’ex capo il nuovo assomiglia molto fisicamente essendo massiccio, con occhiali e barba lunga. Una delle ultime volte che è apparso in pubblico è nel maggio del 2008, quando in un messaggio video fu lui a confermare la morte per infarto del fondatore delle Farc, Manuel Marulanda, alias Tirofijo.
Sono circa ottanta i mandati di cattura a suo carico emessi dalla giustizia di Bogotá per crimini che vanno dall’omicidio al sequestro di persona. Favorevole a mantenere “a tempo indeterminato” i sequestrati nella foresta, Timochenko deve affrontare il difficile momento che stanno passando da almeno tre anni le Farc, indebolite dalle morti eccellenti, dal sequestro di molti notebook contenenti preziose informazioni e, soprattutto, da un crescente numero di defezioni tra le sue fila.
Noto per il suo “sangue freddo”, secondo i media colombiani è a lui si deve l’ordine di una cinquantina di esecuzioni di guerriglieri in “odore di tradimento”. Secondo l’intelligence colombiana dal 2008 ‘Timochenko si muoverebbe tra lo stato di Zulia, in Venezuela, e la Colombia. Leader storico del controspionaggio interno delle Farc, con Timochenko non ci saranno cambi significativi nella strategia della guerriglia.
Unica, grande differenza, secondo il quotidiano El Tiempo, di proprietà della famiglia dell’attuale presidente colombiano Santos, i suoi contatti che sarebbero molto forti, con il Venezuela bolivariano di Chavez.
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Paolo Manzo, giornalista free-lance, vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie. Parla 6 lingue, laurea alla Bocconi, master all’ICE e scrive, tra gli altri, per CartaCapital, Le Monde Magazine, The News, La Stampa e Il Secolo XIX. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri
- Mercoledì 16 Novembre 2011


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