
Aung San Suu Kyi (Ansa/EPA/Nyein Chan Naing)
Ci sono “barlumi di progresso” verso riforme democratiche in Birmania. Lo afferma il presidente Barack Obama, da Bali, dove si trova per partecipare al vertice dei Paesi dell’Asia orientale. E dall’isola indonesiana, dopo una telefonata con la leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi, schiude la porta a rinnovate relazioni degli Stati Uniti col Paese asiatico, isolato internazionalmente per decenni. “Bisogna fare di più per perseguire il futuro che il popolo birmano merita” ha aggiunto, ammonendo che il Paese “continuerà ad affrontare sanzioni e isolamento” se il regime non compirà ulteriori passi verso una maggiore democrazia e rispetto dei diritti umani.
Ma segnali importanti di mite avvicinamento già ci sono. Per la prima volta in 50 anni un segretario di Stato americano si recherà in visita ufficiale in Birmania. Avverrà il prossimo mese, quando Hillary Clinton viaggerà nel Paese governato da una giunta militare per un primo approccio di incoraggiamento alle riforme politiche avviate dal disgelo tra il regime e Aung San Suu Kyi.
Per il premio Nobel per la pace, la Signora gentile e decisa per anni costretta agli arresti dalla giunta militare, oggi è un giorno importante.
La maggioranza dei delegati del principale partito di opposizione in Birmania, la Lega nazionale per la democrazia da lei guidata, si è espressa a favore di una nuova registrazione ufficiale, un anno e mezzo dopo la sua dissoluzione durante il regime militare. “Abbiamo deciso all’unanimità che la Lega nazionale per la democrazia si registrerà, in accordo con la legge. Parteciperemo alle prossime elezioni suppletive“, ha reso noto un importante esponente del partito dopo una riunione del comitato centrale.
L’annuncio ufficiale sarà nel pomeriggio ma già adesso è arrivato il parere favorevole delle delegazioni di “tutti gli stati e le regioni” del Paese.
Il premio al cauto vento di cambiamento che si sta respirando è stato esternato con la concessione alla Birmania della presidenza dell’Associazione dei Paesi del Sudest asiatico (Asean) nel 2014. L’annuncio è stato dato proprio da Bali, durante il 19° summit annuale dei dieci membri dell’organizzazione.
La decisione, ha spiegato il ministro degli Esteri indonesiano, Marty Natalegawa, è stata adottata all’unanimità e rappresenta un riconoscimento dei “significativi progressi verso la democrazia” compiuti negli ultimi mesi da Rangoon.
Insediatosi otto mesi fa, il nuovo governo civile birmano, guidato da Thein Sein e sostenuto dai militari, ha sorpreso la comunità internazionale con una serie di positive aperture verso la democrazia, a partire dai colloqui avviati con il premio Nobel per la Pace e la recente - seppur parziale - amnistia politica.
Per il nuovo esecutivo birmano si tratta dell’occasione per uscire da un lungo isolamento regionale e internazionale e Natalegawa ha spiegato che la mossa serve anche a far sì che “il processo di cambiamento continui”.
- Venerdì 18 Novembre 2011

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Il 19 Novembre 2011 alle 12:03 Obama telefona a Suu Kyi – La Stampa | Italia - iWooho.com ha scritto:
[...] Panorama [...]
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