
(Credits: Epa/Mohamed Omar)
A pochi giorni dalle elezioni in Egitto è di nuovo caos. Piazza Tahrir è stata occupata da migliaia di persone che chiedono all’esercito di lasciare il potere. Le forze dell’ordine sono intervenute con bastoni e gas lacrimogeni. Sul campo si contano 40 morti e centinaia di feriti, ma secondo le testimoninanze nella notte gli obitori del Cairo hanno continuato a ricevere corpi.
Una rivoluzione incompiuta. E’ questo il triste sapore dei mesi che hanno seguito la fine della dittatura di Hosni Mubarak. Incompiuta perché adesso in Egitto in molti temono che i militari non abbiano alcuna intenzione di passare il testimone a dei leader eletti democraticamente, ma vogliano invece restare al potere fino al 2012 - 2013. Le paure in merito non sono poi così peregrine, anche se l’Egitto in teoria si sta preparando a una tornata elettorale di portata storica il 28 novembre. Ma quello che è successo nel fine settimana a Piazza Tahrir non può che far scendere un velo di paura su quale sarà il futuro del Paese.
LA FOTOGALLERY DELLA REPRESSIONE IN PIAZZA TAHRIR
Incidenti e scontri anche in altre città, tra le quali Alessandria, Al Minya, Suez e Assuan. Stanotte la situazione in Piazza Tahirir sembra aver raggiunto uno stallo ma i manifestanti non hanno alcuna intenzione di abbandonare la piazza, simbolo della rivoluzione che ha cacciato l’ultimo faraone d’Egitto, e non vogliono permettere alla polizia di rimettere piede lì. Il dito dei manifestanti è puntato direttamente verso il Consiglio supremo delle Forze armate che, secondo molti, starebbe cercando di gestire il potere dietro le quinte mentre, pubblicamente, asseconda la fase di transizione del Paese. Il che significa che i militari potrebbero restare alla guida dell’Egitto fino alle elezioni presidenziali, che si dovrebbero tenere l’anno prossimo, ma che potrebbero anche slittare al 2013.
Per parte loro, i militari hanno espresso “rammarico” per gli scontri, ma hanno anche assicurato che garantiranno lo svolgimento delle elezioni parlamentari il 28 novembre e il passaggio del testimone che ne deriverà. Intanto negli ultimi due giorni il mondo intero ha assistito a scene che riecheggiano frame dell’epoca di Mubarak. Corpi senza vita per terra, persone con volti coperti di sangue, violenze e repressione di ogni genere. Le forze dell’ordine hanno accusato i manifestanti di averli aggrediti, ma da Piazza Tahrir testimoni sostengono che la polizia ha cominciato sin da subito a caricare i manifestanti con i bastoni.
Insomma, al Cairo la confusione regna sovrana, soprattutto a pochi giorni dall’apertura delle urne. Molte persone, infatti, non hanno ancora compreso il processo elettorale e in tanti denunciano la mancanza di un’informazione corretta per il voto, quando dieci milioni di egiziani saranno chiamati ad esprimere la loro scelta in un prima tornata elettorale, che si svolgerà in tre fasi e attraverso la quale verranno scelti i parlamentari per la Camera bassa del Paese. A seguire le urne si apriranno ancora per tre volte, per consentire l’elezione della Camera alta, detta Consiglio della Shura. Ma il sentimento che prevale è quello di confusione. La maggior parte delle persone non sa o non ha capito il meccanismo delle elezioni, i programmi dei candidati - che sono tantissimi - e, soprattutto, quale fututo ci sarà dopo questo voto storico. L’idea di molti è che i candidati che corrono per il Parlamento siano perlopiù mossi da interessi personali e non già dall’attaccamento alla “cosa pubblica” o dall’amore nei confronti di una democrazia tutta da costruire. E manca appena una settimana all’apertura delle urne.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso
- Lunedì 21 Novembre 2011


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Il 21 Novembre 2011 alle 11:53 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] A pochi giorni dalle elezioni in Egitto è di nuovo caos. Piazza Tahrir è stata occupata da migliaia di persone che chiedono all’esercito di lasciare il potere. Le forze dell’ordine sono intervenute con bastoni e gas lacrimogeni. Sul campo si contano 20 morti e centinaia di feriti, ma secondo le testimoninanze nella notte gli obitori del Cairo hanno continuato a ricevere corpi. Una rivoluzione incompiuta. E’ questo il triste sapore dei mesi che hanno seguito la fine della dittatura di Hosni Mubarak. Incompiuta perché adesso in Egitto in molti temono che i militari non abbiano alcuna intenzione di passare il testimone a dei leader eletti democraticamente, ma vogliano invece restare al potere fino al 2012 – 2013. Le paure in merito non sono poi così peregrine, anche se l’Egitto in teoria si sta preparando a una tornata elettorale di portata storica il 28 novembre [...]
Il 21 Novembre 2011 alle 15:32 Piazza Tahrir è un messaggio (anche) a Israele – L’ANALISI | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] Che cosa sta accadendo in Egitto? E, soprattutto, da che parte sta lo SCAF, ovvero il Consiglio Supremo delle Forze Armate che governa il Paese da quando Hosni Mubarak si è dimesso lo scorso febbraio? Queste sono due domande di importanza cruciale per Israele, storico nemico-amico dell’Egitto, mentre al Cairo si stanno ancora contando i morti degli scontri a Piazza Tahrir. [...]
Il 21 Novembre 2011 alle 15:44 - Vivi Capena ha scritto:
[...] Che cosa sta accadendo in Egitto? E, soprattutto, da che parte sta lo SCAF, ovvero il Consiglio Supremo delle Forze Armate che governa il Paese da quando Hosni Mubarak si è dimesso lo scorso febbraio? Queste sono due domande di importanza cruciale per Israele, storico nemico-amico dell’Egitto, mentre al Cairo si stanno ancora contando i morti degli scontri a Piazza Tahrir. [...]
Il 22 Novembre 2011 alle 0:43 www.eticonews.it ha scritto:
Egitto ancora nel caos: Piazza Tahrir in fiamme, scontri tra manifestanti e polizia - Mondo - Panorama.it…
A pochi giorni dalle elezioni in Egitto è di nuovo caos. Piazza Tahrir è stata occupata da migliaia di persone che chiedono all’esercito di lasciare il potere. Le forze dell’ordine sono intervenute con bastoni e gas lacrimogeni. Sul campo si cont…
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