
(Credits: Epa/Alexey Druzhinyn/Ria Novosti)
Cosa accomuna la First lady d’America, Michelle Obama, e l’Alfa dog Vladimir Putin, zar di Russia? Apparentemente nulla, ma in realtà nello stesso momento, pur trovandosi a migliaia di chilometri di distanza, hanno condiviso la medesima esperienza: essere sommersi da un mare di fischi e qualche insulto (soprattutto nei confronti di Putin). E a nulla è valsa la censura delle emittenti russe, i fischi spopolano sul web.
Vladimir Putin non c’è abituato. Per lui finora solo applausi (veri o concertati) senza soluzione di continuità. Ma questa volta gli sono piovuti addosso fischi a non finire, mentre il tutto andava in diretta sul canale pubblico Rossiya 1, che ha provato a “ripulire in corsa” la figuraccia del premier, cancellando fischi e insulti contro di lui. Teatro della figuraccia il centro sportivo Olimpiski. Qui il campione delle arti marziali, Fedor Emilianenko, aveva appena battuto l’americano Jeff Monson. Putin è salito sul palco e al centro del ring ha cominciato a lodare il campione russo per la sua vittoria, che - diciamocelo - per i nostalgici dell’URSS racchiude ancora un sapore antico da Guerra Fredda. Nemmeno aveva finito di parlare che sono cominciati i fischi e poi gli insulti, con qualcuno che gli ha anche urlato “vattene”. Un calo di popolarità notevole, soprattutto in vista della prossima tornata elettorale, a dicembre, preludio delle presidenziali del 2012.
E non è andata meglio a Michelle Obama, nei pressi di Miami, in Florida, per promuovere assieme a Jill Biden (la moglie del vice presidente Usa) un’iniziativa benefica per i reduci e i veterani. La First lady era a Nascar per dare il via a una corsa e non appena il presentatore l’ha annunciata al pubblico che gremiva la platea sono piovuti fischi a non finire. La Casa Bianca ha provato a minimizzare, dicendo che “erano più gli applausi”, ma dal video postato sul web il bilancio sembra davvero impietoso per Michelle, che è rimasta impietrita di fronte a un’accoglienza lontana anni luce da quello cui è solitamente abituata.
Insomma, pare proprio che la gente, a tutte le latitudini, accusi un’idiosincrasia verso governanti e potenti, mogli annesse, e alla prima occasione non esiti a esternare il proprio dissenso, attraverso l’unica “arma” possibile (e la più nazionalpopolare): il collaudatissimo fischio.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso
- Lunedì 21 Novembre 2011


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