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(Credits: Epa/Shawn Thew)
Giro di vite di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada su Teheran. In seguito all’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) che lancia l’allarme sulle mire nucleari dell’Iran, i tre Paesi hanno deciso di inasprire le sanzioni economiche, colpendo il commercio estero dello Stato persiano e una lista nutrita di banche e persone fisiche. Oggi decide l’Europa. Ma Russia e Cina sono su posizioni diverse.
Barack Obama non ha usato mezzi termini: l’Iran ha “scelto la via dell’isolamento internazionale“, e ha così violato le regole internazionali lavorando al suo programma nucleare per scopi non pacifici. Nel mirino delle nuove sanzioni, sostenute dal Canada e dal Regno Unito, ci sono sia le banche che il petrolio persiano. Le sanzioni entreranno in vigore sulle transazioni finanziarie che superano la soglia dei 250mila dollari o tutte quelle operazioni che nell’arco di dodici mesi ammontassero a un milione di dollari. “Fino a quando continueranno le azioni illecite da parte del governo di Teheran”, recita una nota di Washington, “gli Stati Uniti non abbandoneranno gli sforzi per dare la caccia alle organizzazioni iraniane sotto copertura, ai loro affari ingannevoli e ai loro sforzi per eludere le sanzioni”. Perentoria l’immediata risposta da Teheran: “Le nuove sanzioni non avranno effetti. Queste misure sono condannate dal nostro popolo, e saranno inutili”, ha dichiarato Ramin Mehmanparast, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano.

(Credits: AP Photo/Pablo Martinez Monsivais)
Secondo gli Usa, l’Iran rappresenta una “preoccupazione primaria riguardo al riciclaggio di denaro sporco“, e le sanzioni puntano per questo a isolare il settore bancario: 11 sono le imprese e gli individui nella lista nera della Casa Bianca, accusati di aiutare con i loro fondi la realizzazione del programma nucleare iraniano. Ulteriori sanzioni colpiranno tutte quelle compagnie che aiutano l’Iran nel campo dell’industria petrolifera e petrolchimica. Per il momento, però, gli Usa hanno evitato di colpire la Banca centrale di Teheran, un passo che taglierebbe fuori di netto il Paese dal sistema finanziario globale e farebbe volare i prezzi del petrolio, andando così a colpire direttamente le economie occidentali, che stanno lentamente cercando la via della ripresa. Londra, invece, ha incluso nelle sue sanzioni anche la Banca centrale, e la Francia ha chiesto misure anche più dure, per fermare il programma nucleare iraniano.
Ma la decisione della Casa Bianca ha già scatenato una serie di polemiche e ha fatto salire alle stelle la tensione. Molti analisti sono convinti che le nuove sanzioni non fermeranno Teheran dalla sua corsa al nucleare, e la Russia e la Cina si sono dette contrarie ad azioni di questo genere. Da Mosca, il ministro degli Esteri ha definito le sanzioni all’Iran “inaccettabili“. “Per alcuni dei nostri partner - ha dichiarato il capo della Diplomazia russa, Sergey Lavrov - la pressione delle sanzioni è quasi diventata un fine di per sé e non è in grado di portare l’Iran a sedersi al tavolo della negoziazione e del dialogo”.
Le sanzioni decise unilaterlamente da Usa, Canada e Regno Unito, cui probabilmente si aggiungerà oggi l’Europa, riflettono la difficoltà di persuadere la Russia e la Cina a non porre il veto su ulteriori misure all’interno del Consiglio di Sicurezza. Oggi anche Bruxelles potrebbe raggiungere un accordo preliminare per aggiungere 190 individui e imprese iraniane alla lista delle entità da sanzionare, congelando i loro asset finanziari e bloccando i viaggi da e per l’Iran.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso
- Martedì 22 Novembre 2011


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Il 22 Novembre 2011 alle 12:50 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] Giro di vite di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada su Teheran. In seguito all’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) che lancia l’allarme sulle mire nucleari dell’Iran, i tre Paesi hanno deciso di inasprire le sanzioni economiche, colpendo il commercio estero dello Stato persiano e una lista nutrita di banche e persone fisiche. Oggi decide l’Europa. Ma Russia e Cina sono su posizioni diverse. Barack Obama non ha usato mezzi termini: l’Iran ha “scelto la via dell’isolamento internazionale“, e ha così violato le regole internazionali lavorando al suo programma nucleare per scopi non pacifici. Nel mirino delle nuove sanzioni, sostenute dal Canada e dal Regno Unito, ci sono sia le banche che il petrolio persiano. Le sanzioni entreranno in vigore sulle transazioni finanziarie che superano la soglia dei 250mila dollari o tutte quelle operazioni che nell’arco di dodici mesi ammontassero a un milione di dollari [...]
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