di Mattia Ferraresi
I dettagli sulla genesi del giorno del ringraziamento, la più importante festa americana, non sono del tutto chiari. Quello che tutti gli americani sanno dai libri di storia è che, nell’autunno del 1621, i padri pellegrini della Plymouth Plantation, il primo insediamento inglese, hanno festeggiato il buon raccolto condividendo il pranzo con una tribù di nativi.
Ognuno ha portato qualcosa e non è certo chi abbia introdotto il tacchino, il simbolo della festa americana. Dunque a Thanksgiving si sovrappongono diverse ragioni per ringraziare: innanzitutto l’abbondanza del raccolto, in secondo luogo l’amicizia con le tribù locali.
La festa del raccolto è però una tradizione europea antica quanto il raccolto stesso che i puritani si sono limitati a riprodurre nelle colonie, con la variante della presenza degli indiani. Nella versione moderna le famiglie si riuniscono, le donne preparano i piatti tipici, gli uomini guardano il football, si coltiva un sentimento di fratellanza e generalmente prima di avventarsi sul tacchino il buon padre di famiglia spiega, con accenti più o meno religiosi, i motivi per cui ringraziare.
Quello che si tende a dimenticare nel giorno del ringraziamento è quello che è successo diciassette anni dopo quel pranzo dell’autunno del 1621. Nel timore che i nativi volessero scacciarli, i coloni di Plymouth hanno raso al suolo un villaggio della tribù Pequot, uccidendo in una sola notte - secondo il racconto del reggente di Plymouth, William Bradford - quattrocento nativi. Da quel momento la storia degli indiani e dei coloni è costellata di stragi, guerre, vendette e sospetti; altro che tacchini condivisi e buoni sentimenti.
Peraltro, la festa del ringraziamento è stata codificata nei suoi tratti americani soltanto negli anni Sessanta del XVII secolo, quando il conflitto era ormai la regola dei rapporti. Chi, come l’anglicano Thomas Morton, fondatore della colonia Merrymount, ha provato a gettare le basi per la convivenza con gli indiani, è stato sottoposto a processi farsa da parte dei puritani e, accusato di avere una “scuola di ateismo” - gli anglicani condividevano molti aspetti della fede con gli odiati cattolici - è stato allontanato dalle colonie. Morton non si è dato per vinto e ha provato con tutte le forze a portare avanti il suo ideale di convivenza pacifica; ma nel bilancio della colonizzazione si è ritrovato inevitabilmente dalla parte dei vinti. E la storia, anche quella spesso dimenticata del Thanksgiving, la scrivono i vincitori.
- Giovedì 24 Novembre 2011


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Commenti
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Il 24 Novembre 2011 alle 16:15 - Vivi Capena ha scritto:
[...] è il quarto giovedì di novembre e, come ogni anno, l’America celebra il Thanksgiving Day, il giorno del Ringraziamento. In realtà i festeggiamenti sono iniziati da alcuni giorni e ieri il [...]
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