Si apre oggi a Durban, in Sudafrica, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima 14 anni dopo la firma del Protocollo di Kyoto in Giappone. Si apre sotto un cielo e in un clima (è il caso di dire) di nuvolaglia densa che promette tempesta. Era il 1997 quando Kyoto fu firmato, ma Paesi come gli Stati Uniti non l’hanno mai ratificato. E i problemi che hanno portato nel 2009 al mezzo fallimento della conferenza di Copenaghen sono ancora tutti sul tavolo.
La prima fase del Protocollo si dovrebbe concludere il prossimo anno con la riduzione delle emissioni di gas serra del 5,2 per cento. Ma la crisi economica globale ha reso anche più proibitivo raggiungere gli obiettivi, e la maggioranza degli osservatori ritiene che invece di muoversi “troppo lentamente” nella giusta direzione, il mondo si stia muovendo addirittura nella direzione sbagliata. Con emissioni che aumentano e margini sempre più stretti per “recuperare” il tempo perduto.
C’è la resistenza storica degli Stati Uniti, che stanno per affrontare le elezioni presidenziali con posizioni sul clima di molti candidati fortemente conservatrici (e popolari). Negli ambienti repubblicani è scontato che i dati sul surriscaldamento del pianeta siano stati letteralmente “manipolati”. Anche l’India e la Cina (che nel 2007 ha scavalcato gli Stati Uniti in vetta alla classifica dei Grandi Inquinatori) continuano a remare contro. E da parte loro lamentano che i 25,5 miliardi di dollari raccolti finora dai Paesi sviluppati per Kyoto siano stati destinati più a contrastare i cambiamenti climatici che ad aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarvisi.
Oltretutto, anche l’Unione Europea che rappresenta l’avanguardia mondiale della lotta al surriscaldamento, a fronte della crisi epocale che sta attraversando, avverte che le misure per il clima devono essere prese da tutti i Paesi e in particolare da quelli più inquinanti. Una posizione anche più dura in questo senso l’hanno assunta Russia, Giappone e Canada.
Infine, ci sono contrasti importanti su aspetti non secondari, per esempio sulle tasse imposte dalla UE ai velivoli che “inquinano lo spazio aereo europeo”. E qui insorgono Brasile, Sudafrica, India e Cina. Il fallimento a Durban potrebbe essere il viatico per la definitiva archiviazione del Protocollo nel 2012. Invece che il preannuncio della boa felicemente doppiata.
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Marco Ventura, inviato di guerra e cronista parlamentare de Il Giornale, poi collaboratore de La Stampa, Epoca, Il Secolo XIX, Radio Radicale, Mediaset e La7, responsabile di uffici stampa istituzionali e autore di una decina fra saggi e romanzi. L’ultimo “Hina, questa è la mia vita”. Da “Il Campione e il Bandito” è stata tratta la miniserie con Beppe Fiorello per la Rai vincitrice dell’Oscar Tv 2010 per la migliore fiction televisiva
- Lunedì 28 Novembre 2011


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