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- 3 commenti
Il mondo è sempre più globalizzato, gli effetti domino si moltiplicano, e non solo nella Primavera araba. Basti pensare che a Teheran tante donne sono scese in strada a dimostrare a favore del movimento Occupy Wall Street. E lo hanno fatto di fronte all’ambasciata svizzera di Teheran, perché nella Repubblica islamica è la Confederazione elvetica a rappresentare gli interessi statunitensi.
Ed è un escalation continua anche in politica estera. Se le autorità israeliane guardano con timore ai nuovi governi islamici nati dalle primavere arabe, poi preferiscono puntare il dito contro Teheran con due obiettivi: ottenere altre armi made in Usa e scongiurare che, in piena crisi economica, l’amministrazione Obama riduca i fondi annualmente elargiti allo Stato ebraico (tre miliardi di dollari).
Per evitare un attacco unilaterale di Israele contro Teheran, l’Occidente - Londra in primis, dopo una decisione del Tesoro martedì scorso - ha imposto ulteriori sanzioni all’industria petrolifera e alle banche iraniane traendo spunto dall’ultimo rapporto dell’AIEA che però non parla di bomba atomica dell’Iran ma di detonatori disegnati al computer e di informazioni fornite da Paesi membri (senza specificare quali).
L’escalation è inevitabile, e infatti ieri il parlamento iraniano ha approvato a larga maggioranza (87%) la riduzione delle relazioni diplomatiche ed economiche con la Gran Bretagna. I deputati della Repubblica islamica hanno poi avviato un dibattito per fissare i dettagli di questa legge che dovrebbe come minimo condurre alla partenza degli ambasciatori dei due Paesi.
In questa situazione - di estrema tensione - non sono mancate le invettive, da parte iraniana contro Londra. Prima di diventare leggi, le misure adottate dal parlamento dovranno comunque essere approvate dal Consiglio dei Guardiani, un organo controllato dal leader supremo Khamenei. E non si escludono colpi di scena, perché a far decidere la politica iraniana è l’interesse nazionale.
Per capire il presente è fondamentale leggere la Storia: nella Repubblica Islamica il diritto al nucleare civile, rivendicato dalle autorità, ricorda il diritto a nazionalizzare il petrolio. Un diritto, questo, costato nel 1953 la carica al premier Mossadeq, che nel 1951 aveva osato appunto nazionalizzare il petrolio (largamente sfruttato proprio dagli inglesi, che pagavano più tasse a Londra che royalties a Teheran) e per questo era stato vittima di un colpo di stato e arrestato. Un episodio ancora vivo nella memoria degli iraniani.
—
Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, è autrice dei saggi “Storia dell’Iran” e “Storia dello Yemen”, pubblicati entrambi da Bruno Mondadori. Scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Lunedì 28 Novembre 2011


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Commenti
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Il 28 Novembre 2011 alle 23:47 anna.one ha scritto:
..nel frattempo..
http://4.bp.blogspot.com/-CdSP.....cident.png
:)
Il 29 Novembre 2011 alle 6:37 anna.one ha scritto:
@ rapporto dell’AIEA che però non parla di bomba atomica dell’Iran ma di detonatori disegnati al computer e di informazioni fornite da Paesi membri (senza specificare quali).
Non parla di “bomba atomica”? Certo, i mullah non ci sono ancora arrivati, per fortuna, ma cio’ non vuol dire che non ci stanno lavorando alacremente,( e nel frattempo si auto- eliminano in incidenti vari… lol) ed è quello che il rapporto dell’AIEA dimostra, infatti conferma che non hanno mai smesso, come si presumeva nel 2003.
Il punto è proprio quello, che nessuno vuole un Iran con le nukes, se il programma fosse solo civile e non anche militare nessuno avrebbe da ridire e, sarebbe consigliabile di leggere il rapporto prima di commentare o sparare analisi varie.
Visto che insiste con la disinformazione, i detonatori non sono solo “disegnati al computer” ma sono stati testati, che poi abbiano avuto l’aiuto di Vyacheslav Danilenko per la produzione di nanodiamonds solo degli apologists del regime ci possono credere o volerci far credere. E il tutto non è nemmeno una novità, infatti è
dal 2008 che l’Iran ha ammesso di aver developed=sviluppato gli EBSs o R265 (che sono la stessa cosa) nel periodo pre 2002-2004.
Percio’ finiamola col “i disegnini al computer” per piacere.
Direttamente dal rapporto, in inglese, cosi’ non ci sono pericoli di interpretare male!
39. In 2008, Iran told the Agency that it had developed EBWs for civil and conventional military
applications and had achieved a simultaneity of about one microsecond when firing two to three
detonators together,37 and provided the Agency with a copy of a paper relating to EBW development work
presented by two Iranian researchers at a conference held in Iran in 2005.
A similar paper was published
by the two researchers at an international conference later in 2005.38 Both papers indicate that suitable
high voltage firing equipment had been acquired or developed by Iran.
Also in 2008, Iran told the Agency
that, before the period 2002–2004, it had already achieved EBW technology. Iran also provided the
Agency with a short undated document in Farsi, understood to be the specifications for a detonator
development programme, and a document from a foreign source showing an example of a civilian
application in which detonators are fired simultaneously. However, Iran has not explained to the Agency
its own need or application for such detonators. (E già li usano per i nanodiamonds)
40. The Agency recognizes that there exist non-nuclear applications, albeit few, for detonators like
EBWs, and of equipment suitable for firing multiple detonators with a high level of simultaneity.
Notwithstanding, given their possible application in a nuclear explosive device, and the fact that there are
limited civilian and conventional military applications for such technology, Iran’s development of such
detonators and equipment is a matter of concern, particularly in connection with the possible use of the
multipoint initiation system referred to below.
C.6. Initiation of high explosives and associated experiments
41. Detonators provide point source initiation of explosives, generating a naturally diverging detonation
wave. In an implosion type nuclear explosive device, an additional component, known as a multipoint
initiation system, can be used to reshape the detonation wave into a converging smooth implosion to
ensure uniform compression of the core fissile material to supercritical density. 39
42. The Agency has shared with Iran information provided by a Member State which indicates that Iran
has had access to information on the design concept of a multipoint initiation system that can be used to
__________________________________________________________________________________
37 GOV/2008/15, para. 20.
38 The authors of the papers have affiliations to Malek Ashtar University and the Air Defence Industries Group of Tehran.
39 “Supercritical” density is one at which fissionable material is able to sustain a chain reaction in such a manner that the rate of
reaction increases.
GOV/2011/65
Annex
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initiate effectively and simultaneously a high explosive charge over its surface.40 The Agency has been
able to confirm independently that such a design concept exists and the country of origin of that design
concept. Furthermore, the Agency has been informed by nuclear-weapon States that the specific
multipoint initiation concept is used in some known nuclear explosive devices.
In its 117 page submission
to the Agency in May 2008, Iran stated that the subject was not understandable to Iran and that Iran had
not conducted any activities of the type referred to in the document. (I bugiardoni)
43. Information provided to the Agency by the same Member State referred to in the previous
paragraph describes the multipoint initiation concept referred to above as being used by Iran in at least one
large scale experiment in 2003 to initiate a high explosive charge in the form of a hemispherical shell.
According to that information, during that experiment, the internal hemispherical curved surface of the
high explosive charge was monitored using a large number of optical fibre cables, and the light output of
the explosive upon detonation was recorded with a high speed streak camera. It should be noted that the
dimensions of the initiation system and the explosives used with it were consistent with the dimensions for
the new payload which, according to the alleged studies documentation, were given to the engineers who
were studying how to integrate the new payload into the chamber of the Shahab 3 missile re-entry vehicle
(Project 111) (see Section C.11 below). Further information provided to the Agency by the same Member
State indicates that the large scale high explosive experiments were conducted by Iran in the region of
Marivan. (Colti con le mani nella marmellata)
44. The Agency has strong indications that the development by Iran of the high explosives initiation
system, and its development of the high speed diagnostic configuration used to monitor related
experiments, were assisted by the work of a foreign expert who was not only knowledgeable in these
technologies, but who, a Member State has informed the Agency, worked for much of his career with this
technology in the nuclear weapon programme of the country of his origin. (USSR)
Il 29 Novembre 2011 alle 6:50 anna.one ha scritto:
E siccome è “fondamentale leggere la storia”…
Il programma nucleare dell’Iran è stato lanciato nel 1950 con l’aiuto degli Stati Uniti come parte dell’ Atoms for Peace. L’ incoraggiamento, sostegno e la partecipazione degli Stati Uniti e governi dell’Europa occidentale al programma nucleare dell’Iran continuò fino al 1979 quando la rivoluzione iraniana rovesciò lo Scià dell’Iran.
Dopo la rivoluzione del 1979, il governo iraniano temporaneamente sciolse elementi del programma che poi riprese, aggiungendo il programma militare con l’aiuto di A.Q Khan, i nordkoreani e i russi, ma con meno assistenza occidentale che durante l’epoca pre-rivoluzione. Certo, gli americani sarebbero stati dei fessi a continuare ad aiutarli..ma questa è un’altra storia..da leggere!
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