Nonostante il cancro che da mesi lo tiene occupato il presidente venezuelano Hugo Chávez ha trovato il tempo di lanciare un altro dei suoi attacchi al “capitalismo internazionale”. Stavolta se l’è presa con la sede venezuelana della nostrana Parmalat che accusa di “monopolizzare il latte“, il tutto durante un consiglio dei ministri trasmesso dalla televisione di Stato Vtv.
“Il meccanismo di intervento e di espropriazione esiste”, ha aggiunto sottolineando che il suo governo non permetterà a nessuno di essere preso in giro.
Secondo informazioni governative nei giorni scorsi funzionari e militari della guardia nazionale hanno scoperto nello Stato di Merida, nel nord-ovest del Venezuela, uno stock di circa 210.000 chili di latte in polvere che si trovavano in un deposito della Parmalat. Che, in un comunicato ufficiale, ha spiegato, però, che queste riserve erano state fornite proprio dal governo per far fronte ad eventuali necessità. Ne è iniziato un botta e risposta surreale con il presidente Chávez secondo il quale l’azienda italiana sta cercando di “ridicolizzare” il suo operato.
Proprio lo scorso 22 novembre il governo venezuelano ha emanato una legge che impone prezzi fissi con l’obiettivo di contrastare l’elevato tasso di inflazione del Paese. La legge prevede prezzi massimi in tutti i settori economici e verifiche sulle società private con possibilità di esproprio.
Da qui la “crociata” contro Parmalat e l’apertura di un’inchiesta da parte del governo.
—
Paolo Manzo, giornalista free-lance, vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie. Parla 6 lingue, laurea alla Bocconi, master all’ICE e scrive, tra gli altri, per CartaCapital, Le Monde Magazine, The News, La Stampa e Il Secolo XIX. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri
- Lunedì 28 Novembre 2011


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Commenti
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Il 28 Novembre 2011 alle 17:34 indigesto ha scritto:
Non so, caro Dr. Manzo, se anche il Venezuela sia invaso da prodotti cinesi, contraffatti e non, clandestini o non. Se questo è un paese che produce ed è preoccupato dalla concorrenza ha ben di che cercare rimedi. Oddio, col cosiddetto mercato globale, dove hanno la meglio le multinazionali, tentare di vederci chiaro è una grossa impresa. Da noi questo problema non esiste; da tempo le multinazionali fanno il bello ed il cattivo tempo, produciamo in massima parte politica e corruzione, e pertanto siamo già nel baratro. La recessione c’è già e la politica continua a cincischiarsi con le chiacchiere e con problemi di potere. Almeno Chavez si fa delle domande.
Auguriamo al Venezuela che trovi le risposte giuste.
Il 29 Novembre 2011 alle 0:44 gabrric78 ha scritto:
Scusate il commento stupido ma, visto il soggetto, parlare di cose serie sarebbe fuori luogo: a me pare che il fanatico in questione sia sempre più simile al mitico comico Alvaro Vitali (e mi scuso con l’attore!), solo più gonfio di medicine. Tra l’altro, con le sue uscite ad effetto è anche più esilarante, peccato che ha in mano una Nazione!!! Speriamo crepi presto!!!
Il 29 Novembre 2011 alle 19:06 anna.one ha scritto:
@ gabrric78 ha scritto: Scusate il commento stupido…
Altro che commento stupido, imo è uno dei pochi intelligente mai letti su questi blogs di Panorama!
http://2.bp.blogspot.com/-BXmj.....mbs_up.gif
Il 5 Dicembre 2011 alle 22:13 emilioilic ha scritto:
All’esimio Dott. Paolo Manzo mi permetto di porre alcune domande.
1. Qual’è la fonte della “notizia” da lei riportata nel titolo del suo articolo secondo cui “Chavez vuole prendersi anche Parmalat”.
2. Con quale coraggio lei sottolinea la “nostranità” di un’azienda come la Parmalat, che, oltre ad essere stata una vergogna nazionale per aver rappresentato uno dei casi di speculazione più biechi ed immorali nella storia della finanza mondiale, da alcuni mesi, ormai, è passata nelle mani del colosso francese Lactalis?
3. Qual’è la fonte della frase che avrebbe pronunciato Chavez da lei citata: “Il meccanismo di intervento e di espropriazione esiste”?
Il sottoscritto ha assistito alla diretta del consiglio dei ministri del 27 novembre u.s. durante la quale il presidente Chavez ha affermato che sul caso di accaparramento di oltre 200 tonnellate di latte in polvere da parte della Parmalat (e su tutti gli altri casi analoghi) sia necessario andare fino in fondo nelle indagini ed applicare la costituzione e le leggi venezuelane “in cui si trovano i meccanismi di intervento ed esproprio”. Mi sembra che il significato di tale frase sia ben diverso da quello della frase da lei virgolettata. http://www.youtube.com/watch?f.....end…)
4. Cosa c’è di così strano nelle affermazioni del presidente Chavez?
Il reato di accaparramento è presente anche nel Codice Penale Italiano (art. 501 bis) ed è punito con: reclusione fino a 3 anni, multe fino a 25.822 euro, sequestro e vendita coatta delle merci ed interdizione dall’esercizio di attività commerciali o industriali.
5. Come mai non ha sentito la necessità di integrare il suo articolo con il comunicato ufficiale diffuso dalla stessa Parmalat il 29 novembre u.s.?
La filiale venezuelana della multinazionale ha smentito ufficialmente il primo comunicato del 26 novembre con cui aveva tentato, in modo piuttosto maldestro, di affermare la propria estraneità alle accuse di accaparramento, controattacando il governo e tacciandolo di disorganizzazione ed ha presentato le “più sentite scuse per il disagio creato dal comunicato precedente e per non aver raggiunto come azienda l’obiettivo di comunicare adeguatamente ciò che è accaduto”. http://www.eluniversal.com/eco.....111…)
Mi permetto infine di riportare, ad uso di chi continua ad augurare la morte al presidente Chavez (facendo sfoggio di sovrabbondante cattivo gusto), quanto segnalato dalla American Cancer Society in data 29.11.2011 secondo cui il presidente Hugo Chavez avrebbe sconfitto completamente il cancro e le sue aspettative di vita possono superare i venti anni.
Un ultima considerazione. Chi vive in Venezuela (a differenza di chi vive in Italia) si confronta spesso al problema dell’impossibilità di approvvigionamento di generi alimentari anche di prima necessità. La causa principale di tale problema è da ricercarsi nella strategia di accaparramento condotta dalle multinazionali dell’agroalimentare che ha come obiettivo, da un lato la speculazione, se è vero che in periodi di scarsità di alcuni beni fiorisce il mercato parallelo con prezzi che raggiungono anche il triplo o il quadruplo dei prezzi ordinari, dall’altro la destabilizzazione del governo, se è vero che puntualmente (il caso Parmalat ne è un ottimo esempio) si strumentalizzano le difficoltà di approvvigionamento per accusare l’operato dell’amministrazione chavista.
Il 6 Dicembre 2011 alle 18:08 anna.one ha scritto:
Ahhh, com’è ipersensibile el mico, (e i suoi sostenitori) non tollera le critiche anche se sostenute da argomentazioni che rispettano la legge .
Parmalat è caduta vittima di questa intolleranza del presidente. Circa 210 tonnellate di latte in polvere conservati presso lo stabilimento di El Vigia (Mérida stato) e due camion carichi con i suoi prodotti sono stati “temporaneamente conservati.” Parmalat ha confutato la misura e esercitato il legittimo diritto alla difesa, alla pubblicazione delle notifiche sulla stampa nazionale in cui si chiarisce che la società non era un incettatore e sostenendo che la procedura potrebbe essere interpretata come una “mancanza di coordinamento delle informazioni” tra la Guardia Nazionale , il Ministero per l’alimentazione (MINAL), e Indepabis, come il latte “a nuovo” erano stati assegnati negli ultimi dieci giorni da MINAL stesso e CASA ed era destinato ad essere confezionato e distribuito con lo scopo di “palliating la mancanza di prodotti nei mercati.”
Nel difendersi, Parmalat ha ferito l’orgoglio dell’ “infallibile” Comandante in Capo Hugo Chávez, che, invece di accettare che un errore era stato fatto e che vi era stata una mancanza di coordinamento tra i suoi funzionari di governo, il bipolar ha attaccato la società e ordinato il vicepresidente Elías Jaua a presentare una relazione completa sui “casi di accaparramento commessi da aziende private”, tra i quali Parmalat. Certo Parmalat si è scusata, che altro doveva fare, andarsene subito sarebbe stato più onorevole ma affari sono affari e certamente non vuol perdere il mercato.
El comandante ha ricordato ai proprietari della società che “l’Esecutivo ha meccanismi di intervento e di espropriazione”. In altre parole, in Venezuela, la “rivoluzione” priva le imprese, insieme al resto della popolazione, non solo della giustizia, ma anche del diritto di lamentarsi. E si, el mico è in piena campagna elettorale, la sua è una battaglia contro il capitalismo che secondo lui è la rovina della società umana, come scrisse nel suo personal blog il 28 di novembre dove si scaglio’ contro i meccanismi della bourgeoisie. Infatti da come vanno le cose in Venezuela, dove anche i frijoles negros caraotas scarseggiano, deve aver ragione!
In quanto ad essere in remissione o completamente curato dal carcinoma, ci risentiremo fra due anni circa.
Il 6 Dicembre 2011 alle 18:20 anna.one ha scritto:
Gentilissimo signor Manzo, colgo l’occasione per augurarle Buone Feste.
(È sempre un piacere leggerla)
:)
Il 6 Dicembre 2011 alle 18:49 anna.one ha scritto:
@ quanto segnalato dalla American Cancer Society in data 29.11.2011 secondo cui il presidente Hugo Chavez avrebbe sconfitto completamente il cancro e le sue aspettative di vita possono superare i venti anni.
Davvero? Sanno per caso che tipo di cancro Chavez ha?
Comunque se è vero quello che il suo dottore dice (Fidel Ramirez) il miracolo è stato fatto in ordine da Castro, Jesus Cristo, e lo shaman Miguel Morales, della Jivi community.
lol
Il 8 Dicembre 2011 alle 21:38 emilioilic ha scritto:
@ anna.one
Gentilissima Signora,
Il tono da lei usato e la mancanza di argomentazione mi obbliga a rispondere ed a sottolineare che l’interpretazione da lei fornita in merito alla vicenda Parmalat sia ideologica e, in quanto tale, assolutamente faziosa.
E allora mi vedo costretto a traslare a mia volta la discussione sul piano ideologico. Nella speranza di fare buon uso del metodo filosofico del sospetto, provo ad indovinare quale sia la sua posizione individale sulla questione e queli interessi lei si trovi, di conseguenza, a rappresentare: non sarà, per caso, che Lei, come buona parte degli antichavisti, appartiene a quella ristretta fascia della plutocrazia venezuelana che considera il diritto alla proprietà ed al lusso un valore primordiale e preponderante su qualunque altro valore morale, etico o politico?
Non sarà, per caso, che Lei rappresenta una di quelle famiglie che sentono il proprio patrimonio ed i propri privilegi attaccati da uno dei pochi leader al livello mondiale che sta attuando delle politiche palesemente favorevoli alla maggioranza della popolazione del suo stato?
Ricevere una sua replica in merito ai miei “sospetti” sarebbe più che gradito.
Purtoppo per Lei, i dati relativi agli indicatori sul Venezuela degli ultimi 13 anni in merito alla diminuzione della povertà da un lato ed all’aumento dell’accesso ai servizi ed all’inclusione sociale dall’altro, parlano da soli…
Per quanto riguarda il merito dei suoi argomenti mi permetto solo di chiederle quali prove abbia del fatto che le accuse di “mancanza di coordinamento delle informazioni” rivolte dalla Parmalat al governo siano fondate, mentre l’accusa di accaparramento rivolta dal governo alla Parmalat non lo sarebbe. Il comunicato ufficiale della Parmalat sembra fin troppo chiaro e suona decisamente come un’ammissione di responsabilità da parte dell’azienda francese (di origine italiana).
Affermare “Certo Parmalat si è scusata, che altro doveva fare, andarsene subito sarebbe stato più onorevole ma affari sono affari e certamente non vuol perdere il mercato” mi sembra un’interpretazione tanto povera da un punto di vista argomentetivo quanto qualunquista da un punto di vista formale.
Un’ultima considerazione: l’affermazione che il capitalismo sia la rovina della società, mi sembra ogni giorno più condivisibile e più condivisa da masse crescenti di cittadini che satnno facendo le spese del capitalismo “evoluto” e globalizzato in ogni punto del globo terrestre.
Certo, il capitalismo è la rovina della società, ma non per tutti. Ovviamente non è la rovina per i capitalisti, per i quali, al contrario, è fonte vitale dell’incremento dei loro esclusivi privilegi. Ma se, come pare, un numero crescente di individui all’interno di ciascun popolo e di ciascuno stato sta prendendo coscienza delle cause della propria condizione di miseria e sfruttamento, c’è da pensare che il sistema capitalista (imperialista) non reggerà ancora a lungo…
Buona fortuna a tutti quelli che hanno qualcosa da perdere e poco da guadagnare!
Il 9 Dicembre 2011 alle 18:21 anna.one ha scritto:
@emilioilic: … c’è da pensare che il sistema capitalista (imperialista) non reggerà ancora a lungo…
Un po’ miope heh, non vede che è il socialismo che è nei guai perchè ha usato quasi tutti i soldi degli altri? (Mrs. Thatcher)
Wow, quante domande! Io non ho nessun bisogno di porle alcuna (di domanda) visto che avevo già capito subito da che parte sta’..sinistra..giusto? Chissà perchè ho pensato subito a Michael Moore!
Le rispondo solamente che no, non sono venezuelana, non ho proprietà in Venezuela che temo mi vengano confiscate dal dittatore comunista di turno, sono solo una fervente sostenitrice del Fifth Amendment della Costituzione degli USA (ne sono cittadina). I Fondatori dell’America avevano capito chiaramente che la proprietà privata è il
fondamento non solo del benessere ma della libertà stessa. Così, attraverso la common law, la legge statale, e la Costituzione i diritti sono protetti, i diritti di proprietà, i diritti delle persone ad acquisire liberamente, utilizzare e disporre di beni sono protetti.
Quando un governo toglie quelle libertà, tra le altre, nel caso del governo Chavez anche quella della libertà di parola, e i beni necessari per la sopravvivenza del popolo scarseggiano per le insane policies del dittatore (spera a vita)mi chiedo cos’è che attira non solo le simpatie, ma anche l’appoggio incondizionato di certe folle ( e non sono solo peones). Non credo sia solo ideologia, ma opportunismo (parlo in generale) dopotutto è noto che anche sotto i sovietici alcuni avevano la pancia piena.
Un’ultima considerazione, nessun governo, tantomeno socialista, crea lavoro (basta chiederlo al nostro BHO) solo i tanto malignati capitalisti, e questo se lo puo’ mettere in saccoccia!
Ammesso, ma non concesso, che ci sia qualcosa da perdere o guadagnare in questa economia mondiale, non è una questione di “fortuna”, ma delle capacità individuali, di quelli che non aspettano che un governo faccia da baglia dalla culla alla bara, ma di quelli che si prendono le responsabilità nelle loro mani. Si, è tutta una questione ideologica, alla fine….
Non so se augurarle Buon Natale o Happy Holiday o che Dio gliela mandi buona in Venezuela visto le condizioni precarie della povera nazione causate dal Comandante. ;)
Il 9 Dicembre 2011 alle 19:22 anna.one ha scritto:
Ma quale sarà il futuro della Revolucion Bolivariana di Chavez?
Il Venezuela è diventato anche un centro della criminalità organizzata. Gruppi diversi, tra cui i guerriglieri colombiani, i paramilitari e i loro successori, sono stati affiancati da bande mafiose dal Messico e altrove. Beneficiano di una diffusa corruzione e complicità da parte delle forze di sicurezza, apparentemente tollerate in più alte sfere del governo.
Dopo aver sistematicamente cooptato gli altri rami di Stato e tollerato il degrado del sistema giudiziario e le forze di sicurezza regolari, l’esecutivo ha in larga misura bloccato i meccanismi pacifici e democratici di risoluzione dei conflitti.
Come milizie cittadine sono armate e addestrate a difendere la rivoluzione con la forza insieme le pesantemente politizised forze armate, la violenza, o la sua minaccia, è diventata inerente al progetto politico del presidente Chávez, nel classico style dei commies.
Nel contesto di un alto livello di politicizzazione e militarizzazione della società, la violenza politica è finora rimasta più una minaccia latente che una realtà.
Questo fragile equilibrio non può tenere. “In questo ambiente altamente caricato, la prospettiva di una elezione presidenziale non porta molto sollievo”, dice Javier Ciurlizza, direttore del programma l’America Latina. “Al contrario, qualunque sia il risultato, potrebbe scatenare quello che è attualmente latente violenza politica e quindi minare sia la continuità pacifica del regime, consegna a un successore o un regime transitorio. Inoltre, un problema di salute del presidente ha aumentato le incertezze relative a breve e medio termine la stabilità “.
Buona fortuna a tutti i sostenitori del El-Mico!
Il 9 Dicembre 2011 alle 20:40 anna.one ha scritto:
@ Per quanto riguarda il merito dei suoi argomenti mi permetto solo di chiederle quali prove abbia del fatto che le accuse di “mancanza di coordinamento delle informazioni” rivolte dalla Parmalat al governo siano fondate, mentre l’accusa di accaparramento rivolta dal governo alla Parmalat non lo sarebbe.
Hmmm ma guarda un po’ la coincidenza, anche il WSJ ce l’ha col defensor del pueblo!
L’inflazione è il problema di Chavez, cosi’ la “controlla” decretando la “legge dei costi e prezzi equi.” Con un esercito di 4.000 apparatchik che andranno a comporre “comitati”: “Accaparratori, speculatori o chiunque sia trovato colpevole di truffe sui prezzi sarà perseguito. I trasgressori possono essere multati, perdono le loro proprietà, saranno banditi dal commercio, e andranno anche in prigione“.
Dal The Wall Street Journal. (Certo un fogliaccio dei capitalisti, ma lei certamente saprà come contraddirlo presentando i fatti, in Venezuela si stanno avviando alla conformità, tutti uguali…si, tutti miserabili imo)
“La sua convinzione (l’infallibile) incrollabile è che può dettare ciò che il classico-economista austriaco Ludwig von Mises chiama “azione umana”. Migliaia di anni di esperienza suggeriscono il contrario, più recentemente in Unione Sovietica. Ma non importa. E ‘il destino del Venezuela a soffrire l’arroganza del centro-pianificazione- ancora una volta.
Chávez riconosce almeno alcune limitazioni. Sa che non può decidere, dall’alto comando, ogni prezzo per l’economia venezuelana il primo giorno. Così il suo ultimo sforzo inizierà a piccoli passi.
Il 22 novembre il suo governo ha aggiunto 19 nuovi prodotti, per lo più nella zona di igiene personale e pulizia in casa, per l’elenco delle voci con prezzi congelati. Dal 15 dicembre regolatori dopo aver analizzato il costo per rendere tali prodotti, costi di pubblicità e marketing non-incluso e, deciderà che cosa dovrebbero essere venduto per. Una volta che tali prezzi sono fissati, i contatori di fagioli si sposteranno su altri beni.
Alla domanda perchè credo alla Parmalat e non a Chavez, rispondo semplicemente con:
.Mr. Chávez ha chiesto la regolamentazione di tenere d’occhio le società estere, come Colgate-Palmolive, Pepsi, Coca-Cola, Nestlé, GlaxoSmithKline, e Johnson e Johnson. La società italiana Parmalat latte, ora controllata dal Gruppo francese Lactalis, è già stata accusata di accaparramento. Ma il grande produttore di cibo venezuelano, Polar è anche nel mirino di Chávez.
Mettendo da parte l’assurdità di burocrati del governo di non tener conto delle leggi della domanda e dell’offerta, c’è anche il problema che molti produttori richiedono dollari, che non sono disponibili al tasso di cambio ufficiale, per pagare gli input importati. Se lo Stato insiste sull’uso del forte tasso di cambio artificialmente Bolivar per calcolare i costi, la maggior parte dei produttori o sarà giudicato colpevole di sovraccarico o si ritirerà dagli affari.
I consumatori stanno anticipando quello che ne conseguirà. Nelle ultime settimane la stampa locale ha riferito che i negozi sono stati ripuliti di molti oggetti a prezzo controllato. Le fonti dicono che i prodotti che sono difficili da trovare nei negozi di solito possono essere acquistati da venditori ambulanti a prezzi di mercato.
Nel frattempo il governo sta alimentando l’inflazione dal dilagare la spesa prima delle elezioni.
Huh huh, un’atro paradiso…cubano!
Il 9 Dicembre 2011 alle 22:49 emilioilic ha scritto:
Gentilissima Signora,
La sua percentuale di qualunquismo per quantità di parole scritte (e pensate) è da guinness dei primati! E citare Margaret Thatcher in una fase storica in cui il capitalismo sta perdendo definitivamente ogni credibilità ed in cui il “sogno americano” assomiglia sempre più ad un atroce incubo per più di 40 milioni di suoi concittadini, marginalizzati e ridotti in estrema povertà, mi sembra decisamente grottesco.
Ma, tuttosommato, è assolutamente coerente se viene da individui come lei che continuano ad alimentare il patetico mito degli Stati Uniti d’America quali pionieri e paladini delle “libertà democratiche”, ignorando o facendo finta di ignorare gli atroci crimini commessi da questa nazione negli ultimi 70 anni.
Di quale libertà parla, cara signora, di quella di finanziare campagne di intelligence in tutto il continente (considerato “il cortile di casa”) al fine di promuovere le peggiori dittature della storia dell’umanità (L’espressione “Plan Condor” le dice qualcosa?)?
O forse parla della libertà di dichiarare guerra a stati sovrani e sterminare centinaia di migliaia di civili fornendo prove false della presenza di armi di distruzione di massa inesistenti come quelle contenute nella famosa fialetta di Colin Powell?
O magari si riferisce alla libertà di affidare le sorti dell’umanità alle strategie di ricatto del Fondo Monetario Internazionale, che hanno portato al collasso le economie di più di uno stato?
Cara signora, la libertà a cui si riferisce è la libertà di schiavuzzare ed espropriare le popolazioni di mezzo mondo della loro legittima sovranità e delle loro ricchezze con la forza delle armi.
Purtroppo per lei e per quelli come lei, però, oggi qualcosa sta cambiando e l’egemonia statunitense sta vedendo meno in un mondo sempre più multipolare.
In questo quadro politico è più che comprensibile che popolazioni sfruttate, ingannate e manipolate per secoli, una volta acquisita la capacità di leggere, scrivere, studiare, interpretare e capire, decidano di riprendersi il maltolto. Esattamente come ha fatto e continua a fare il popolo venezuelano…
Rispetto al vocabolario da lei utilizzato la invito caldamente ad argomentare due concetti, quello secondo cui Chavez sarebbe un dittatore e quello in base al quale il suo governo starebbe limitando la libertà di parola.
Tra le varie fandonie che i mass media veicolano nella aperta guerra mediatica al Venezuela ed al suo presidente queste due sono oltre che le più ricorrenti, le più ridicole!
Il 10 Dicembre 2011 alle 17:59 anna.one ha scritto:
Mr. Ilic, look, un’altra “matrice di opinione” da “smontare” nel suo Diario di Venezuela”
http://www.miamiherald.com/201.....ssing.html
Certo che lei dev’essere molto indaffarato col tentare, almeno, di smontare tutta questa “propaganda” contro il suo leader!
Il 12 Dicembre 2011 alle 18:04 anna.one ha scritto:
@ Rispetto al vocabolario da lei utilizzato la invito caldamente ad argomentare due concetti, quello secondo cui Chavez sarebbe un dittatore e quello in base al quale il suo governo starebbe limitando la libertà di parola.
Tra le varie fandonie che i mass media veicolano nella aperta guerra mediatica al Venezuela ed al suo presidente queste due sono oltre che le più ricorrenti, le più ridicole!
http://www.hrw.org/news/2010/1.....il-society
Per il resto, specie per la sua opinione -propaganda-degna di un chavista:”40 milioni di suoi concittadini, marginalizzati e ridotti in estrema povertà” la ringrazio, mi ha fatto ridere di gusto.
Bella maniera di iniziare la giornata! lol
Il 13 Dicembre 2011 alle 7:40 anna.one ha scritto:
Si, si qualunquismo!
Veda, solo perchè gli USA sono la sola superpotenza non fa Chavez meno di un tiranno e, ogni osservazione obbiettiva del suo governo rende chiaro come sia colmo di nepotismo e corruzione.
Chavez stà perdendo popolarità, ma naturalmente lei crede che è colpa della manina nascosta degli USA che cosi’ facilmente manipola sempre i poveri latini, ora i venezuelani in particolare, giusto?
Gli USA (CIA?) che organizzano, secondo lei, la sua opposizione, ma tale potente manina nascosta è relativamente impotente ad eleggere il parlamento o per espletare la sua opposizione alle elezioni presidenziali e solo riusci’ ad ottenere il 40% della sua opposizione eletto? Oops!
La sua veemenza verso gli USA (ancora fumante per la caduta dell‘USSR, e compagni vari come la Jugoslavia, e il disastro delle policies del Bro Fidel, heh?) la rende cieco nell’essere capace d’essere obbiettivo su Chavez.
Come i Castro Bros, i suoi mentori e, Mugabe che ruba le elezioni in Zimbabwe, Chavez sa come usare le leggi elettorali per escludere quelli dell’opposizione, cosi’ come sopprimere RCTV perchè non tollera nessuna critica.
Voleva rifare la Costituzione per diventare presidente a vita (come il bro Fidel, i comunisti ed i nazis) Chavez da la colpa agli altri per i suoi fallimenti (come i commies, i nazis e…Obama) per deviare l’attenzione sui suoi fallimenti e per questo megalomane il Venezuela stava per entrare in guerra nel 2008 con la Colombia.
Se Chavez perde alla prossima elezione (se ci arriva) c’è la possibilità che si comporterà alla Mugabe. Vuole più potere, fingendo di chiederlo e alla fine non ci sarà nessuna maniera per la quale chiunque possa porre questioni, alla Hitler, nel mio “vocabolario” questo è il comportamento di un dittatore.
Ma questo è cio’ che trovo più allarmante in tutta la situazione: Chavez è cosi’ strettamente legato all’Iran in parole e opere che la sua neo fascista ideologia si puo’ sostenere sia cripto-islamica. L’appoggio di Chavez all’Hizballah e i suoi sforzi per diffondere la sua rete in questo emisfero è de facto appoggiare l’ideologia dell’organizzazione cosi’ come il suo operato.
Spero che mentre legge senta anche puzza di zolfo, ne sarei veramnte lieta! :)
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