Nonostante la presenza delle truppe delle Nazioni Unite, che stanno lì proprio per scoraggiare atti violenti, il confine tra Libano e Israele continua a essere teatro di azioni di guerra: questa mattina dal Libano sono stati lanciati quattro razzi contro il nord di Israele: non ci sono stati morti, ma due edifici nella Galilea occidentale sono stati distrutti e un benzinaio ha preso fuoco, provocando un incendio che ha richiesto ore per essere estinto. Israele ha risposto con dei colpi di artiglieria contro il luogo da dove i razzi sono stati lanciati, nei pressi del villaggio di Aita Shaab, a circa due chilometri dal confine.
Tra Israele e il Libano c’è stata una sanguinosa guerra durante tutto il 2006, a cui sono seguite scaramucce successive. Ma era dal 2009 che dal confine libanese non venivano più lanciati razzi contro le cittadine israeliane. In un primo momento, tutti hanno pensato a Hezbollah, la milizia radicale sciita, sostenuta da Siria e Iran, che in passato ha lanciato molti razzi e compiuto altri tipi di attentati contro Israele: all’inizio di novembre Hezbollah aveva minacciato un attacco contro Israele in risposta ad ogni intervento contro l’Iran o la Siria.
Ma nel giro di poche ore il bombardamento è stato rivendicato dalle Brigate Sheikh Abdullah Azzam, cellula terrorista vicino ad Al Qaeda. Se la notizia sarà confermata, questo significa che si tratta di un gruppo estremista sunnita, che poco o nulla avrebbe a che vedere con gli sciiti di Hezbollah, i “tradizionali” nemici giurati di Israele.
Del resto il Libano rappresenta una realtà estremamente complessa, e sono innumerevoli i gruppi terroristi attivi nel Paese. Solo la “galassia salafita” dei simpatizzanti di Al Qaeda è assai complessa. In Occidente abbiamo cominciato a sentirne parlare frequentemente dopo il 2006, quando queste cellule hanno preso di mira i caschi blu delle Nazioni Unite: è una galassia di gruppi e gruppuscoli, ognuno con una storia e dei quartier generali a sé stanti, a volte alleati ma, spesso e volentieri, anche in guerra tra loro.
Un altro gruppo vicino ad Al Qaeda e attivo in Libano è Fatah Al-Islam: ha il suo quartier generale nel campo profughi palestinese di Nahar El-Bared, poco distante da Tiro. Fatah Al-Islam è nata nel 2006 quando il suo leader, Shaker al-Abssi, ha dichiarato la secessione da un altro gruppo radicale sunnita, Fatah Al-lntifada. A sua volta, Fatah Al-Intifada era nata, negli anni Ottanta, da una costola della più celebre Al Fatah (l’organizzazione di Arafat) e da allora aveva abbracciato un orientamento più religioso, sunnita, pur alleandosi in funzione anti-israeliana con le milizie sciite, Hezbollah incluso.
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Anna Momigliano è una redattrice di Studio, bimestrale di attualità culturale. Ha scritto reportage da Israele, Libano e altri Paesi mediorientali. Per Marsilio ha pubblicato Karma Kosher, giovani israeliani tra guerra, pace, politica e rock ‘n roll
- Martedì 29 Novembre 2011


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