
(Credits: AP Photo/Bullit Marquez)
L’invito a “prepararsi a combattere” rivolto alla Marina Militare cinese niente meno che da Hu Jintao in persona ieri sera ha fatto tremare l’Oriente. In un discorso rivolto alla Commissione militare centrale che presiede dal 19 settembre 2004, il Presidente cinese ha chiarito che l’esercito deve concentrare tutti i suoi sforzi nella difesa nazionale e nel rafforzamento della potenza militare del paese. E ha raccomandato alla Marina di farsi trovare pronta in ogni momento ad intervenire in un conflitto armato in cui spetterebbe a lei il compito di guidare il grande Esercito Popolare di Liberazione.
La provocazione di Hu Jintao ha, evidentemente, un unico destinatario: Barack Obama. Il Presidente americano è infatti accusato di aver portato avanti nelle ultime settimane una politica estera particolarmente aggressiva nei confronti della Repubblica popolare. A Pechino non è piaciuto vedere gli Stati Uniti proporre all’Asia la creazione di un’alleanza commerciale, la Trans Pacific partnership, nella quale i cinesi non sono i benvenuti. Tantomeno è stato apprezzato l’impegno americano a “contribuire al mantenimento della sicurezza nella regione” allestendo una nuova base militare permanente nel nord dell’Australia, dove sarà stanziato un contingente di 2500 marines. Infine, quando Obama si è permesso di ricordare in occasione di un vertice dell’East Asia Summit quanto sia prioritaria per gli americani la risoluzione delle controversie nel Mar Cinese Meridionale, la Repubblica popolare non ha più potuto far finta di niente. Anche perché interferendo negli equilibri del Sudest asiatico Washington potrebbe indirettamente riuscire ad avere accesso alle preziose riserve di petrolio e gas naturale dell’area.
Il Pentagono ha deciso di non rispondere alla provocazione cinese ricordando che “la Cina ha il diritto di potenziare il proprio esercito, purché lo faccia in maniera trasparente“. “Se la Cina parlasse apertamente dei suoi progetti militari”, ha commentato il portavoce del Dipartimento di Stato, “anche noi ci sentiremmo meno insicuri in merito alle sue reali intenzioni e ambizioni”. Non solo: per dimostrare che sia America che Cina andranno avanti per la loro strada potenziando quindi la rispettiva potenza nel Pacifico, il Sottosegretaroio alla Difesa Michelle Flournoy ha visto oggi la sua controparte cinese Ma Xiaotian per discutere proprio di questioni militari. Un incontro che si era posto l’obiettivo di affrontare quattro argomenti particolarmente spinosi: i rapporti militari tra Cina e Stati Uniti, la situazione della Penisola Coreana, gli equilibri nel Sudest asiatico e, naturalmente, gli effetti dell’ennesima vendita di armi a Taiwan per un valore complessivo di 5,85 miliardi di dollari. Temi talmente delicati di cui le due parti sicuramente discuteranno, ma senza raggiungere nessun accordo.
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Claudia Astarita insegna “The Politics of China” a John Cabot University (Roma) e si occupa di India per il CeMiSS. Scrive approfondimenti sull’Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.
- Mercoledì 7 Dicembre 2011


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Commenti
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Il 14 Dicembre 2011 alle 23:46 Nuove tensioni nel Mare Cinese Orientale. Pechino sposta le navi a Sud | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] Solo una settimana fa il Presidente Hu Jintao ha invitato la Marina Militare cinese a “tenersi pronta per combattere“, chiarendo alla Commissione militare centrale che presiede dal 2004 che l’Esercito [...]
Il 19 Dicembre 2011 alle 18:46 e.fumagalli ha scritto:
Che doveva fare secondo te, aspettare di essere attaccato e distrutto? Non è forse la Cina circondata da basi USA e nel continente americano ci sono basi militari cinesi?. Chi è in gurra da sempre con qualcuno, la Cina o gli USA. Quelli di Zuccotti parck, il 99%, sono cinesi o yenkee. Mi sa che come studiosa sai fare uova come una gallina, forse gli asiatici non sono esserei umani? Hai studiato degli animali per caso? Ti credevo una donna ho sbagliato, errare è umano è ingannare che è da ipocrita.
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