
Polizia in azione a Kinshasa contro i sostenitori di Thisekedi (Credits: Giampaolo Musumeci)
Alla fine, lo stillicidio delle cifre, i voti consegnati ai congolesi col contagocce giorno dopo giorno (per evitare tensioni, aveva detto Ngoy Mulunda presidente della Ceni), stanno decretando il Presidente uscente Joseph Kabila nuovo Presidente della Repubblica Democratica del Congo.
Ieri sera, ennesimo colpo di scena: dovevano essere annunciati i risultati definitivi e invece no. Ritardo di 24 ore. Fonti internazionali fidate riferiscono di pressioni altissime sul vice presidente della Ceni che si rifiuterebbe di firmare i risultati. Vorrebbe infatti annunciare i dati degli scrutinii disaggregati (quindi seggio per seggio e non aggregati come fatti finora). I più maliziosi dicono che stia alzando la posta politicamente in seno alla Commissione. Altri che abbia paura.
Intanto anche oggi a Kinshasa è allerta per il pericolo di scontri. I sibillini messaggi dell’opposizione (”Il popolo congolese prenderà in mano il suo destino con responsabilità”) non alleggeriscono di certo l’atmosfera.
Ieri mattina, nel quartiere di Limeté, scontri e arrestri, apparentemente abritrari, da parte della polizia che ha tirato lacrimogeni e sparato in aria per disperdere un centinaio di ragazzi che cantavano slogan pro Thisekedi. Tensione altissima, quando altri poliziotti a guardia della residenza di Thisekedi hanno sparato in aria per allontanare i colleghi che effettuavano gli arresti nella zona.
La Guardia Repubblicana è posizionata in forze attorno alla residenza di Kabila e nei punti chiave della città.
Nel quartiere generale della Monusco (missione Onu nel paese) il livello è 3 su 5. Lorenzo Massucchielli, delegato internazionale di Croce Rossa Italiana a Kinshasa, fotografa così la situazione nella città: “Abbiamo 6 ambulanze (ma possiamo raddoppiare le forze di soccorso in campo) in 6 punti di soccorso, disposti a corona attorno al centro di Kinshasa. Questi sono i sei punti nevralgici dove anche nei giorni scorsi vi sono stati scontri. Abbiamo dentificato 7 ospedali di riferimento per l’evacuazione di eventuali feriti e siamo pronti all’intervento”.
In generale, Kinshasa in queste ore vede ridotta la sua attività commerciale: molti cittadini hanno paura e attendono di vedere che “aria tira” prima di uscire di casa. Lo scorso weekend in circa 3mila hanno passato il fiume per andare a Brazzaville. “Attualmente - prosegue Massucchielli - la situazione è calma, gli scontri sono isolati e sporadici e in specifiche zone della città, come l’area di Limeté attorno alla 12a strada. Le nostre direttive di sicurezza sono le stesse fornite dall’ambasciata italiana qui a Kinshasa, ovvero: limitare i movimenti e rimanere in casa nelle ore precedenti la proclamazione dei risultati e segnalare la propria posizione all’ambasciata. Ricordo che ogni cittadino dell’Unione Europea può in ogni caso rivolgersi a qualsiasi almbasciata dell’Unione”.
A Mbuji-Mayi e Kananga c’è il coprifuoco dalle 22 alle 6 da alcuni giorni.
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Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Radio Svizzera Italiana. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Venerdì 9 Dicembre 2011


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