Vuole la rivincita, Dominique de Villepin. E così, invitato al telegiornale più seguito di Francia, ha dichiarato di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2012 spezzando così l’unità della destra francese a sostegno di Nicolas Sarkozy.
Le reazioni a questo annuncio a sorpresa, dato che negli ultimi tempi le relazioni tra i due “fratellastri” adottivi del “padre carismatico” Jacques Chirac sembravano essere meno tese, non hanno tardato ad arrivare. La maggior parte dell’UMP ha infatti subito invitato monsieur de Villepin a ritirarsi, per non dividere gli elettori del partito di maggioranza favorendo i partiti di sinistra, di centro e nonché la temuta estrema destra di Marine Le Pen.
Ma Dominique de Villepin, ex ministro degli Esteri (2002-004), degli Interni (2004-2005) e poi Primo Ministro sotto Chirac (2005-2007), può mirare ormai solo all’Eliseo. Così, egli si richiama al General De Gaulle, e difende “una certa idea della Francia”, un’utopica Francia forte e unita davanti alla crisi, capace di dettar legge ai mercati e alla globalizzazione. Egli si dice infatti “inquieto” nel vedere la Francia umiliata dalla legge di mercato che impone sempre più austerità.
Quest’uomo alto, colto, dal linguaggio forbito e dalla carriera impeccabile appare come l’alter ego di Nicolas Sarkozy, di cui sembra condividere solo l’ambizione politica, ma senza il sostegno politico del partito non ha molte chances di vincere un’elezione.
Inoltre, l’odio atavico che contrappone ormai i due dopo l’affaire Clearstream può giocare brutti colpi da un lato e dall’altro, visto che spesso importanti uomini politici francesi sono caduti in disgrazia per scandali giudiziari o morali che riaffiorano proprio nei momenti più cruciali (come è accaduto allo stesso De Villepin nel 2007, e più recentemente a Dominque Strauss Kahn).
Soprannominato Nerone da Bernadette Chirac, la moglie dell’ex presidente francese, de Villepin ha formato il 19 giugno 2010 un partito chiamato la Republique solidaire, che ha l’ambizione di mettere insieme persone di ogni orientamento politico sotto i valori repubblicani di liberté, égalité, fraternité a cui de Villepin ha aggiunto che “il 2012 sarà l’ora della verità del coraggio e della volontà”.
Slogan a parte, il vero programma elettorale di Villepin è ancora tutto da scoprire e la campagna low cost (perché si farà con un budget compreso tra uno e tre milioni di euro) annunciata dal suo primo luogotenente Jean Pierre Le Grand, è ancora tutta da costruire.
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Giorgia Castagnoli, giornalista, vive a Parigi dove collabora con il Corriere della Sera, Le Monde des Religions e l’Institut de Relations Internationales et stratégiques
- Martedì 13 Dicembre 2011


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