- Tags: attentato, Belgio, folle, granate kalashnikov, Liegi, morti, Nordine Amrani, world news
- Un commento

(Credits: Epa/Michel Krakowski)
Sale a 6 vittime (incluso il killer)e 123 feriti, dei quali alcuni gravissimi, il bilancio del giorno di “ordinaria follia” che ieri ha sconvolto Liegi, in Belgio. Il 33enne Nordine Amrani ha fatto fuoco sulla folla nella piazza centrale di Saint-Lambert. Tra i morti, anche un bimbo di 17 mesi.
Orrore si aggiunge ad orrore. Nella casa del folle killer di Liegi, Nordine Amrani, è stato ritrovato il corpo di una donna. E’ la colf di una famiglia di vicini che, secondo alcune testimonianze, Amrani avrebbe attirato in casa ieri mattina, con la scusa di volerle offrire un lavoro. La donna (45 anni) non è stata più vista fino a ieri sera, quando il suo cadavere è stato ritrovato nell’abitazione dell’assassino. Subito dopo averla uccisa, l’uomo si è recato a piazza Saint-Lambert, dove ha fatto esplodere quattro granate di tipo thunderflash e ha svuotato un caricatore di kalashnikov contro la gente inerme.
Il Belgio è sconvolto per quanto è successo ieri a Liegi e l’opinione pubblica si chiede il perché di tanta, inspiegabile violenza. Secondo il Procuratore Generale si tratterebbe di un gesto isolato. La disperata azione di un “pazzo”, che non avrebbe legami con alcun genere di gruppo, criminale o terroristico che sia.
Secondo la ricostruzione del quotidiano belga lesoir.be, Amrani non è nuovo alla Giustizia. Nel 2008 è stato condannato a 58 mesi di prigione per associazione criminale. La polizia l’aveva trovato in possesso di dieci pistole, munizioni per 9.500 proiettili e 2.800 piante di cannabis. I servizi giudiziari di Bruxelles lo avevano anche schedato per aver minacciato alcune persone negli anni passati, ma non è mai emerso un suo legame - diretto o indiretto - con cellule collegabili al terrorismo.
Le autorità hanno poi scoperto che poco prima di recarsi in piazza a Liegi, armato fino ai denti, l’attentatore ha versato una somma di denaro sul conto della sua compagna, con un messaggio per lei: “Ti amo, amore mio. Buona fortuna!”. Al momento la donna è sottoposta a interrogatorio da parte della polizia belga, ma non sono ancora emersi nuovi dettagli che possano spiegare la motivazione di un simile orrore.
Stasera l’autopsia del corpo ritrovato nella casa di Amrani. In molti sperano che salti fuori qualche particolare, utile alla Giustizia per comprendere il movente di quello che appare come il gesto isolato di un folle. Domani il Belgio, sconvolto e terrorizzato, osserverà un minuto di silenzio per le vittime di Liegi.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso, e con Radio3Mondo di RadioRai, dove si occupa della rassegna stampa internazionale
- Mercoledì 14 Dicembre 2011


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Commenti
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Il 14 Dicembre 2011 alle 23:56 anna.one ha scritto:
Meno male che il marocchino non era un terrorista! /
Sembra, comunque, che anche il Belgio ha i suoi al-qaedini…
http://www.thememriblog.org/bl...../41379.htm
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