L’escalation della tensione militare tra la Cina e i suoi vicini si è progressivamente intensificata a partire dall’anno scorso a causa di diversi fattori concomitanti riguardanti soprattutto gli aspetti navali. Pechino ha varato la sua prima portaerei, la Shi Lang, che in realtà è una vecchia portaerei sovietica acquistata ancora in cantiere dall’Ucraina e completata dai cinesi. Una nave che dovrebbe aprire la strada alla costruzione di altre navi simili tre delle quali sarebbero già in costruzione. Al tempo stesso i cinesi hanno modificato alcuni missili balistici con gittata di circa 3 mila chilometri per renderli in grado di colpire le grandi portaerei statunitensi della Flotta del Pacifico. Un’arma innovativa che sembra in grado di minacciare la supremazia navale di Washington incontrastata dal 1945 a oggi.
La strategia marittima cinese punta ad affermare lo status di grande potenza di Pechino con una crescente presenza di squadre navali in diversi settori del Pacifico e nell’Oceano Indiano e con atteggiamenti intimidatori negli arcipelaghi contesi con gli altri Stati asiatici, in particolare le isole Spratly, Paracel e Ryukyu, arcipelaghi di valore strategico e ricchi di giacimenti sottiomarini. Un confronto che oppone Pechino a Giappone, Vietnam, Brunei, Malesia, Corea del Sud, Filippine e ovviamente Taiwan che si estende fino all’Oceano Indiano dopo che la flotta cinese ha avuto accesso a due basi sulle coste birmane e, con la motivazione di presidiare le acque infestate dai pirati somali, è in trattative con il governo delle Seychelles per utilizzare una base nel cuore di acque che l’India considera il “cortile di casa”.
L’attivismo navale della marina cinese ha facilitato il compito agli Stati Uniti, impegnati a serrare i ranghi degli alleati per far fronte a questa minaccia. Con successo, a giudicare dalle ampie commesse militari ottenute dall’India, dalla vendita molto probabile al Giappone dei nuovi cacciabombardieri invisibili F-35 e dagli accordi con Canberra per schierare in Australia una base permanente per la flotta e i marines statunitensi. Washington è riuscita persino a stipulare un accordo strategico con l’ex nemico Vietnam già impegnato ad acquistare quattro moderni sottomarini russi per far fronte al riarmo cinese.
Mentre aumenta la tensione nell’arcipelago delle Spratly, il Giappone ha elaborato un nuovo Programma di difesa nazionale che rimuove le ultime eredità della Guerra Fredda e prevede di trasferire il grosso delle forze terrestri dall’Isola settentrionale di Hokkaido (dove avrebbero dovuto contrastare un’invasione sovietica) alla catena di isole che si estendono dall’estremità meridionale del Giappone fino a Taiwan, inclusa Okinawa che ospita 17 mila militari statunitensi e verrà ulteriormente rinforzata. Isole in parte rivendicate dalla Cina ma che costituiscono un bastione naturale contro la penetrazione cinese nel Pacifico e a protezione delle linee di rifornimento vitali per l’economia giapponese nelle quali Tokyo schiera già il meglio dei suoi jet e della sua flotta.
Nonostante le provocazioni cinesi per ora si tratta solo di battaglie “virtuali” che però hanno già scatenato una ricca corsa al riarmo in tutta la regione. Anche per questo la Casa Bianca considera oggi il Pacifico come l’area strategica prioritaria per gli interessi statunitensi.
—
Gianandrea Gaiani ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e Libero ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital. Ha scritto Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane
- Giovedì 15 Dicembre 2011


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Commenti
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Il 15 Dicembre 2011 alle 21:02 anna.one ha scritto:
http://www.digitalglobe.com/
:)
Il 16 Dicembre 2011 alle 10:48 giovannimartinelli ha scritto:
Caro Direttore, volendo uscire in qualche modo dal tema centrale del suo intervento, trovo che sia di particolare interesse l’ultima frase: «Anche per questo la Casa Bianca considera oggi il Pacifico come l’area strategica prioritaria per gli interessi statunitensi.»
Uscire dal tema centrale nel senso che quanto sta accadendo a livello geo-strategico corre il serio rischio di fare una “vittima eccellente”: l’Europa.
Perché se già prima della crisi economica, il Vecchio Continente non brillava certo nel campo della politica estera e di sicurezza comuni (la famosa PESC), ora che si ritrova quasi completamente assorbito dal cercare una soluzione a questa stessa crisi non riesce neanche più a volgere lo sguardo oltre i propri confini.
E così, dopo aver giustamente sottolineato lo spostamento di interesse americano verso il Pacifico e il conseguente disimpegno dall’Atlantico, non si può non rimarcare che se l’Europa non riuscirà a mettere in campo una PESC degna di questa nome e se non riuscirà a farlo entro breve tempo, finirà sicuramente con il ricoprire un ruolo marginale sulla scena internazionale.
Con l’attuale condizione «gigante economico, nano politico, verme militare» destinata a diventare (molto probabilmente) irreversibile e con l’ulteriore controindicazione che pure lo status di gigante economico è a (serio) rischio.
Il 16 Dicembre 2011 alle 19:43 anna.one ha scritto:
Gli USA riaffermano la leadership in una economicamente dinamica regione dove la Cina puo’ essere una minaccia economica in aumento, ma visto la situazione economica e domestica in China, la possibilità per chaos è reale con il “change” che la regione stà affrontando e l’incertezza riguardo Taiwan e l epolicies di Xi Jinping che ci si aspetta andrà alla presidenza nel 2012 e potrà avere un governo completamente funzionante non fino il 2013.
Altro che Euro-crisi! Il rischio di un hard-landing in China e altre nazioni come Brazil, Russia e India è reale. L’IMF misura la bolla cinese pericolosa al doppio di quella del 2007 negli USA o del Japan negli anni ‘80 (Telegraph).
Il prezzo delle abitazioni è caduto per il terzo mese consecutivo in Shanghai (SFUN) e le “BRIC”s stanno cadendo come mattoni ad incominciare con l’India. Se la situazione, per un miracolo, non cambierà, la Primavera Araba sembrerà idillica al confronto.
http://aviewfromtheeast.com/20.....-of-china/
Il 18 Dicembre 2011 alle 23:49 e.fumagalli ha scritto:
Da Global Research “”L’Iran mostra i top-secret degli Stati Uniti dello stealth drone RQ-170 Sentinel catturato Domenica 4 dicembre. La sua condizione quasi perfetta ha confermato la validità di Teheran che l’UAV è stato abbattuto da un attacco cybernetico, che significa che non è stato abbattuto ma portato a terra con l’uso di guerra elettronica. Si tratta di una debacle importante per la tecnologia stealth gli Stati Uniti che utilizzano nei loro aerei e la tecnologia drone sviluppata dagli Stati Uniti e Israele “.
La condizione del RQ-170 integra obbliga gli Stati Uniti e Israele di fare grandi cambiamenti nei piani per un potenziale attacco contro il programma nucleare iraniano.” Se ci mettiamo le 12 spie CIA arrestate a Teheran, prima negato ma poi amaramente ammesso dagli USA e la decapitazione delle CIA in Libano. Ha ragione di preoccuparsi il Pentagono, sono fermi all’arco con frecce mentre gli altri non hanno nemmeno bisogno di bombe e atomiche. Usano le loro e già sull’obbiettivo, più comodo di cosi. Che ne dici Anna uno, belle notizie? C’è pure una bella prospettiva sull’attacco all’unica centrale Iraniana con bombe penetranti, provocherebbe un disastro come Cernobil. Peggio ancora se l’Iran, munito di missili da 2000 Km. colpisce la centrale nucleare israeliana a 80 Km da Gerusalemme che produce per le atomiche. Sparisce Israele ma ne risentiamo pure noi con milioni e milioni di morti per cancro. Conferma che l’Iran non ha affatto bisogno dell’atomica, per farne che se è più potente l’israeliana. Basta usare quella e che ce vò.
Il 19 Dicembre 2011 alle 18:11 anna.one ha scritto:
Palle, l’RQ-170 è caduto per un errore del pilota e ci sono foto che confermano era in brutte condizioni, infatti le ali sono state attaccate con bondo dagli iranians e la parte inferiore coperta da un telone.
Secondo, palle ancora, le 12 spie (informants) della CIA arrestate in Iran, un’altra pifferata dei mullahs, figuriamoci poi, la CIA anche se fosse vero ammetterebbe che fossero iraniani che lavorano per l’agenzia. Per quelle 10 presunte del Libano, dove reclutavano informatori, sai quanto la CIA ci mette a ricreare una nuova station specie se sanno che la precedente è stata compromessa, che non sarebbe poi la prima volta, hey, capita! “The agency does not, as a rule, address SPURIOUS claims from terrorist group” è la risposta della CIA.
Un’altra notizia che fa pensare, almeno chi ne è capace :)
http://defensetech.org/2011/12.....ghanistan/
hmmm, richiesto prima dell’incidente dell’RQ-170…che è ormai obsoleto.
Il pericolo delle radiazioni ci sarebbe se le centrali fossero in line e la Bushehr non è l’unica centrale iraniana e non è il problema. Sono le attrezzature nucleari in Fordow e Parchin, esempio, che saranno prese di mira se si vuol evitare un Iran con l’atomica.
Riguardo il disatro alla Chernobyl, voglio ricordare al signor Fumagalli che nel 1980 Saddam bombardo’ Al Tuwaitha in Iraq, nel 1981 Israele bombardo la centrale nucleare Osarik (Iraq), e tra il 1984 e l’87 Saddam bombardo’ per ben 6 volte la Bushehr (Iran), e nel 2003 Israel distrusse quello in costruzione in Syria dove i soliti north koreani persero alcuni uomini!
Comunque, non ci dovremmo preoccupare per Israele visto che ci sono parecchi, anche in questi blogs di Panorama che sono pronti a giurare che i mullah vogliono, hanno il diritto, del nucleare per scopi pacifici, energia e in medicina, e non per costruirsi una bomba nucleare…giusto?
Il 19 Dicembre 2011 alle 18:16 anna.one ha scritto:
che nel 1980 Saddam bombardo’ Al Tuwaitha in Iraq…oops, in Iran!
:)
Il 19 Dicembre 2011 alle 18:20 anna.one ha scritto:
Scusate la confusione, l’Iran bombardo’ con due F-4 Al Tuwaitha in Iraq!
È lunedi’…. :)
Il 19 Dicembre 2011 alle 18:35 e.fumagalli ha scritto:
Staranzza pure, le tue sono supposizioni di chi non ne ha mai imbroccata una.I fatti ti smentiscono, Hu quando c’era mianccia di inflazione disse che stavano prendendo provvedimenti e ora perché diminuito il costo degli immobili prevedi un crollo. Al BRICST si è aggiunta la Turchia e a rotoli gli USA con noi al seguito. Ottusa a voler negare la realtà. “Se non sai taci, meglio passare da ignoranti che dimostrarlo parlando:” Oscar Wilde. lo abbiamo capito inutile che insisti, sembri un disco rotto. Vi siete ritirati dall’Iraq e vi chiedete se ne è valsa la pena, un disastro pari al D-day, le peggiori operazioni militari di tutti i tempi. Ora il Pentagono trema, siete fermi all’arco e fracce mentra gli altri vi surclassano senza l’uso di bombe, usano le vostre, conviene di più.
Il 19 Dicembre 2011 alle 19:08 anna.one ha scritto:
Vediamo se il signor Fumagalli capisce che i cinesini raccontano palle, infatti nessuno sa di preciso se i dati che ci propinano sono reali, solo il popolo che si ribella violentemente ogni giorno sa la verità. Il loro GDP o PIL sooooo nice, ma quando si sa che è una farsa heh, not so much. Ecco la prova
http://www.youtube.com/watch?v.....Vm7DRQ6tPU
Riguardo l’Iraq, mi dica forse Saddam o i suoi rampolli sono al potere? Ci siamo ritirati, non del tutto infatti ci saranno migliaia di “contractor” e circa 16,000 nella più grande ambasciata nel mondo americana, a Baghdad, non solo i nostri drones ancora sorveglieranno, come da accordi stipulati nel 2008. Anche al Maliki ha detto che ora, dopo i militari, è la volta dei nostri businessmen.
Ne valse la pena? Un Iraq relativamente calmo, lo sarebbe del tutto se non ci fosse lo zampino dell’Iran, con un governo centrale in una regione che oggi è in tumulto, direi che è un ottimo risultato, quello che alla fine si voleva raggiungere fin dall’inizio.
Percio’ old chap, sembra che i fatti smentiscono lei.
Quack!
Il 19 Dicembre 2011 alle 19:10 e.fumagalli ha scritto:
Che il Pentagono abbia ricevuto avvertimenti cybernetici lo neghi? Gli l’hanno detto: “Badate che state facendo, siamo in grado di dirottare i vostri missili e droni sulle vostre teste.” Non sono esatte le parole ma il succo è questo, La CIA è la più disastrosa organizazione dei servizi, piglia sberle ovunque e solo tu la esalti da fanatica. Fatti un giro su Global Research e Asia Times, sono inglesi e pubblicano articoli di esperti,senti altre campane non roba per oche o papere. Tu starnazzi o ragli, solo propaganda per imbecilli.
Il 20 Dicembre 2011 alle 7:35 anna.one ha scritto:
alle 18:35 e.fumagalli ha scritto:
Staranzza pure, le tue sono supposizioni di chi non ne ha mai imbroccata una.I fatti ti smentiscono
Quali fatti? Le opinioni che ci vuol fa passare per fatti, ovvero le sue fantasie sull’imminente (e intanto passano anni.. lol) crollo degli USA? Mi piace poi come svolazza da un topic all’altro facendo pure molta confusione, si commenta sull’espansione della China nel Pacifico e la contromossa degli USA e lei ci vien fuori con il Sentinel e l’Iraq, tipici voli Fumagalliani ai quali, pensandoci, sarebbe meglio non rispondere, ma tant’è!
http://www.wsws.org/articles/2.....-o03.shtml
I paesi del BRIC non hanno ancora i livelli di consumo e capacità tecnologiche dell’Occidente o le Big Four e molti dicono che hanno già passato il peak in potenziale. Cio’ non vuol dire che è una buona notizia perchè sia l’EU che gli USA hanno bisogno di quei mercati. Infatti, esempio, gli USA stanno esportando in Brazil da record.
Ma la Turchia non vuole far parte dell’EU?
Comunque, per il momento fa parte del STIC e China, con l’ultima mossa della People’s Bank of China, segnala più profondi problemi economici.
Poi, non bisogna essere un esperto economista per capire che se l’EU e gli USA diminiuscono ancora di più le importazione dalla China (vedrete se vincerà Romney la presidenza come rallenteranno, vuol riportare le operazioni manifatturiere negli USA) ci sarà un problema enorme di disoccupazione nella nazione con conseguenze..immaginabili, oppure ah si, venderanno la loro crapola agli africani o a Chavez e ai Bros Castro, che certamente hanno il denaro per acquistarla.
Immagino che questi economisti e analisti che le ho segnalato, siano tutti teste di..rapa e solo il signor Fumagalli le azzecca tutte!
Il 20 Dicembre 2011 alle 14:58 e.fumagalli ha scritto:
Se non sbaglio per l’unificazione non sono in pochi e questo lo sapevo da tempo, indiscrezione di chi con i cinesi tratta ad altro livello, dove non arriva nemmeno la stampa che attinge alle agenzie. Piccola Nonna Papera, sguazzi nel tuo cortiletto in una pozzanghera. Forse non sarà ancora l’ora ma prima o poi avverrà, sta maturando ci vuole tempo. Intanto a Bagdad regna il caos e gli sciiti stanno avendo la meglio seppure in minoranza. Sei sicura abbiate fatto un buon affare? Hillary è preoccupata e si parla di riciclare la bertuccia di Bush, quella che con Gheddafi ha avuto un forte richiamo delle foresta. Ormai se lo sono giocato. Non ne imbroccano proprio una sti yenkee. Attenta a non arruffarti le piume e continua a fare l’uovo quotidiano ma è di legno come usavano le nonne per rammendare i calzini. Tanto la primavera araba sta portando alla ribalta la sharia quello che ci voleva per le donne libiche, tunisine e prossimamente egiziane. Attenta non arrivi pure da te. Se crolla il dollaro ci sta che diventi cittadina islamica e gli USA diventino stati conesi, indiani, russi e arabi. Si spartiscono la torta i proprietari. Mica ci stanno a perdere i loro investimenti.
TAIWAN GETS READY TO VOTE
Polls put DPP ahead in three-horse race
The most reliable survey of Taiwanese voters puts anti-unification candidate Tsai Ing-wen ahead of incumbent Ma Ying-jeou in the island’s January 14 presidential and legislative elections. Beijing dreads a win for Tsai and her Democratic Progressive Party (DPP) and has indicated it will hobble her presidency. If votes for James Soong Chu-yu’s People’s First Party mean the DPP fails to control parliament, the result will likely be a lame government anyway. - Jens Kastner (Dec 20, ‘11)
Il 20 Dicembre 2011 alle 15:17 e.fumagalli ha scritto:
“Wukan denies land protest aims at revolt
Government officials and police have fled the Chinese village of Wukan as residents demand back land they say was stolen from them. But with the area famed as the birthplace of the country’s first communist revolution, organizers are at pains to proclaim their peaceful intent and love of the Communist Party. - Olivia Chung” Questa è leggermente falsata,in libere elezioni, per la prima volta sono stati sconfitti i rappresentati designati dal Governo affermandosi i locali contrari all’uso delle loro terre. Significa che le autorità locali fanno gli interessi della loro popolazione e il Governo centrale non è oppressivo come si vuol far credere. La scrisse pure Claudia Astarita su questo blog. Nessuno ha parlato dell’enorme sforzo per aver dato, dopo soli tre anni, una casa da migliaia di sinitrati per un terremoto che fece 97 mila vittime. Non per mlto meno all’Aquila siamo al palo e a Orleans come stanno. Ti rammento che Sisci, dalla Cina,la da 20 anni, in merito alla rivoluzione dei ciclamini, aderirono un centinaio di internauti sommersi da 400 milioni che non condividevano. Porla ce ne sono ovunque, Sisci non è un pirla avendo lasciato La Stampa per Asia Times. Tra l’altro La Stampa è manipolata da una zoccoletta che gestisce il server ed è lei che stabilisce con chi il Direttore e qualsiasi altro settore redazionale, può avere contatti via e-mail e gli interessati manco lo sanno. E’ una infiltrata della concorrenza, Mondadori per la precisione, con un gruppo di colleghe che la sostengono. Segnalarlo all’ordine dei giornalisti, giudicato “fatto grave” non è cambiato nullla. Quindi tutta la stampa italiana deve formare non informare. Ma tu sei fatta di natura nata oca e morirai oca.
Il 20 Dicembre 2011 alle 15:32 e.fumagalli ha scritto:
Vatti a leggere questo, non l’hanno scritto ne i cinesi che i russi. Io parto per Los Roques vado a festeggiare il capodanno in allegria e ti saluto.
http://www.globalresearch.ca/i.....;aid=28289
Il 20 Dicembre 2011 alle 18:18 anna.one ha scritto:
@Intanto a Bagdad regna il caos e gli sciiti stanno avendo la meglio seppure in minoranza.
No, sbagliato, sono la maggioranza, zoccolone imbranatiello(hey se fossi la manager del server della Stampa le farei causa) e i sunnis vogliono solo avere una certa autonomia come i kurds al nord.
Ma poi, di che “unificazione” parla? Ci illumini, lei che ha contatti “ad alto livello”? Non intenderà, forse, l’unificazione di Taiwan con la madre patria?
Se è quello che intende ci ha dato l’ultima bufala.
“The most reliable survey of Taiwanese voters puts anti-unification candidate Tsai Ing-wen ahead of incumbent Ma Ying-jeou”
Guardi che l’articolo da lei riportato dice che il candidato avanti è anti-unificazione, se poi China ha intenzione di invadere Taiwan beh, che ci tentino specie con la nave-casino’ ora carrier che hanno e tutta la regione a cominciare dal Japan (Russia?) contro.
Se vuole veramente che la rispetti contesti con fatti alla mano quello su cui baso i miei commenti/opinioni io do quasi sempre le fonti, metre lei non solo spesso non capisce quello che legge (in inglese) ma anche se capisce interpreta il tutto col il neurone che è anti-Occidente, in particolare anti-USA (e sappiamo il perché).
In ogni modo, Buone Feste mr. Fumagalli, mi saluti Dead Man Walking!
Il 20 Dicembre 2011 alle 18:29 anna.one ha scritto:
Nel frattempo in Syria..
http://exposethemedia.com/wp-c.....msyria.jpg
L’articolo del globalresearch, l’ha scritto un anti-war canadese, Rodriguez Tremblay, che cosa dovremmo aspettarci?
Il 20 Dicembre 2011 alle 18:44 anna.one ha scritto:
..l’incubo dei commies di Beijing..
http://newsfeedresearcher.com/.....nment.html
Che fare che fare, spin spin come Mr. Fumagalli o intervenire alla Tiananmen ….
Il 21 Dicembre 2011 alle 16:25 e.fumagalli ha scritto:
Ti scrivo in volo con il computer di bordo e preciso che il generale cinese in pensione, che ordinò Tienanmen, l’anno scorso ricevette una onorificensa dal segratario dell’ONU. Forse per aver salvato la Cina e messo in ginocchio gli USA. In merito all’unificazione Taiwan Cina ricordati quante imprese taiwanesi operano in Cina. Non ti preoccupare, spesso le previsioni vengono ribaltate e più sopra leggo in bella mostra l’orologio che segna il vostro down, la va a pochi. Alla capo redazione del blog de La Stampa, ultima ruota del carro, ha minacciato di intentarmi causa, invece l’ho denunciata io all’Ordine dei Giornalisti. La legge non ammette ignoranza Auguri pure a te io vado a divertirmi ai tropici in allegria. Passo e chiudo.
P.S. I cinesi non raccontano balle, fanno i fatti.
Il 21 Dicembre 2011 alle 18:04 anna.one ha scritto:
@ Auguri pure a te io vado a divertirmi ai tropici in allegria
Io invece ai quasi “tropici” ci vivo e passero’ le feste circondata sopratutto dai miei familiari e amici in armonia e allegria.
L’onorificenza fu consegnata al Gen. Chi Haotian da un funzionario dell’UN, Sha Zukang un top advisor del segretario, non da Ki-moon come lei scrive evidentemente non sapendo come sono andate le cose ma tirando ad indovinare o imbrogliando le carte di proposito.
Non solo dimostra ancora una volta che covo di banditi l’UN è, ma per essere onesti, bisogna dire che è stata tutta una farsa organizzata dalla manina nascosta del Propaganda Dipartment della China prima della visita di Ban Ki-moon infatti, il premio sebbene sia stato presentato da un funzionario dell’UN, altro non è che la risposta al Nobel Peace Price di un ente privato di beneficenza: la World Harmony Foundation del businessman chinese Frank Liu.
Un funzionario dell’UN disse che non c’è nessuna regola che proibisce uno dello staff dell’UN di presentare un award. Che poi Chi Haotian abbia messo in “ginocchio” gli USA solo il suo misfiring neurone lo puo’ pensare.
Wow, noto che è riuscito a piss off anche quelli della Stampa! Ecco, si spiega il motivo della sua ri-apparizione sui blogs di Panorama!
Il 22 Dicembre 2011 alle 18:15 indigesto ha scritto:
Ci risiamo…! Buone Feste!
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