
(Credits: Epa/Sana Handout)
A sorpresa la Russia ha presentato una bozza di risoluzione al Palazzo di Vetro dell’Onu per condannare le violenze in Siria, avvenute “da tutte le parti”. Gli Stati Uniti rispondono che la leggeranno con molta attenzione per vedere se è possibile trovare un punto di convergenza.
Nel giorno in cui la Russia dovrebbe annunciare il suo ingresso nel Wto (World Trade Organization), come detto da Dmitri Medvedev ieri in visita a Bruxelles, Mosca cala sul tavolo un jolly inaspettato, e lo fa all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il testo della bozza di risoluzione sulla Siria, secondo quanto scrive TmNews, condanna esplicitamente le violenze compiute “da tutte le parti e anche l’uso sproporzionato della forza da parte delle autorità siriane“. Ed è su questo punto che i diplomatici si spaccano e in molti sostengono che la risoluzione russa non avrà vita lunga.
La bozza di Mosca chiede che “tutte le parti fermino immediatamente ogni violenza, indipendentemente da dove le violenze provengano”, ma, allo stesso tempo, non accenna a nuove sanzioni contro il regime di Bashar al Assad.
E da Washington fanno sapere di essere pronti a lavorare assieme alla Russia per prepare una bozza di risoluzione congiunta, ma il Segretario di Stato, Hillary Clinton, ha già sottolineato che il documento di Mosca “presenta un’equiparazione tra il governo e i manifestanti pacifici“. In ogni caso, ha detto la Clinton, gli Usa “studieranno la bozza attentamente”.
Qualsiasi documento sulla Siria verrà comunque sottoposto alla Lega Araba, che si è messa in prima linea per la soluzione della drammatica situazione a Damasco. Anche ieri, i “disertori” nel deserto hanno combattutto contro l’esercito, uccidendo 27 uomini delle forze di sicurezza del regime.

(Credits: Ap Photo)
Gli ultimi dati dell’Onu sono agghiaccianti e parlano di 5000 morti, quando le proteste contro il regime di Assad entrano nel decimo mese. E oggi è di nuovo venerdì e sono previste altre manifestazioni al termine delle preghiere di mezzogiorno.
Il capo della Diplomazia Usa ha poi aggiunto che gli Stati Uniti “sperano di poter lavorare con la Russia che, per la prima volta sta riconoscendo che questa (quella siriana ndr) è una questione che va affrontata all’interno del Consiglio di Sicurezza“. “L’unica cosa”, ha concluso la Clinton, “E’ che abbiamo delle differenze nel mondo in cui vediamo le cose”.
Da Parigi arrivano risposte piccate. L’inviato francese presso le Nazioni Unite, Gerard Araud, commenta a caldo la bozza e non lesina le critiche, dichiarando che il documento russo è sbilanciato e necessita di “un mucchio di emendamenti”. E’ bene ricordare che a ottobre la Russia e la Cina all’interno del Consiglio di Sicurezza hanno posto il veto su una risoluzione di condanna a Bashar al Assad.
Ma adesso, i dati e i racconti che filtrano dalla Siria hanno raggiunto toni drammatici e, soprattutto, i morti continuano a sommarsi, mentre da più parti la comunità internazionale - Onu in testa - è stata accusata di indifferenza e immobilità. Anche per questo al Palazzo di Vetro stanno cercando una possibilità via di uscita dal guado.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso, e con Radio3Mondo di RadioRai, dove si occupa della rassegna stampa internazionale
- Venerdì 16 Dicembre 2011


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