
Milize pro Ouattara (Credits: AP Photo/Rebecca Blackwell)
La Costa d’Avorio è ancora lontana dalla stabilizzazione. Nonostante negli ultimi mesi la situazione generale del paese sia migliorata, esistono ancora criticità che il governo di Ouattara deve risolvere. È il risultato di uno studio condotto da Internationall Crisis Group sul Paese dell’Africa Occidentale.
Il trasferimento di Laurent Gbagbo alla Corte Penale Internazionale dell’Aia appena prima delle elezioni legislative e la stessa tornata elettorale hanno riacceso le tante latenti tensioni politiche. Il partito di Ouattara, l’RDR, il Rassemblements des repubblicains, ha vinto la maggioranza dei seggi, seguito dal PDCI, il Partito Democratico della Costa d’Avorio. Le due formazioni devono però stabilire un’alleanza per governare.
La partecipazione al voto non è stata affatto alta, le ferite dei conflitti e delle tensioni sono difficili da sanare. Ora secondo l’organizzazione non governativa, la priorità per Ouattara è la riforma della Difesa. Perchè? Perché come spesso accade in Africa, l’esercito ivoriano è composto anche da ex forze ribelli.
La coesistenza fra le Forze di Difesa e Sicurezza dell’era Gbagbo e le Forze Nuove (gruppo ribelle protagonista della crisi di quest’anno) in seno al nuovo esercito non è facile. È vero, l’economia sta ripartendo, grazie alla maggiore stabilità e ai cospicui aiuti internazionali che sono piovuti sul paese.
Il problema è ora però la giustizia, che pare occuparsi solo del fronte di Gbagbo e non di quello di Ouattara. Secondo International Crisis Group, infatti, nessuno degli ex ribelli incorporati nell’esercito è stato perseguito. Lo stesso trasferimento di Gbagbo alla Corte dell’Aia non facilita certo la riconciliazione nel paese. Ouattara dovrà riformare l’Esercito Ivoriano e sanare alcune storture in questo senso.
In particolare, il comandante Issiaka Ouattara detto “Watao”, e i suoi uomini, ex ribelli, ora inquadrati nell’esercito mal sopporterebbero la gerarchia e godrebbero di sostanziale autonomia. In generale, in Costa d’Avorio oggi vi sono migliaia di uomini armati (9mila ex ribelli che dovrebbero essere reintegrati, volontari o “combattenti civili”) rispetto ai quali è difficile stabilire se facciano o meno parte dell’esercito. Alcuni di questi ultimi si dedicherebbero al banditismo e al traffico di auto rubate. Ecco le pesnati eredità di guerra civile e conflitti irrisolti.
Alassane Ouattara dovrà ora risolvere il cruciale nodo delle forze armate. Per dare stabilità al paese. Condizione necessaria, ma non sufficiente per la pace futura.
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Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Radio Svizzera Italiana. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Martedì 20 Dicembre 2011


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