di Elena Sandorf
L’Iran minaccia e le cancellerie europee non tardano a replicare. Un film visto e rivisto tante volte in cui l’intreccio di interessi, cospirazioni e reazioni dal sapore della guerra fredda tiene sempre alta l’attenzione dello “spettatore”.
Il più delle volte non si sa come andrà a finire, ma una cosa è certa: ogni qualvolta il regime di Ahmadinejad prova a mostrare i muscoli, le ambasciate straniere si affrettano in un vorticoso giro di consultazioni, summit e incontri bilaterali per tentare la carta dell’unanimità decisionale, e allo stesso tempo, per sondare aspirazioni, interessi ed obiettivi degli alleati per rafforzare una propria linea interna. E così, il chiudere o meno la porta in faccia a Teheran diventa il piatto ricco in cui tuffarsi per ritrovare un rinnovato coraggio sullo scenario internazionale, o addirittura, una buona carta da giocare in vista delle prossime tornate elettorali. E’ l’esempio di Berlino.
Circola da qualche ora un’indiscrezione, peraltro non smentita ufficialmente, secondo la quale sarebbe ormai prossima la decisione della Germania di chiudere l’ambasciata a Teheran. Notizia giunta alle cancellerie attraverso un passaparola originato da alcune fonti in loco e che spiegherebbe questo ennesimo duro colpo inflitto a Teheran come una coraggiosa decisione della Germania di fare da trend setter sull’isolamento della Repubblica islamica.
Linea peraltro già potenzialmente avanzata da molti altri Paesi europei, ma su cui i governi - ad eccezione delle ben note disposizioni dell’amministrazione americana coerenti con le scelte del ’79 - non sono mai andati oltre vaghi annunci, bozze di embargo ed incontri tecnici, di cui l’ultimo, a livello G7, tenutosi oggi a Roma per discutere del dossier nucleare e possibili sanzioni a Teheran.
L’Iran torna a far paura e scala qualche posizione nella classifica e nelle priorità dell’agenda internazionale. E così che l’arte della diplomazia diventa per Berlino un’utile carta da giocare per ritagliarsi un protagonismo più testardo, meno morbido e più lucido rispetto al più recente coinvolgimento nell’affaire libico. Non è un mistero che proprio sull’approccio alle questioni di politica estera la signora Merkel aveva subito qualche mese fa pesanti critiche da Helmut Kohl, l’uomo che ha guidato la Germania dal 1982 al 1998.
In un’intervista al bimestrale tedesco Internationale Politik l’eminenza grigia della Cdu aveva infatti sostenuto che la politica estera della Merkel, propria ex pupilla, è priva di obiettivi e rischia di minare l’influenza della Germania a livello mondiale, rilevando una terrificante mancanza di coraggio e dicendosi convinto che le grandi trasformazioni del mondo attuale non possono giustificare la poca lungimiranza, l’assenza di idee e la direzione che la Germania sta prendendo. Verso questa linea andava, peraltro, quell’atteggiamento molto cauto e molto scettico adottato da Berlino sin dall’inizio della rivoluzione libica, e che meritò, all’epoca, anche una stoccatina del presidente Giorgio Napolitano: “Un leader non dovrebbe avere paura delle elezioni né inseguire i sondaggi”.
Il secondo tempo della Merkel punta sulla politica estera. E non è un caso che dopo l’ultimo vertice europeo, dove ha mostrato un certo carattere, la Cancelliera sia tornata ad essere nei sondaggi la più amata tra i politici tedeschi.
In mancanza di smentite ufficiali da parte di Berlino, tutto torna con l’intenzione della Germania di affrettarsi a chiudere già nei prossimi giorni la missione diplomatica a Teheran. Una notizia riservata, che sta facendo il giro dei palazzi europei e su cui sarebbe stata interpellata la stessa Incaricata d’Affari tedesca in Iran la quale - come protocollo diplomatico impone – si sarebbe riservata di approfondire l’informazione e avrebbe rimandato eventuali decisioni politiche alla capitale tedesca.
Il prossimo vertice dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea dovrà affrontare il dossier iraniano. E chissà se già in quell’occasione assisteremo al debutto di una regia tedesca anche sui dossier più spinosi della politica internazionale.
- Martedì 20 Dicembre 2011


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