- Tags: Egitto, elezioni, salafiti
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Mohamad Sahid è un ingegnere chimico, un ricercatore delle facoltà di ingegneria dell’università di Alessandria e il portavoce del partito salafiti Al Nour. Questo movimento ha ottenuto il 24% dei voti al primo turno delle elezioni.
Qual è l’idea centrale del vostro programma di governo?
Crediamo che la Shari’a debba essere alla base della Costituzione egiziana. Vogliamo che l’Egitto sia una nazione moderna, ma caratterizzata da valori islamici. Il nostro principale obiettivo è cambiare i comportamenti e la moralità degli egiziani.
Quali sono le differenze tra voi e i Fratelli Musulmani?
Ci sono molte somiglianze ma abbiamo priorità diverse. Il nostro impegno politico è soprattutto rivolto ad educare gli egiziani ai valori religiosi. Pensiamo inoltre di dover difendere il popolo egiziano da ciò che è dannoso, in particolare una Costituzione che non sia basata sulla Shari’a. Pensiamo, infatti, che la Shari’a possa essere la soluzione per tutti i problemi dell’Egitto.
Il secondo articolo della Costituzione egiziana dice già che la Shari’a è “il fondamento della legislazione egiziana”. Cosa volete cambiare?
Non vogliamo cambiare la Costituzione, vogliamo solo applicarla. Il regime di Mubarak ha promosso diverse leggi contrarie a questo principio.
Mi può fare un esempio di una legge che volete cambiare?
Pensiamo che la Shari’a includa ogni aspetto della vita umana, dalla fede alla morale, dalla politica all’economia. Per esempio, vogliamo cambiare il sistema finanziario egiziano. Gli interessi sono proibiti nell’Islam e l’attuale crisi economica è la prova che avevamo ragione. In Egitto le banche applicano gli interessi e non rispettano la Shari’a. Dobbiamo cambiare questo sistema economico, ma lo faremo in modo graduale.
Se diventerete un partito di governo, cosa cambierà per i cristiani?
Rispettiamo i cristiani e abbiamo ottime relazioni con loro. Lo spauracchio anticristiano è stato creato dalla propaganda dei Media. È un nostro dovere di musulmani rispettare gli altri. Avranno gli stessi diritti e doveri degli altri cittadini egiziani.
Cosa succederà ai laici e alle persone non religiose?
Non saranno obbligati a seguire le regole religiose e le nostre tradizioni. Non ci sarà nessuna legge che obbligherà le ragazze ad indossare il velo. Cercheremo però di cambiare la cultura e la moralità degli egiziani per far loro capire che l’hijab è un dovere per le donne musulmane. Ad esempio, appenderemo alcuni cartelli nei luoghi pubblici e scriveremo “è peccato per le ragazze musulmane non indossare il velo”.
C’è uno Stato che ritenere un modello da seguire?
Abbiamo l’ambizione di creare un modello originale. L’Egitto è un Paese unico. Dobbiamo comunque imparare da tutte le altre nazioni ed ispirarci a quello che hanno fatto. Se ci sono leggi che riteniamo giuste e che non sono contrarie alla Shari’a le proporremo. Crediamo che tutte le nazioni del mondo abbiano qualcosa da insegnarci.
Qual è la ragione del vostro successo elettorale?
Agli egiziani piacciono i politici che fanno riferimento all’Islam. Inoltre abbiamo aiutato diverse persone nelle zone più povere, in cui il governo di Mubarak era assente. Le persone sanno che siamo onesti e non vogliamo il potere, vogliamo solo migliorare la nostra nazione. I liberali, invece, perderanno le elezioni perché non conoscono i poveri e non li aiutano. Essi però controllano i mezzi di comunicazione e fanno propaganda contro di noi.
Quali sono le vostre idee sul trattato di pace con Israele?
Pensiamo che non sia prioritario cambiare il trattato. Cercheremo di evitare qualsiasi problema che possa portarci ad una guerra contro di loro. Tuttavia questo non dipende solo da noi. La nostra priorità è ricostruire questo paese. Abbiamo un interpretazione pacifica dell’Islam e il nostro obiettivo prioritario è quello di educare le persone ai suoi principi.
Come immaginate il futuro della vostra nazione?
Io credo che la condizione di molte persone migliorerà nei prossimi anni. Ci sarà eguaglianza e l’Egitto sarà più rispettato in ambito internazionale. Immagino che sarà un paese nel quale le persone saranno più religiose e, quindi, più oneste.
—
Matteo Colombo vive tra Ankara e Il Cairo per studiare arabo e turco. Collabora con diversi siti di politica internazionale. Le sue grandi passioni sono l’Egitto, La Siria e la Turchia
- Mercoledì 21 Dicembre 2011


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Commenti
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Il 21 Dicembre 2011 alle 14:20 indigesto ha scritto:
“Vogliamo che l’Egitto sia una nazione moderna, ma caratterizzata da valori islamici.”
C’è da ritenere questo ossimoro alla base dell’equivoco islamico.
Difficile che il grado di civiltà (non di progresso, magari importato) dei popoli islamici possa fare a meno della Shari’a. Hanno bisogno di tempo, di molto tempo!
Confondere la modernità con la civiltà è tipico dei paesi socialmente in evoluzione. L’importante è che questa evoluzione avvenga lì dove è auspicabile che si sviluppi.
Il 22 Dicembre 2011 alle 1:05 matteo_colombo ha scritto:
Secondo me fanno una grandissima confusione tra democrazia e dittatura della maggioranza e anche questo, come dici tu, è tipico dei paesi socialmente in evoluzione.
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