
Il countdown della Casa Bianca sulle detrazioni sulla payroll tax (Credits: LaPresse/Charles Dharapak)
Se andate sul sito della Casa Bianca vedrete che la battaglia per le elezioni presidenziali tra Barack Obama e il GOP passa attraverso le lancette, o meglio il display di un grande orologio digitale. Segna il countdown, il conto alla rovescia verso il giorno in cui non sarà più possibile rinnovare la riduzione dei contributi sociali, le deduzioni sulle tasse sul salario dei lavoratori dipendenti, la payroll tax , come dice con grande evidenza la scritta accanto al clock. L’orologio (vero) è stato messo anche in sala stampa.
Fino all’altro giorno la frase esatta era: “Se il Congresso non agisce, la classe media pagherà più tasse“. Da ieri, la parola Congresso è stato sostituita con la parola Camera. Il countdown ad ora è fissato tra 10 giorni, il termine ultimo per approvare una legge che garantisca queste esenzioni. Riguardano 160 milioni di americani, che - nel caso non fosse trovato un accordo a Washington - rischierebbero di vedere aumentare la tassa dal 4,2% al 6,2%, circa 1000 dollari a testa in più.
Il braccio di ferro tra Barack Obama e il GOP su questo tema va avanti da tempo. La Casa Bianca aveva presentato un suo piano che prevedeva la riduzione della payroll tax al 3,1%. Per i lavoratori dipendenti avrebbe significato avere più soldi in tasca da spendere nei consumi e rilanciare così l’economia.
La quota persa sarebbe stata recuperata con una sovrattassa del 3.25% sui redditi superiori al milione di dollari l’anno. Al Congresso, i repubblicani hanno fatto le barricate e hanno bocciato la proposta perché - hanno affermato - avrebbe provocato un ulteriore buco nelle casse federali.
Il GOP ha quindi presentato un suo provvedimento che prevedeva il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici per i prossimi tre anni, ma i democratici - a loro volta - l’hanno bloccato al Senato.
In terza battuta è arrivata un’altra versione - di marca repubblicana - sulla quale era stata trovata un’intesa bipartisan al Senato che stabiliva un’estensione delle deduzioni della payroll tax per due mesi. Approvata, è andata alla Camera dove è stata bocciata dopo una vera e propria rivolta dei parlamentari del Tea Party contro il provvedimento. Il GOP alla Camera chiede un anno di tempo, non 60 giorni. La divergenza non è ovviamente sul tempo, ma su come finanziare queste riduzione della payroll tax.
Il testo approvato al Senato prevedeva un aumento delle commissioni chieste da Fannie Mae e Freddie Mac, i due giganti del credito ipotecario nazionalizzati con la crisi di tre anni fa. Nell’altra ramo del parlamento, i repubblicani vogliono invece che le detrazioni siano finanziate da una riduzione di alcuni programmi sociali e da un intervento sui salari dei dipendenti federali. Misure ritenute inaccettabili per i democratici.
Lo stallo rimane e l’orologio prosegue la sua corsa verso l’ora X. E, in questa situazione Barack Obama ha buon gioco nell’attaccare i repubblicani e mostrarsi come il paladino delle Middle Class.
Subito dopo il voto alla Camera che ha bocciato l’intesa bipartisan del Senato, è sceso nella sala stampa della Casa Bianca per accusare il GOP di voler giocare con i soldi dei salariati americani. “Non è una partita a poker - ha detto - Tra dieci giorni le tasse verranno alzate”.
Lo Speaker della Camera John Boehner ha sfidato Barack Obama a uscire allo scoperto e ha cercare in prima persona un compromesso con il GOP. Ma il presidente non vuole farlo, lasciando la palla nel campo avversario.
Lo scontro è molto aspro. La tattica del presidente è da tempo quella di addossare sul Congresso (a maggioranza repubblicana) tutte le colpe sulle scelte economiche che mettono in difficoltà la classe media, e la battaglia sulle deduzioni della payroll tax è un’altra importante occasione per lui per tentare di (ri)guadagnare terreno nei confronti dei repubblicani.
Era stato nel famoso discorso del Kansas dell’8 dicembre che Barack Obama aveva lanciato la sua battaglia esplicita a difesa del ceto medio: il leit motiv della sua campagna presidenziale. Le azioni successive sono state conseguenti a questa scelta strategica, impregnata di una forte venatura populista, ma in grado di garantirgli consenso in vista delle elezioni del 6 novembre 2012.
Forse, per essere più chiari, l’orologio del countdown della Casa Bianca dovrebbe essere regolato su quella data.
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Mercoledì 21 Dicembre 2011


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Commenti
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Il 21 Dicembre 2011 alle 18:49 anna.one ha scritto:
Il problema dei repubs, che hanno la maggioranza solo nella House non al Congresso che è composto da House e Senato, è che sono incapaci di creare e trasmettere la narrativa vincente, mentre i dems hanno trasmesso l’argomento politico.
La tassa non è altro che una Tax Holiday e c’è una bella differenza per chi la capisce. BHO ha promosso un aumento di tasse, uno dopo l’altro e uno dei più enormi che colpirà l’economia nel 2013, ma The Unicorn Prince con il suo “charme” sta’ vincendo l’argomento almeno finché i leaders del GOP McConnel, Boehner e Cantor non insisteranno a spiegare con convinzione i fatti alla nazione.
Purtroppo nel mondo della politica vincere l’argomento porta a trionfi a breve termine e i dems stanno infinocchiando i soliti presentandosi come i compassionevoli quelli che “feel your pain”.
I repubs dovrebbero semplicemente dire che, come da Costituzione degli US (che Obozo sembra non abbia mai letto), tutta la spesa ha origine nella House, i repubs hanno fatto il loro lavoro, infatti vogliono l’estensione non per due mesi, che sarebbe un bel problema, ma per almeno un anno, ma è il Senato in mano ai dems che dopo 1000 giorni non ha presentato un budget e nemmeno preso in considerazione più di 15 bills della House, ancora una volta se ne va in vacanza e, malgrado cio’, i repubs che sono ancora al lavoro per prolungare la Tax Holiday per un anno, passano per quelli del partito del no!
Speriamo che il GOP si svegli perchè la nazione non potrà sopravvivere altri 4 anni di Obamunism.
Il 21 Dicembre 2011 alle 18:50 anna.one ha scritto:
…e la più caritatevole nazione é…
http://www.npr.org/blogs/thetw.....amp;f=1001
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