Un grande corteo funebre, per le strade innevate di Pyongyang, dà l’estremo saluto a Kim Jong-Il, il dittatore nordcoreano defunto lo scorso 17 dicembre, lasciando ora il campo al figlio Kim Jong-Un.
In una città dall’aspetto spettrale, con il cielo grigio e l’asfalto coperto di un sottile strato di neve, il funerale ha avuto inizio alle 14 ore locali (le 6 in Italia). La televisione di Stato nordcoreana ha trasmesso le immagini della cerimonia funebre, partita in processione dal Kumsusan Memorial Palace in mezzo a una schiera di militari con l’uniforme verde oliva e il capo chino in segno di rispetto.
La bara è trasportata sul tetto di una limousine nera su un cuscino di fiori bianchi, coperta da una bandiera rossa. Un’altra limousine nera porta un grande ritratto del “Caro leader” sorridente.
Com’era facile prevedere, la folla ai lati della strada si dispera, si spintona e grida di dolore al passaggio del feretro. Come nessuna prefica potrebbe fare meglio.
Tutti sono in abbigliamento formale, giacca e cravatta gli uomini, tailleur le donne, ma protetti da giacconi imbottiti per difendersi dal freddo pungente.
Il carro funebre è seguito a destra da Kim Jong-Un, il figlio e successore di Kim Jong-Il alla guida del paese, affiancato dallo zio Jang Song-Thaek, e a sinistra dagli alti ufficiali dell’esercito e del partito.
- Militari al funerale di Kim Jong Il
- Limousine col ritratto del “caro leader”
- Un grande ritratto del leader nordcoreano defunto Kim Jong-Il
- Enfasi di lacrime a Pyongyang
- A Seul sudcoreani seguono in tv il funerale del leader nordcoreano
- Personale militare piange durante il funerale del “caro leader”
- Donne a lutto nella città di frontiera cinese di Dandong
- Donne militari a lutto di fronte al corpo del “caro leader”
- Donna nordcoreana in lacrime mentre rende omaggio a Kim Jong-Il
- Al Memoriale Kumsusan per rendere omaggio al caro leader
Un’orchestra militare accompagna la processione sullo sfondo bianco della neve caduta abbondante nella notte. Poco prima della partenza del corteo, l’orchestra ha intonato l’inno nazionale. “È la più grande perdita per il nostro partito e per la nazione”, ha commentato il presentatore della televisione nordcoreana, con la voce strozzata dal dispiacere..
“Vedere questa bianca neve cadere mi ha fatto pensare agli sforzi del generale e mi ha fatto venire le lacrime agli occhi” ha detto alla tv nordcoreana, riferendosi ovviamente al “caro leader”, Seo Ju-rim, una donna militare dalle guance rosse, affranta.
Uno dei miti attorno alla figura di Kim Jong-Il era che potesse controllare il tempo e la tv di Stato ha ovviamente messo l’accento sul clima insolitamente freddo e selvaggio che ha accompagnato la sua morte.
“Ho sperato che fosse un sogno, come può essere vero?!”, singhiozzava una donna di mezza età. “Come può accadere una cosa simile al mondo?”.
Kim Jong-Un diventerà il terzo membro della famiglia leader dell’imprevedibile Paese nord-asiatico, che entra nel Juché 101, ovvero nel 2012, anno del Centenario della nascita del Presidente Kim Il-Sung, in cui è stato autoproclamato che la Corea del Nord diventerà una nazione “forte e prospera”. Cosa ciò comporterà, soprattutto in questo momento storico, è da vedere.
VEDI anche: LACRIME DI REGIME PER KIM JONG-IL
- Mercoledì 28 Dicembre 2011


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