- Tags: Iran, Iran atomica, spy story, stretto-di-Hormuz
- 5 commenti
di Antonella Colonna Vilasi
Nel caso di altre sanzioni - si è già detto in diverse occasioni - il governo di Teheran chiuderà lo stretto di Hormuz, snodo vitale per le esportazioni di greggio degli Stati del Golfo membri dell’Opec, con tutte le conseguenze economiche del caso. Il portavoce del Dipartimento della Difesa Usa, George Little, in risposta, ha definito lo stretto una linea di trasporto vitale per la stabilità in tutta la regione dichiarando che interferenze con il transito delle navi nello stretto di Hormuz non saranno tollerate. Secondo le ultime indiscrezioni proveniente dall’agenzia DEBKAfile, Teheran avrebbe deciso di seminare mine nello stretto, con l’obiettivo di far saltare in aria le petroliere occidentali.
Stati Uniti e Nato avrebbero così allertato la Uss Combined Task Force 52 per lo smantellamento delle mine sottomarine, e le unità navali del Maritime Mine Counter measures Group 2, la forza di contromisure anti-mine della Nato. Gli americani sarebbero guidati dallo sminatore Uss Arden e dal dragamine britannico HMCS Pembroke, insieme al cacciatorpediniere HMS Middleton e alle navi da guerra francesi FS Croix du Sud e FS Var. Basterebbe infatti un passo falso di Teheran a provocare un possibile scontro militare nell’area del Golfo.
Nelle ultime settimane si vanno moltiplicando le prese di posizione statunitensi sulla questione dell’attacco preventivo all’Iran, che la dottrina politico-militare statunitense non esclude a priori, nonostante il diritto internazionale non lo riconosca come legittimo. Fin dal 1984, infatti, la cosiddetta dottrina Shultz, dal nome del segretario di Stato durante la presidenza Reagan, aveva legittimato azioni militari preventive, anche segrete; concetto che nel 2002 è stato introdotto pienamente nella dottrina militare.
In virtù delle nuove bombe ad alto potenziale ed alta penetrazione (MOD, Massive Ordinance Penetrator), la distruzione dei siti nucleari iraniani è tecnicamente fattibile, senza il rischio di grandi perdite. Secondo alcuni commentatori israeliani, l’attacco statunitense eviterebbe ai Paesi arabi di doversi affiancare all’Iran, cosa che non potrebbero evitare nel caso in cui fosse Israele a colpire.
In questi giorni il focus delle diplomazie e delle intelligence internazionali si concentra sulle future mosse degli Stati Uniti e Israele. Quest’ultima preferirebbe un intervento degli Stati Uniti, ma non intende aspettare ancora molto prima di colpire.
La vera alternativa a un raid è un’intensificazione delle covert operation, di cui il Mossad è maestro. Ultimamente, ha già sabotato il programma nucleare di Teheran in vari modi, sia infettando i computer iraniani con virus e worm informatici che vendendo agli iraniani tecnologia difettosa; probabilmente anche provocando l’esplosione del 12 dicembre scorso nella base dei pasdaran, in cui è morto uno dei promotori del programma iraniano.
- Mercoledì 4 Gennaio 2012


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Commenti
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Il 5 Gennaio 2012 alle 11:43 stefanodesantis ha scritto:
Il sito israeliano DEBKA è legato non solo al Mossad,MA ANCHE ALLO SPIONAGGIO FRANCESE.DIFFIDARNE AL MASSIMO.
Il 5 Gennaio 2012 alle 11:58 baffetto ha scritto:
è sorprendente come certi organi di informazione trattino con noncuranza i preparativi dell’ennesima guerra americana.
assolvendo in partenza crimini quali : provocazioni, attentati, bullismo, guerra economica etc.
Il 5 Gennaio 2012 alle 19:30 anna.one ha scritto:
DEBKAfile ha la sede a Gerusalemme, è un open source website dell’ intelligence militare israeliano è un sito in lingua inglese con fonti dall’ intelligence e militari israeliane, provvede commenti e analisi sul terrorismo, (ANALISI vere, serie, non ridicole come alcune, qui sui blogs Panorama), intelligence, sicurezza e affari militari e politici in Medio Oriente. Che poi sia legato al Mossad o DGSE (oDRM-DPSD-BRGE)SISMI e CIA imo è un plus.
Un problema col sito, dicono, è che “la maggior parte delle informazioni è attribuita a fonti non identificate.” Già, immagino che le “fonti” in questione, spioni, militari o diplomatici etc. dovrebbero dare il loro curriculum vitae, certo è cosi’ che funziona nell’intelligence!
Che sia “ sfacciatamente nel campo dei falchi della politica israeliana “ e “… che il sito si basa su informazioni provenienti da fonti con un ordine del giorno, come i neo-conservatori elementi del Partito repubblicano degli Stati Uniti” so? Se non piace si puo’ sempre informarsi sull’HuffPO e evitarlo. Il fatto rimane che l’80% di cio’ che Debka riporta risulta essere vero.
Il 5 Gennaio 2012 alle 22:28 anna.one ha scritto:
@In questi giorni il focus delle diplomazie e delle intelligence internazionali si concentra sulle future mosse degli Stati Uniti e Israele
Una mossa riportata da DEBKAfile?
http://www.navytimes.com/news/.....ll-010512/
Il 13 Marzo 2012 alle 17:11 Antonella Colonna Vilasi su Panorama .it | Intelligencequestasconosciuta ha scritto:
[...] http://blog.panorama.it/mondo/.....fondo-de... [...]
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