
I caucus in Iowa (Credits: LaPresse)
Se la corsa dovesse finire adesso, Mitt Romney verrebbe dichiarato il vincitore. Almeno secondo l’ultimo sondaggio della Gallup, datato 4 gennaio. L’ex governatore del Massachusetts guida la speciale classifica dei candidati con 26 punti percentuale, seguito da Newt Gingrich al secondo posto (23%), da Ron Paul (13%) e (anche qui a sorpresa) da Rick Santorum, con l’8% delle preferenze.
Questo ultimo dato è molto interessante per due motivi: perché la rilevazione è stata fatta prima della notte del trionfo dell’ex senatore della Pennsylvania in Iowa (e quindi non risente ancora del vento favorevole a Santorum) e perché, appunto, sembra indicare un aumento del consenso a livello nazionale a discapito degli altri candidati, in particolare di Rick Perry (che si piazza al quinto posto, con il 6%) e dell’ora ritirata Michele Bachmann.
Vedremo con i prossimi sondaggi (e le prossime primarie) se si può parlare di una tendenza in crescita di Rick Santorum o di un fatto (statistico) episodico.
Per ora, il dato importante è che nello scorso mese di dicembre, Mitt Romney è sempre in testa, o al massimo pareggia con Newt Gingrich, l’uomo che prima dell’Iowa sembrava essere destinato alla nomination.
Romney spera di guadagnare ancora terreno nei confronti dell’ex Speaker della Camera vincendo le primarie in New Hampshire. E anche per i sondaggi non sembra esserci storia. Per Suffolk Tracking, l’ex governatore è al 43% contro il 14% di Ron paul, il 9% di Newt Gingrich, il 7% di Jon Huntsman e il 6% di Rick Santorum.
Neppure RCP Average offre molte speranze ai rivali di Mitt Romney. Lui, in questo caso, guida con il 40%, contro il 18% di Paul, l’11,3 di Gingrich, il 10,3% di Huntsman e il 4,3% di Santorum. Anche nel caso di questi due ultimi sondaggi c’è bisogno di una precisazione: entrambi sono stati effettuati prima dei risultati dei caucus in Iowa.
Anche dai sondaggi riguardanti la Florida - dove si vota a fine mese - emergono dei segnali positivi per Mitt Romney. L’ultimo di RCP Average lo dava sotto di sette punti rispetto a Newt Gingrich (35 a 28), un margine recuperabile con un’altra buona campagna di spot, come è successo in Iowa. Un’altra rilevazione (Telopinion) lo dava invece in vantaggio di un punto (27 a 26).
Infine un’occhiata allo scontro con Obama. Secondo un sondaggio di Rasmussen del 4 gennaio, Il presidente in carica vincerebbe contro Newt Gingrich di dieci punti (49 a 39), mentre perderebbe contro un’ipotetico candidato repubblicano (47 a 43). Ricordiamo che la stessa Rasmussen - il 29 dicembre - dava Mitt Romney vincente contro Obama (45 a 39).
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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Giovedì 5 Gennaio 2012


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