
Rick Santorum (Credits: LaPresse/Charlie Riedel)
Nella notte del trionfo di Des Moines, Rick Santorum ha ricordato che con lui alla Casa Bianca potrebbe arrivare un piccolo pezzo d’Italia. Già, perché la sorpresa delle primarie repubblicane (almeno finora) è molto orgoglioso delle sue antiche radici. Figlio del figlio di un immigrato di Riva del Garda, l’ex senatore della Pennsylvania, ha anche vissuto nel nostro Paese per qualche mese, venti anni fa.
La storia della famiglia Santorum è una delle milioni di storie di immigrazione italiana oltreoceano e di ascesa nella scala sociale statunitense. Rick ricorda spesso la vicenda del nonno Pietro. Partì dal Trentino nel 1925 perché non voleva vivere nell’Italia di Benito Mussolini e sbarcò nella lontana America, dove prima trovò un impiego nell’industria automobilistica e dopo la Grande Depressione si trasferì in Pennsylvania, dove fece il minatore per diverso tempo, prima di trovare un altro lavoro e un altra città dove risiedere.
Fu nel 1929 che la moglie e i figli lo raggiunsero negli Usa. Aldo, il padre di Rick, divenne così cittadino americano e dopo aver servito nell’Army Air Corps, l’aviazione dell’esercito statunitense, durante la Seconda Guerra Mondiale, tornò a casa e studiò per diventare psicologo, prima al College, poi all’Università Cattolica di Washington e poi infine a Ottawa. Professione che avrebbe poi esercitato per decenni in un centro di ricovero per soldati veterani. Laddove incontrerà la moglie, Catherine Dughi, di origini irlandesi e (anche lei) italiane. Fu quella la casa d’infanzia di Rick, un edificio pubblico, come spesso lui ama raccontare.
Conoscere le sue origini ci aiuta a inquadrare il personaggio Rick Santorum. Fervente cattolico, Falco della destra, come lo descrivono i suoi oppositori, Uomo della Coerenza e della Purezza, come dicono i suoi estimatori, questo avvocato di 53 anni ha assunto posizioni radicali per le quali è diventato - come ha mostrato il voto in Iowa - il punto di riferimento dei conservatori sociali, così attenti al rapporto tra religione e politica, un movimento a maggioranza protestante.
La saga famigliare viene usata da Rick Santorum anche per spiegare la sua visione dell’attuale momento storico degli Stati Uniti. Per lui, tutti gli interventi di governo voluti da Barack Obama, come la Riforma Sanitaria, tutte le ingerenze del Big Government nella vita dei cittadini, equivalgono a una subdola, ma allo stesso tempo inesorabile, erosione della democrazia in America. “Stiamo gradualmente - ma non così tanto gradualemnte negli ultimi due anni - scivolando verso lo stesso tipo di Paese che mio padre lasciò negli anni’ 20″.
Aborto, omosessualità, famiglia: Rick Santorum si propone come un crociato, difensore dei valori morali della Fede, in un’America che tende a dare troppo spazio alle libertà (individuali). Contrario all’interruzione di gravidanza anche nei casi di stupro o incesto; favorevole a introdurre nella Costituzione un emendamento che impedisca i matrimoni omosessuali, fautore di una (sua) teoria cha accosta i gay ai pedofili, critico sui programmi scolastici che prediligono l’Evoluzionismo al Creazionismo, l’ex senatore della Pennsylvania nel corso degli anni ha suscitato lo scandalo e la riprovazione dei liberals.
E non solo su questi temi, ma anche su altre questioni. Entusiasta sostenitore della Guerra in Iraq, Rick Santorum ha assunto posizioni radicali anche contro i musulmani e ora promette di bombardare i siti nucleari iraniani nel caso in cui diventasse presidente.
I caucus in Iowa sono (stati) la sua grande rivincita in politica. Che potrebbe essere ancora più gustosa se riuscisse a diventare - come spera - il candidato della destra repubblicana, l’unico vero antagonista del troppo moderato Mitt Romney.
Nella notte di Des Moines, Rick Santorum è tornato con la mente a un’altra sera, questa volta drammatica per lui: quella del (non lontano) 2006, quando perse il suo seggio di senatore, sconfitto con l’umiliante distacco di 18 punti percentuali dal democratico Bob Casey. Per lui, che amava la politica, quella sembrava essere la fine della corsa.
Ma Rick ha tempra. E ha ripreso a camminare. Il suo sentiero l’ha portato fino alle primarie repubblicane per il 2012. Porta a porta ha girato tutto l’Iowa, novello Davide è quasi riuscito a sorpassare Golia, il multimilionario ex governatore del Massachusetts, che lo ha battuto per solo otto voti. Secondo tutti gli analisti, Santorum non ha alcuna chance di avere la nomination del GOP. Ma lui combatterà lo stesso per ottenerla. Ci crede. Per lui, uomo di fede, potrebbe essere diversamente?
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Giovedì 5 Gennaio 2012


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 6 Gennaio 2012 alle 8:59 cavallotti ha scritto:
Ma era proprio necessaria la guerra in Iraq?Ora che c’e ne’ andremo chi controllera’ e chi fermera’ gli eccidi che ne’ seguiranno?Non capisco la logica di armare una intera nazione per combattere quattro gatti quando bastava mandare un commando di marines ad ammazzare il colpevole.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.