
(Credits: Giovanni Porzio)
Lo scorso 7 gennaio i cristiani egiziani hanno festeggiato il Natale. Come tradizione, i copti hanno cenato con i loro familiari e sono poi andati alla messa di mezzanotte. Quest’anno, però, c’è stata una novità: per la prima volta, Pope Shenouda, la massima autorità dei copti, ha invitato alle celebrazioni nella cattedrale di Alessandria, esponenti dei partiti politici e dei vertici militari. Tutti, ad eccezione dei salafiti di Al Nour, hanno accettato l’invito.
Nelle prime file della chiesa sedevano i rappresentanti del partito Libertà e Giustizia, il braccio politico dei Fratelli Musulmani. Questo gruppo politico presto controllerà il 45-50% dei seggi del parlamento. Nei giorni scorsi, alcuni membri del partito hanno organizzato squadre di volontari per proteggere le chiese, dopo che si era diffusa la voce di possibili attacchi contro i cristiani nel periodo delle feste.
Nei prossimi mesi si discuterà la nuova Costituzione egiziana. La partecipazione dei Fratelli Musulmani alla messa di Natale, è un segnale per le forze laiche e i copti, che il partito Giustizia e Libertà è disposto a trattare con loro per ottenere una larga maggioranza. Questo gruppo, in questi giorni, vuole convincere gli egiziani, gli Occidentali e i militari che non cerca un’alleanza con i salafiti per aumentare il peso dell’Islam politico nella nuova Costituzione.
Inoltre la scelta di partecipare alla messa ha lo scopo di sottolineare la differenza tra i Fratelli Musulmani e le istanze più radicali che provengono da una parte della variegata galassia islamista. Una settimana fa, un Imam aveva detto che è contrario alla religione islamica fare gli auguri di Natale ai cristiani. Nei giorni scorsi, qualcuno ha rovinato le decorazioni natalizie di alcuni negozi. Diversi testimoni parlano di gruppi spontanei per la “promozione della virtù e la soppressione del vizio” che, sul modello della polizia religiosa saudita, hanno iniziato ad aggirarsi per le strade di alcune città per controllare che la merce esposta nei negozi sia conforme alla legge islamica.
La decisione di organizzare delle ronde a protezione delle Chiese rende il movimento ancora più popolare tra gli egiziani che temono il potere dei militari. Proteggere le chiese significa mandare loro il messaggio che gli Egiziani non hanno più bisogno di loro, nemmeno per garantire la loro sicurezza.
Infine questo è un segnale di stima per i cristiani, verso i quali molti musulmani egiziani, abituati da centinaia di anni alla convivenza, hanno un profondo rispetto.
I copti però non chiedono rispetto ma uguaglianza. Durante il regime di Mubarak essere cristiano voleva dire prendere un voto un po’ più basso agli esami, non poter quasi mai accedere alle alte cariche militari e avere più difficoltà ad ottenere lavori pubblici tramite concorso. Oggi, i cristiani vogliono essere trattati da egiziani e non essere solo rispettati come minoranza. Vogliono uno Stato laico che metta tutte le religioni sullo stesso piano e questo i Fratelli Musulmani non lo possono garantire.
—
Matteo Colombo vive tra Ankara e Il Cairo per studiare arabo e turco. Collabora con diversi siti di politica internazionale. Le sue grandi passioni sono l’Egitto, la Siria e la Turchia
- Martedì 10 Gennaio 2012

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.