
Mitt Romney al suo arrivo in South Carolina (Credits: AP Photo/Charles Dharapak)
Sondaggi e anchormen sono d’accordo: il trionfo di Mitt Romney alle primarie repubblicane del New Hampshire potrebbe rappresentare lo strappo decisivo, non tanto per la vittoria in sé, ma per le proporzioni con cui è avvenuta. Così i bookmaker stranieri, che da mesi seguono con attenzione l’evolversi delle candidature in seno al Grand Old Party, si precipitano ad aggiornare le loro previsioni.
La vittoria del’ex governatore del Massachussetts in Iowa, nonostante fosse scontata alla vigilia, ha assunto proporzioni schiaccianti e secondo tutti i maggiori operatori modificherà gli equilibri anche in vista del prossimo round, previsto il 21 gennaio in South Carolina.
Fino a ieri, infatti, i tabelloni delle quote continuavano a dare per favoriti, supportati da volumi di gioco consistenti, Ron Paul e Rick Perry. Per affinità territoriali e ideologiche (evangelica e conservatrice), infatti, la Carolina del Sud era considerata il terreno di caccia ideale per i due candidati texani.
Opinione almeno in parte condivisa anche dai comitati elettorali di entrambi: lo staff di Ron Paul (comunque arrivato secondo) ha limitato al minimo le comparsate e gli spot televisivi in New Hampshire, mentre Perry proprio non si è fatto vedere essendo al lavoro già da una settimana sulla prossima tappa.
Da ieri notte lo scenario è cambiato e ora su tutte le lavagne Romney è in pole position anche per il South Carolina, con quote negative (significa che scommettendo sulla sua vittoria si incasserebbe meno di quanto puntato) da parte di quattro operatori su sei, mentre William Hill e Betfair lo bancano ancora, rispettivamente, a 1,25 e a 1,3 volte la posta.
La vera soprpresa, però, arriva da Newt Gingrich: anche l’ex speaker del Congresso ha superato i due candidati texani nella corsa per il caucus di Columbia, con quote che vanno da 2,5 (su Paddy Power) a 4,5 volte la posta (su StanJames). Mentre ormai Paul e Perry scivolano a vincite pagate tra le 16 e addirittura le 200 volte.
Nulla cambia, per il momento, per quanto riguarda però le elezioni presidenziali di settembre. Qui il confronto on line indica che ben 14 operatori su 15 continuano a considerare certa la vittoria di Barack Obama, chiunque sia il suo sfidante repubblicano.
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Gianluca Ferraris, giornalista, ha iniziato a scrivere di calcio e scommesse per lenire la frustrazione accumulata su entrambi i fronti. Non ha più smesso
- Giovedì 12 Gennaio 2012

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