
Xi Jinping (Credits: AP Photo/Kham) e Li Keqiang (Credits: AP Photo/Gero Breloer)
Si sta avvicinando a grande velocità il momento in cui Hu Jintao e Wen Jiabao, rispettivamente il Presidente e il Primo Ministro della Repubblica popolare dal 2003, dovranno farsi da parte per lasciare spazio ai due jiebanren, i successori designati, Xi Jinping e Li Keqiang. Non c’é cinese che dubiti del fatto che il nuovo Presidente sarà uno dei principali esponenti del partito dei “principi rossi” e il prossimo premier il paladino dei riformisti della Lega della Gioventù. Eppure, c’é chi ha sperato, nel 2007, che il carisma e il potere di Hu Jintao riuscissero a fare in modo che le cariche “promesse” ai due potessero essere invertite. Ma con il 18° Congresso del Partito ormai alle porte e con una linea di successione all’interno del Comitato permanente dell’Ufficio politico che non è cambiata, non ci sono più dubbi sull’identità dei prossimi due leader della Cina.
Nel 2007, in occasione del 17° Congresso, fu tutt’altro che semplice raggiungere un accordo su se Xi Jinping, 54 anni, dovesse occupare la sesta o la settima posizione all’interno della struttura di cui fanno parte i nove uomini più potenti del paese. L’essere indicato come sesto uomo, dopo Hu Jintao, Wen Jiabao e altri tre fedelissimi, ha lanciato Xi Jinping verso la presidenza, lasciando Li Keqiang, 52 anni, il politico che negli ultimi 25 anni ha ottenuto una serie di promozioni coincidenti con ogni avanzamento di carriera di Hu Jintao, “solo” al settimo posto.
E’ molto probabile che il motivo che ha spinto il presidente uscente a ritornare sui suoi passi sia legato all’appartenenza di Xi Jinping al gruppo dei “principi rossi”, costituito dai figli dei quadri di alto livello (il padre di Xi Jinping è Xi Zhongxun, un veterano della Lunga marcia), un vantaggio che gli permette ancora oggi di ricevere l’appoggio incondizionato di tutti quei burocrati legati per vincoli di parentela ai vertici del Partito.
Dal momento che ne’ Hu Jintao ne’ Wen Jiabao appartengono al gruppo dei “principi rossi” ma rappresentano l’anima della “corrente populista” del Partito comunista cinese, potremmo aspettarci, da un lato, che quando Xi Jinping verrà ufficialmente nominato nuovo Presidente della Repubblica popolare gli equilibri all’interno del paese possano cambiare. Dall’altro, che Hu Jintao, per impedire una transizione troppo brusca, possa scegliere di mantenere il controllo della Commissione militare centrale, evitando così che Xi Jinping possa prendere qualsiasi decisione senza averne prima ottenuto l’autorizzazione. Nella speranza che, nel frattempo, Li Keqiang riesca a trovare un modo per far sentire la sua voce all’interno del Politburo. Per quanto la nuova composizione di quest’ultimo, che verrà ufficializzata solamente in ottobre, potrebbe dare ai “principi rossi” (Bo Xilai, Wang Qishan, Liu Yandong, Yu Zhengsheng) un discreto vantaggio sui riformisti (Wang Yang, Li Yuanchao e Wang Zhaoguo).
Cosa potremmo aspettarci, quindi, da un Presidente sulla carta così poco favorevole alle riforme? Chi lo ha conosciuto personalmente lo ha definito un politico alla mano ma autorevole, competente e spiritoso, cosmopolita, e con una spiccata capacità di interagire con gli stranieri. La “cricca di Shanghai” vede in lui un campione della libera impresa, ma per Xi Jinping la crescita economica è importante tanto quanto la stabilità sociale, e forse proprio grazie a questa sua convinzione riuscirà a raggiungere un compromesso con i populisti di Li Keqiang. Con la loro guida la Cina dovrà superare l’attuale fase di grandi difficoltà economiche e sociali, e potrà farlo solo cambiando. C’é quindi da sperare che Li Keqiang e i suoi fedelissimi trovino un modo per proporre sì qualche riforma, ma senza cercare di modificare troppo lo status quo. Altrimenti rischiano di spingere i principini a fare qualche passo indietro anziché in avanti.
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Claudia Astarita insegna “The Politics of China” alla John Cabot University e si occupa di India per il CeMiSS. Scrive approfondimenti sull’Asia per diverse testate e ha lavorato per molti anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama
- Mercoledì 18 Gennaio 2012

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Commenti
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Il 9 Febbraio 2012 alle 21:10 - Vivi Capena ha scritto:
[...] che a ottobre, in occasione del 18esimo Congresso del Partito, entrerà ufficialmente a far parte dell’Ufficio politico che da sempre manipola il destino [...]
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