di Antonella Colonna Vilasi
Nella storia dello spionaggio e in particolare nell’intercettazione di posta e documenti riservat, vi fu prima di tutti un personaggio: Cicero (nome in codice di Elyesa Bazna). Durante la seconda guerra mondiale fece la spia per la Germania nazista su incarico del Dipartimento di Controspionaggio del Reich in Turchia. Nel 1942 inizia lavorare come cameriere presso l’ambasciatore inglese ad Ankara dove fotografa i documenti segreti inglesi spiando la corrispondenza.
Una spia d’antam, dallo human-touch vecchio stile, oggi ampiamente sostituito dall’high-tech. Un esempio emblematico e attuale oltre che significativo per il nostro Paese è quello di Area, un’azienda italiana con sede a Vizzola Ticino, nel varesotto, che, nel 2008, cominciò a mettere a punto un sistema software, Asfador, in grado di intercettare, leggere e catalogare tutte le mail inviate e provenienti dal territorio siriano.
Ancora oggi, Area utilizza il know-how di aziende americane ed europee. L’hardware e il software per archiviare le e-mail, per esempio, arrivano da NetApp, società con sede in California, le attrezzature per leggere i network da Qosmos, con sede a Parigi, mentre quelle per connettere le linee telefoniche ai computer del centro di monitoraggio sono fornite da Utimaco, con sede in Germania. Si tratta, in tutti i casi, di aziende che non hanno equipaggiato direttamente il regime di Assad, ma che lo hanno rifornito indirettamente attraverso l’azienda italiana.
Il 26 novembre scorso Andrea Formenti, titolare dell’azienda, dopo aver studiato gli obblighi contrattuali con le conseguenti penali da pagare, aveva deciso di rinunciare al cospicuo contratto perché non compatibile con il rispetto dei diritti umani, anche se molto utile a un’azienda che negli ultimi anni non navigava in buone acque.
Secondo una fonte affidabile e implicata nel progetto, il governo siriano stava mettendo fretta ai tecnici di Area; infatti a sistema ultimato gli agenti avrebbero potuto seguire i flussi di scambio di mail quasi in tempo reale attraverso un grafico in grado di mappare le rete dei contatti elettronici dei cittadini. Un sistema, dunque, molto più potente da quello in uso finora.
Dal marzo scorso, sono più di 3.000 i morti per la repressione delle rivolte popolari tanto che l’Unione Europea ha imposto sanzioni al governo siriano (dal mese di maggio) che includono il blocco della vendita di armi e il congelamento dei capitali di alcuni esponenti del regime. Tuttavia, tali misure non proibiscono alle aziende europee la vendita alla Siria delle tecnologie. Gli Stati Uniti, che già avevano posto un blocco alle esportazioni verso il Paese (a eccezione di generi alimentari e medicine), presto si pronunceranno sulla fornitura di computer da parte di NetApp ai siriani e se ciò abbia costituito violazione delle sanzioni.
“I software - dichiara Luca Belli, dottorando presso l’Università Panthéon-Assas (Paris 2) ed esperto di Internet Governance e libertà di espressione - sono considerati tecnologie dual-use e possono essere assimilati ad altri prodotti a doppio uso utilizzati a fini militari. Nell’Unione Europea, l’esportazione di dual-use technology è vietata nei confronti di quei Paesi che sono colpiti da embargo sulle armi: com’è possibile che la Siria, che rientra in questa casistica, possa continuare a usufruirne?”
Già nel 2010 era emerso lo scandalo della fornitura da parte della joint venture europea Nokia-Siemens di sistemi di sorveglianza utilizzati per il controllo dei cittadini all’Iran di Ahmadinejad.
Altra minaccia incombente che invece tiene sempre con il fiato sospeso i servizi segreti iraniani, è il famoso worm Stuxnet (che spia e riprogramma software di monitoraggio e controllo industriale) che ha messo in difficoltà l’Iran lo scorso anno. Forse un nuovo Stuxnet dallo scorso aprile a oggi sta cercando di penetrare la rete. Al momento non ci sono sufficienti informazioni su questa potenziale arma informatica, che è stata descritta come un virus che si inserisce lentamente all’interno dei sistemi, facendo danni trascurabili, per lo meno nelle fasi iniziali. Potrebbe addirittura essere scambiato per un file delle organizzazioni governative, quindi passare inosservato.
L’Iran di nuovo bersagliato dai virus? Così aveva dichiarato lo scorso aprile il comandante della difesa civile Gholamreza Jalali all’agenzia di stampa Mehr, parlando di un worm soprannominato Stars. Jalali ha dichiarato che gli esperti iraniani sono riusciti a scoprire questo virus, che ora è in laboratorio per ulteriori indagini.
I timori e l’allerta dei servizi segreti iraniani sono rafforzati da un evento accaduto lo scorso anno, quando gli armamenti nucleari iraniani erano stati neutralizzati da un cyber-missile guidato da Israele e Stati Uniti.
Jalali ha nuovamente parlato di Stuxnet quando ha annunciato l’esistenza di Stars, e ha sottolineato l’eventualità che Stuxnet potesse ancora essere ancora in agguato. “Aver vinto una battaglia contro il virus non significa che la minaccia sia stata completamente sconfitta, perchè tali minacce informatiche hanno lunga vita e potrebbero continuare la loro attività in modalità silente”.
Jalali ha quindi esortato il governo a prendere serie misure difensive contro una vera e propria cyberwar contro l’Iran.
- Venerdì 20 Gennaio 2012

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Commenti
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Il 20 Gennaio 2012 alle 18:04 emanuelaantolini ha scritto:
ma come fate ancora a non capire che tutti loro si sono fatti passare per un altra persona? Loro mai avrebbero potuto avviare le o delle intercettazioni,tanto meno la polizia a dei semplici privati,figuararsi contro a delle vere Autorita’,ed e’ per questo che poi,quando sono stati promossi alle intercettazioni,per essere quelli veri,hanno mandato tutto allo sbaraglio,ed e’ proprio perche’ non si fa’ da com’e’ che loro hanno fatto.Mentre i primi probabilmente o comunque grazie a quelli veri,si!
Il 20 Gennaio 2012 alle 22:46 I più clamorosi cyber attacchi della Storia – LA CLASSIFICA | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] War, la guerra informatica, è lunga e piena di piccole o grandi battaglie. Si intreccia con le storie avventurose delle spie che furono, che al giorno d’oggi si smaterializzano e lasciano il posto al freddo schermo di [...]
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