
Barche da pesca nel Golfo persico. Sullo sfondo le petroliere (AP Photo/Kamran Jebreili)
L’unione Europea ha scelto la linea dura. I ministri degli esteri oggi hanno dato il via libera all’embargo petrolifero contro l’Iran che prevede il divieto di importare, acquistare o trasportare il greggio di Teheran per tutti i 27 Paesi europei. L’embargo, deciso per sanzionare il programma nucleare del regime degli ayatollah, riguarda i nuovi contratti mentre per quelli in essere ci sarà tempo fino al 1 luglio per allinearsi allo stop.
I capi delle diplomazie dei Ventisette hanno anche congelato i beni della Banca centrale iraniana e vietato “il commercio di oro, metalli preziosi e diamanti con enti pubblici iraniani e la banca centrale”.
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Apocalypse oil! Petrolio: che cosa accadrà con le sanzioni all’Iran
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Le attività della Banca centrale considerate legittime potranno pero’ continuare, seppur “in condizioni ristrette.” L’annuncio ha provocato l’immediata reazione iraniana, con il vicepresidente della Commissione Esteri e Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, Mohammad Kossari, che e’ tornato a minacciare la chiusura dello Stretto di Hormuz, l’imbuto di mare tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman per cui passa il 20 per cento del traffico mondiale petrolifero: “Se vi saranno problemi nella vendita del petrolio iraniano, lo Stretto di Hormuz verrà senz’altro chiuso”, ha avvertito il parlamentare.
Anche la Russia si è schierata contro l’embargo: “Le sanzioni unilaterali non aiutano. Inviteremo tutti ad astenersi da iniziative dure e cercheremo di far riprendere i negoziati”, ha assicurato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov.
Fonti Ue hanno spiegato che l’impatto economico dell’embargo - che potrebbe svantaggiare Paesi importatori da Teheran come la Grecia e l’Italia - sara’ tenuto sotto controllo ed “entro il primo maggio” sara’ effettuata una verifica sulla sua applicazione. In caso di valutazione negativa sull’impatto economico, la misura resterà comunque in vigore “a meno che l’unanimità dei Paesi europei non decida di revocarlo”. Atene, in particolare, rimasta l’unica ad opporsi all’embargo, si è infine convinta grazie alla garanzia ottenuta dall’Ue sui pagamenti che dovrà effettuare per acquistare petrolio.
Arrivando al palazzo del Consiglio a Bruxelles, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, aveva ribadito che l’Italia è “certamente con l’Europa” sull’embargo e spinge per il proseguimento della politica del doppio binario, dialogo e sanzioni”.
Le reazioni
Israele plaude all’embargo. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito le sanzioni adottate dai Ventisette “un passo nella giusta direzione”. “Per ora, è impossibile conoscere quale sarà il risultato di queste sanzioni. Ma occorre una pressione forte e rapida e le sanzioni devono essere valutate in base ai loro risultati”, ha affermato Netanyahu durante una riunione del suo partito, il Likud, in cui ha ribadito che l’Iran “continua imperterrito a sviluppare armi nucleari”. Commenti positivi anche dal ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, secondo cui la decisione dei Paesi Ue è “particolarmente importante”.
La Russia ha invece espresso “rammarico e allarme” per le nuove sanzioni Ue contro l’Iran.
Lo si apprende da un comunicato del ministero degli Esteri di Mosca, in cui si argomenta che Teheran non fara concessioni in merito al suo programma nucleare davanti ad un rafforzamento della pressione occidentale. “E’ ovvio che quello che sta succedendo e’ un tentativo di punire l’Iran con pressioni e diktat. E questa è una linea profondamente sbagliata, come abbiamo detto piu’ di una volta ai nostri partner europei”, si legge nella nota. In precedenza lo stesso ministro degli Esteri Serghei Lavrov aveva spiegato che “le sanzioni unilaterali non aiutano”, esortando “tutti ad astenersi da iniziative dure” per cercare di far “riprendere i negoziati”.
Iran- L’embargo petrolifero varato dall’Ue contro Teheran non avrà effetti sull’economia iraniana: ad affermarlo sono stati alcuni parlamentari iraniani mentre un ex ministro dell’Intelligence, Ali Fallahian, ha proposto di reagire all’embargo bloccando subito le esportazioni in Europa, prima che i Ventisette trovino fornitori alternativi.
“L’imposizione di sanzioni petrolifere contro l’Iran servira’ soltanto ai politici americani ed europei. Non avra’ alcun effetto sull’economia iraniana”, ha dichiarato all’agenzia Fars Ali Adyani, membro della Commissione Energia del Parlamento di Teheran, aggiungendo che l’embargo fara’ alzare i pressi del greggio. Le misure Ue, gli ha fatto eco un altro deputato, Hassan Shabanpour, sono solo “propaganda”, anche perche’ l’Arabia Saudita non sarà in grado di sopperire al mancato afflusso del petrolio iracheno. L’ex ministro dell’Intelligence, Ali Fallahian, ha invece proposto di bloccare immediatamente tutte le esportazioni petrolifere in Europa, per mettere in difficolta i Paesi che hanno contratti in essere e, in base alle decisione dell’Ue, tempo sei mesi per trovare soluzioni alternative. Questa proposta, ha osservato l’ex ministro, “ostacolerebbe i piani europei di imporre sanzioni”.
Giulio Terzi - ”Le sanzioni sono la strada giusta, la Ue ne è convinta: non c’è nessuna incrinatura sul fronte europeo”: così il ministro degli esteri Giulio Terzi, interpellato sulle critiche espresse dalla Russia sull’embargo del petrolio iraniano.
”Siamo convinti che la sola strada per riportare l’Iran al tavolo delle trattative è di proseguire la strategia duale, cioè aumentare la pressione sull’economia iraniana. Questo aspetto sta avendo degli effetti”, ha rilevato il ministro.
”Le difficoltà che si avvertono al vertice del sistema politico iraniano e al tempo stesso l’azione molto intensa che l’Iran sta facendo per convincere alcuni paesi esterni alla Ue - cioè il tentativo di fare un’azione contraria - è la dimostrazione che le sanzioni stanno mordendo”, ha reiterato il ministro.
(AGI e ANSA)
- Lunedì 23 Gennaio 2012

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Commenti
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Il 23 Gennaio 2012 alle 17:48 anna.one ha scritto:
Mentre il Segretario della Difesa Panetta diceva che a marzo la USS Enterprise Carrier Strike Group entrerà lo stretto di Hormuz, la USS Lincoln lo stava attraversando con navi da guerra degli UK e francesi.
Ma il Salami, tre settimane fa non aveva promesso fulmini se lo avessero fatto? Che figuraccia!!!
Il 24 Gennaio 2012 alle 1:07 Iran: embargo petrolifero contro il nucleare o per un cambio di regime? – L’ANALISI | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] ministri dell’Unione Europea hanno approvato l’embargo petrolifero contro il programma nucleare iraniano. Le sanzioni implicano il divieto [...]
Il 24 Gennaio 2012 alle 1:10 - Vivi Capena ha scritto:
[...] ministri dell’Unione Europea hanno approvato l’embargo petrolifero contro il programma nucleare iraniano. Le sanzioni implicano il divieto [...]
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