
Mitt Romney e Newt Gingrich (Credits: LaPresse)
L’energica forza di Newt Gingrich, tutta tesa a recuperare un ruolo da protagonista nella politica americana e la ferma determinazione di Mitt Romney a non perdere l’occasione di una vita sono entrate in rotta di collisione, si sono scontrate davanti a milioni di spettatori per un duello televisivo per le primarie in Florida, appuntamento che ormai tutti prevedono come decisivo nella corsa alla nomination.
Per l’ex Speaker della Camera, vincere anche nel Sunshine State - dopo essersi aggiudicato la South Carolina - vorrebbe dire diventare il favorito, mentre per l’ex governatore del Massachusetts significherebbe rischiare di perdere quella candidatura presidenziale che fino a prima del voto dell’altro giorno sembrava nelle sue mani.
Newt non ha bissato la prestazione dei precedenti dibattiti, soprattutto quello di Charleston, quando rispose con vigore alle polemiche sulle rivelazioni della sua ex moglie, ma Mitt, nonostante gli attacchi, per certi versi efficaci - che in alcuni frangenti hanno sfiorato quasi l’offesa - non è riuscito a capitalizzare la sua offensiva perché ha perduto il terreno guadagnato con un paio di clamorose gaffe fatte nel corso del dibattito.
Non solo. Costretto dalla pressione dell’opinione pubblica a rendere nota la sua dichiarazione dei redditi, l’ex governatore del Massachusetts ha svelato quanto paga di tasse, ma soprattutto ha reso noto di guadagnare molto grazie alle sue partecipazioni azionarie (versa all’erario una percentuale del suo reddito pari al 13,9% per il 2010 e del 15,4% per il 2011. Il miliardario mormone, pagherà alle casse del Tesoro americano circa 6,2 milioni di dollari sulla base del suo reddito accumulato in questo biennio di 45,2 milioni di dollari).
Ma proprio dalla sua dichiarazione dei redditi viene fuori un’altra notizia che potrebbe provocargli qualche imbarazzo, come sottolinea l’Huffington Post: un conto bancario in Svizzera, chiuso nel 2010 (probabilmente in previsione dellla campagna per le presidenziali), che si va ad affiancare a quello già scoperto alle Isole Cayman, uno dei paradisi fiscali mondiali.
Per lui, la questione rischia di diventare sempre più delicata, in grado di fargli perdere ancora consenso, come è avvenuto in South Carolina. “La gente si è chiesta: ma quanto guadagna e perché non vuole mostrare quanto paga al fisco? Dove prende tutti questi soldi e dove li mette? Troppi i dubbi instillati negli elettori per non provocare delle conseguenze sui loro comportamenti” - ha detto Richard Quinn, un ex consigliere politico di John McCain e Jon Huntsman.
Troppe le ombre che si stanno accumulando. I suoi rivali per la nomination gli avevano detto: “Meglio che tu sveli adesso i tuoi eventuali scheletri nell’armadio perchè se escono dopo che hai ottenuto la candidatura e ti devi scontrare con Barack Obama, rischiamo la sconfitta sicura”. E’ più o meno lo stesso ragionamento che - probabilmente - stanno facendo anche molti degli elettori della Florida.
Gli ultimi sondaggi danno il vantaggio Newt Gingrich. Con il vento in poppa della vittoria nelle primarie del South Carolina, l’ex Speaker della Camera è in testa, con nove punti di vantaggio (41 a 32) per Rasmussen e otto per Insider Advantage (34 a 26), mentre Rick Santorum e Ron Paul si contendono il terzo posto.
Mitt Romney sapeva di dover recuperare terreno nel dibattito in diretta televisiva da Tampa, organizzato dalla Nbc. E, infatti si è presentato con un piglio quasi aggressivo. Ha attaccato Newt Gingrich con un paio di colpi che hanno spiazzato l’avversario, come quando gli ha (quasi) dato del corrotto, definendolo poi un lobbysta, “un venditore ambulante della politica di Washington”, l’unico presidente della Camera costretto a lasciare il suo incarico perché in rotta con il suo partito e a causa di alcuni suoi disinvolti atteggiamenti nella gestione amministrativa della Camera.
Altro che fair play: Mitt Romney ha colpito sotto la cintura Newt Gingrich, in questo continuo gioco a ribaltare i ruoli che i due hanno inaugurato dall’inizio delle primarie, rappresentandosi (a vicenda e a turno) come l’uno, il Nuovo che vuole combattere contro l’altro, il Vecchio (miliardario e politicante).
I colpi hanno avuto effetto: Gingrich ha fatto fatica a controbattere. Ma i punti conquistati nel duello, Romney li ha persi subito dopo facendo una clamorosa gaffe, che già fa il giro della rete.
Il tema era l’immigrazione, questione molto importante in uno stato come la Florida con una forte presenza ispanica. Mitt Romney ha cercato di dare una risposta cerchibottista a una domanda di uno dei conduttori su come si possono mandare via i clandestini senza deportarli, ma l’effetto è stato (per lui) devastante. Da una parte ha detto che è giusto espellerli, ma dall’altra ha affermato che dovrebbero andare via da soli. Self - deportation, autodeportazione, è stato l’infelice neologismo coniato nell’occasione.
Apriti cielo. La presa in giro nei suoi confronti è subito iniziata. Su Twitter sono comparsi commenti del tipo “Auto deportiamoci da questo dibattito per evitare di vedere certe cose”; Anchor women televisive come Rachel Maddow, volto notissimo di Msnbc, non hanno risparmiato il sarcasmo: “”In futuro la Nasa non può chiedere ai suoi astronauti di autodeportarsi su Marte?” Un sito progressista, Think Progress ne ha approfittato per lanciare un’ironica iniziativa: “Volete sapere qual’e’ la soluzione al problema della sanità in America? Ovviamente la self-medication.
Insomma, per Mitt Romney quello che avrebbe dovuto essere l’assalto (finale) a Newt Gingrich prima delle primarie in Florida si è rivelato quasi un fallimento, se non addirittura un boomerang.
Messo alle strette sulla questione dei soldi, costretto a tirare fuori la grinta in prima persona, l’ex governatore del Massachusetts ha espresso tutti i suoi limiti. L’ex Speaker della Camera ne approfitterà. Il duello è sempre più aspro e divide sempre di più il Partito Repubblicano.
Il suo establishment non vuole Newt Gingrich. “Ha in mente cento idee, 97 sono discrete e 3 portano alla distruzione” è stato il commento più bonario nei confronti dell’ex Speaker sentito in giro da parte di un notabile del partito (che ha voluto rimanere anonimo).
Questa guerra fraticida non farà bene al GOP.
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Martedì 24 Gennaio 2012


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