
(Credits: Ansa/Giorgio Benvenuti)
Si avvicina il giorno della Memoria delle vittime della Shoah e in Germania esplode una feroce polemica, sulla decisione di “vendere Hitler in edicola“. L’editore inglese Peter McGee il 26 gennaio pubblicherà sul settimanale Zeitungszeugen estratti del Mein Kampf , il libro del Führer .
Il tempismo della pubblicazione in Germania del libro di Adolf Hitler ha il sapore di un orologio che batte a ritmo di marketing. Inevitabilmente, l’annuncio ha innescato una catena di polemiche, soprattutto sulla scelta della data, a ridosso della giornata mondiale in cui vengono ricordate le vittime dell’Olocausto. Quel 27 gennaio del 1945 in cui le truppe dell’Armata Rossa abbatterono i cancelli del campo di concentrameto di Auschwitz.
Non solo, il Mein Kampf in Germania è un libro tabù. Dalla fine della Seconda guerra mondiale non è mai stato ripubblicato. E non perché fosse vietato dalla legge, ma - probabilmente - in segno di rispetto per tutte le vittime del nazismo.
Ora, l’editore inglese, proprietario della rivista tedesca che si occupa di Storia, ha deciso di pubblicarne 16 estratti di 3 pagine l’uno, con i capitoli salienti del volume di Hitler, corredati da note critiche e spiegazioni varie. Un modo per conoscere in maniera più approfondita un periodo storico, come dichiara McGee, o piuttosto una ferita che si riapre in un giorno così doloroso per milioni di persone nel mondo?
Il Mein Kampf (La mia battaglia) è il testo fiume che Hitler scrisse in carcere, poco prima della sua ascesa. Un distillato dettagliato e delirante di tutte le sue idee politiche e razziste, che poi il Führer avrebbe attuato una volta arrivato al potere. Fu pubblicato per la prima volta in due volumi, tra il 1925 e il 1927. Durante il regime nazista, venne stampato e distribuito in 10 milioni di copie, per poi essere “censurato” alla fine della guerra. O meglio, non censurato, ma tacitamente considerato un libro “illegibile” (ossia “da non leggere”), almeno in Germania.
Ora, però, in formato ridotto e tramite le edicole verrà nuovamente distribuito. Parafrasando qualcuno: è il mercato, baby.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso, e con Radio3Mondo di RadioRai, dove si occupa della rassegna stampa internazionale
- Mercoledì 25 Gennaio 2012

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