
(Credits: AP Photo/Khalil Hamra)
Mentre la Piazza egiziana si prepara al terzo giorno di proteste, dopo aver celebrato l’anniversario dell’inizio della rivoluzione che ha spazzato via Hosni Mubarak, il mondo della politica all’ombra delle Piramidi pensa alle urne che si apriranno nuovamente domenica 29 gennaio, per il primo turno delle elezioni del Consiglio della Shura.
Nonostante la situazione caotica, in Egitto il calendario elettorale sembra procedere senza intoppi. Dopo l’elezione dei membri dell’Assemblea del Popolo (la Camera Bassa) e del suo speaker, scelto nel gruppo di maggioranza, ossia l’alleanza che fa capo ai Fratelli Musulmani, adesso al Cairo ci si appresta a votare i rappresentanti del Consiglio della Shura (la Camera Alta).
Il voto si articolerà in tre fasi e si concluderà l’11 marzo. Secondo le previsioni, la prima riunione del Consiglio dovrebbe tenersi il prossimo 24 marzo. E anche in questo caso, come per l’Assemblea Popolare, sono migliaia i candidati indipendenti, ma ci si attende comunque una vittoria degli schieramenti islamici, da quelli più “moderati”, come i Fratelli Musulmani, ai più conservatori, come il polo costituito dai tre partiti salafiti, An Nour (Luce), Al Asala (Origine giusta) e Al Fadila (Virtù).
In tutto, sono 2.036 i candidati e 272 le liste presentate. Solo 120 gli esponenti della comunità cristiana, la maggior parte raccolti in Al Kotla al Masryia (Il Blocco Egiziano), alleanza formata (e capeggiata) dal tycoon Naguib Sawiris, che due settimane fa ha minacciato di boicottare la tornata elettorale del 29 gennaio, per protestare contro le violazioni e i presunti brogli fatti dai partiti islamici durante le votazioni per la Camera Bassa.
In ogni caso, boicottaggio o meno, i cristiani riusciranno a entrare in minima parte alla Camera Alta, che, esattamente come l’Assemblea del Popolo, sarà appannaggio delle formazioni islamiche. Dopo 84 anni ai margini della vita politica, adesso e per la prima volta nel cuore del mondo arabo, i Fratelli Musulmani stanno per prendere completamente in mano le redini del Paese, pur senza avere alcuna esperienza della gestione della “cosa pubblica”.
Dovranno mediare con i Salafiti e, allo stesso tempo, non tradire le istanze liberali che arrivano dalla Piazza. La domanda è se ce la faranno o, invece, cederanno alla tentazione di andare nella direzione opposta.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e scrive di Giappone, Turchia, Russia e Caucaso per diverse riviste. Collabora con Radio3Mondo su RadioRai, dove si occupa della rassegna stampa internazionale
- Venerdì 27 Gennaio 2012

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Commenti
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Il 29 Gennaio 2012 alle 19:16 anna.one ha scritto:
Al Qaeda Primavera?
Un membro del neoeletto parlamento egiziano ha chiesto all’ emiro di al Qaeda di tornare in Egitto “con la testa alta e in modo sicuro.”
“Aboud Al Zomor, che è stato il primo emiro della Jihad islamica egiziana e fu in seguito imprigionato per il suo ruolo nell’ assassinio del presidente Anwar Sadat, ha detto che lui vuole il ritorno di Ayman al Zawahiri in Egitto e che gli sarebbe dato rifugio sicuro, secondo un rapporto pubblicato ieri a Al-Sharq Al-Awsat.“.Il rapporto è stato tradotto dall’arabo da parte della Fondazione Per Difesa delle Democrazie.
“Alla domanda se non vede alcun pericolo nel ritorno al Zawahiri, Al Zomor ha detto che non era una minaccia per l’Egitto, lui e Al Zawahiri differivano con il precedente regime e che erano solo un pericolo per il regime e non per l’Egitto, e ora Al Zawahiri ha liberato Afghanistan e Iraq …’” afferma il rapporto.” (LWJ)
Zomor è uno dei fondatori della Jihad islamica egiziana, il gruppo terrorista che si è fuso con al Qaeda. Zawahiri divenne l’ emiro del gruppo e ha presieduto la sua fusione con gruppo terroristico di bin Laden nel 1990.
Zomor, che è stato liberato insieme al fratello Tarek dalla prigione nel 2011 dopo aver scontato più di 20 anni per il loro ruolo in assassinare Sadat, ora è a capo del Partito costruzione e lo sviluppo, un partito politico islamista salafita che ha vinto 16 seggi nelle recenti elezioni parlamentari in Egitto.
Il suo partito è alleato con Al Nour, insieme formano il blocco islamico, che ha vinto 127 dei 498 seggi. Entrambi partiti, Partito costruzione e sviluppo e Al Nour vogliono la sharia, o legge islamica e, sapendo come voteranno i peons…l’avranno.
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